Operophtera brumata

Operophtera brumata

La Falena invernale o Falena brumale o Cheimatobia (Operophtera brumata L.) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei geometridi.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Geometroidea, Famiglia Geometridae e quindi al Genere Operophtera ed alla Specie O. brumata.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Falena invernale è un lepidottero originario dell’Europa settentrionale e centrale, fino all’Italia; è presente inoltre dal Caucaso e all’Asia Minore. Le popolazioni della falena invernale che vive in Europa sono il risultato della ricolonizzazione avvenuta in seguito all’ultima era glaciale.
È inoltre una specie alquanto invasiva in Nuova Scozia, nella fascia costiera degli Stati Uniti Orientali ed anche nelle aree del Pacifico nord-occidentale (principalmente l’isola di Vancouver). È uno dei pochissimi lepidotteri delle regioni temperate in cui gli adulti sono attivi nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno. Le piante ospiti su cui vive sono soprattutto albicocco, susino, ciliegio, pesco, pomacee, latifoglie forestali ed ornamentali.

Morfologia –
La Falena invernale è una farfalla a spiccato dimorfismo sessuale con la femmina che è praticamente attera, con ali sono molto ridotte ed atrofiche, di colore scuro e con il corpo rivestito da una fitta peluria bianco-grigiastra che conferisce a questa falena un aspetto più chiaro. Il maschio è invece alato, con apertura alare di 22-30 mm, con le ali anteriori grigio giallo rossicce, percorse da linee trasversali ondulate più scure e quelle posteriori giallo ocra chiaro; entrambe le paia hanno i margini frangiati. Le larve di questo lepidottero sono verdastre, glabre e lunghe circa 25-30 mm e che si muovo con il tipico movimento arcuato dei geometridi.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’ Operophtera brumata è un insetto molto polifago e dannoso allo stadio larvale in quanto queste sono delle attive defogliatrici. La loro attività si evidenzia sulle foglie con le caratteristiche erosioni ai lembi fogliari, sia ai margini che all’interno; le foglie sembrano bucherellate. Inoltre queste larve colpiscono anche le strutture fiorali che vengono divorate, i piccoli frutti, su cui provocano un danno simile a quello dei ricamatori e le gemme che possono essere irrimediabilmente danneggiate all’interno.
Questa falena sverna allo stadio di uovo che viene deposto, dalle femmine negli anfratti della scorza o in prossimità delle gemme. Con l’arrivo della primavera successiva, intorno al mese di marzo, da queste uova nascono le larve che, nutrendosi, producono i danni suddetti. Le larve raggiungono la maturità verso il mese di giugno e quindi scendono nel terreno, dove spesso si lasciano cadere, per interrarsi ed impuparsi per sfarfallare nel periodo autunnale e iniziare un nuovo ciclo con la deposizione delle uova svernanti.
La Falena compie, pertanto, una sola generazione all’anno.

Ruolo Ecologico –
La falena invernale è un lepidottero che svolge il suo ciclo su molte essenze, in quanto questo lepidottero ha una elevata polifagia. Le piante ospiti su cui vive sono, come detto, soprattutto albicocco, susino, ciliegio, pesco, pomacee, latifoglie forestali ed ornamentali.
L’attività delle larve della Operophtera brumata, che si estrinseca nella defogliazione delle specie colpite, ha il massimo pericolo di dannosità tra i mesi di aprile e maggio.
Il contenimento delle popolazioni di questa falena può seguire sia criteri di lotta biologica o, nel caso di attacchi elevati, quelli della lotta guidata ed integrata utilizzando il campionamento, per stabilire la densità della popolazione, ed alcuni accorgimenti di tipo fisico per ridurre le infestazioni.
Per quanto riguarda la lotta biologica, soprattutto nelle regioni europee questo insetto può essere contenuto da due specie parassite: una vespa (Agrypon flaveolatum) e una mosca (Cyzenis albicans). Le vespe depongono le proprie uova nelle larve della falena; le mosche invece depongono le uova sulle foglie, che le larve ingeriscono quando si nutrono delle foglie.
Altre tecniche di risanamento consentite nella ltta biologica possono essere eseguite utilizzando interventi con Bacillus thuringiensis var. kurstaki da effettuarsi nella seconda metà di aprile.
Altri interventi contro questo lepidottero possono essere quelli di natura meccanica.
La lotta consiste nell’applicazione di fasce adesive da mettere attorno ai tronchi, ad altezza di uomo, per catturare le femmine che risalgono i tronchi per ovideporre; la lotta si rivela utile per ridurre il numero delle ovideposizioni.
Per eseguire i principi della lotta guidata vanno eseguiti dei campionamenti attraverso i seguenti criteri:
– campionamento in pre e post-fioritura: si deve valutare la presenza % di organi (fiori, foglie e germogli) infestati;
– la soglia, indicativa, è stabilita in ragione del 5% di organi infestati.
L’intervento si effettua al superamento della soglia. La lotta può prevedere anche, in funzione degli attacchi subiti negli anni precedenti, trattamenti preventivi:
– a fine inverno, contro le uova svernanti;
– all’ingrossamento delle gemme contro le piccole larve appena nate. In questo caso si utilizzano Oli bianchi attivati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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