Festuca rubra

Festuca rubra

La festuca rossa o festuca rossa strisciante (Festuca rubra L.) è una specie erbacea che appartiene alla famiglia delle Poacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Poales, Famiglia Poaceae e quindi al Genere Festuca ed alla Specie F. rubra.
Le sottospecie presenti in Italia sono: Festuca rubra subsp. commutata (Gaudin) Markgr.-Dann., Festuca rubra subsp. juncea (Hack.) K. Richt., Festuca rubra subsp. litoralis (G. Mey.) Auquier, Festuca rubra subsp. microphylla St.-Yves e Festuca rubra L. subsp. Rubra.

Etimologia –
Il termine Festuca deriva da festuca gambo, fuscello, stelo. L’epiteto specifico rubra proviene da rúbeo rosseggiare, essere rosso, per la presenza di caratteristici elementi rosseggianti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La festuca rossa è una specie presente in quasi tutte le zone del mondo, ma con lacune importanti. Cresce negli habitat rappresentati da zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nordamerica. È una specie microterma che si adatta a condizioni climatiche con temperature tra 15 e 25 °C ed in terreni neutri e acidi. È presente anche in Italia allo stato spontaneo dal centro al Nord.

Descrizione –
La Festuca rubra è un’erba perenne con alcune sub specie che si differenzano per la presenza di rizomi o cespiti. Questa pianta può crescere tra 30 e 60 cm di altezza. Come tutte le festuche, le foglie sono strette e aghiformi, il che la rende meno appetibile per il bestiame. I prati che si formano non sono così fluidi come la festuca ovina (Festuca ovina). Le foglie sono di colore verde brillante.
L’Anteceto è con cariosside oblunga di 3-4,5 mm. Spighette 4-6 flore di 7-10 mm, verdi, che si disarticolano sotto ogni fiore fertile; lemma di 1,9-2,3 x 5-7 mm con resta di 1-2,5 mm.

Coltivazione –
La festuca rossa preferisce terreni ben drenati, luoghi freschi e climi temperati, ma preferisce stare in aree soleggiate anche se è tollerante all’ombra. Si tratta di un’erba foraggiera nutriente e appetitosa per gli animali domestici e selvatici, ma non è stata mai presente nel mercato a causa della bassa sua produttività e appetibilità.
Infatti nonostante l’ottima qualità dell’erba, la sua diffusione come foraggera è limitata, per la sua modesta produttività, a zone di montagna, dove può essere aggiunta ai miscugli complessi per costituire il “fondo” della cotica. È comunque adatta al pascolamento, alla costituzione di tappeti erbosi e inerbimenti tecnici (scarpate, piste da sci ecc.).
Questa specie può essere lasciata completamente incolta, o occasionalmente tagliata per rendere il prato compatto e pulito all’occhio di chi lo guarda. Ci sono molte sottospecie, e molte cultivar sono state prodotte orticoltura commerciale.

Usi e Tradizioni –
La Festuca rubra è una pianta a tessitura fogliare fine, si adatta agli ambienti freschi e umidi ed è molto adatta alle zone ombreggiate. Ha foglie fine di colore verde brillante, è di taglia medio-bassa, adatta a tappeti erbosi. È infatti commercializzata e coltivata soprattutto come pianta ornamentale per giardini e per la costituzione dei tappeti erbosi per uso sportivo o ornamentale. Forma un tappeto molto fitto. E’ particolarmente indicata per campi sportivi, prati ornamentali molto frequentati, per fairways e per i tees dei campi da golf.
Le numerose varietà disponibili (oltre duecento in Europa e 10 nel Catalogo italiano) sono per la maggior parte destinate a scopi non foraggeri. Non esiste alcuna selezione italiana: sul mercato sono disponibili le cultivar “Echo”, danese e “Kos”, polacca.

Modalità di Preparazione –
La Festuca rubra è una specie che non ha particolari applicazioni in campo foraggero mentre, anche grazie alle sue diverse varietà, trova applicazione come essenza per manti erbosi e tappeti ornamentali. Non ha particolari applicazioni in campo farmaceutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *