Argania spinosa

Argania spinosa

L’Argan (Argania spinosa L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Sapotaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Ebenales, Famiglia Sapotaceae e quindi al Genere Argania ed alla Specie A. spinosa.
Sono sinonimi i termini Argania sideroxylon Roem. & Schult. e Sideroxylon spinosum L.

Etimologia –
Il termine Argania proviene dalla forma latinizzata di argan olio, nome vernacolare berbero (tashelhit) di queste piante. L’epiteto specifico spinosa viene da spina, spina: spinoso, coperto di spine.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Argan è una pianta che viene considerata un “relitto” proveniente dal Terziario in quanto cresce in Marocco da 80 milioni di anni.
È probabile che in quell’era esistessero vaste superfici, che interessavano la parte settentrionale dell’Africa e dell’Europa meridionale, ricoperte da questa pianta. L’areale, che in quel tempo era unito alle Canarie, si contrasse successivamente nell’era quaternaria probabilmente per via di cambiamenti climatici legati alle glaciazioni. Questa ipotesi avvalorerebbe l’esistenza attuale di alcune colonie presenti nella zona di Rabat e anche più a nord, vicino alla costa mediterranea nel nord-est del Marocco.
Il suo habitat va dal livello del mare fino a circa 1 500 m di altitudine.

Descrizione –
L’Argan è una specie arborea, che può raggiungere gli 8-10 metri, con chioma ampia e arrotondata, tronco nodoso, tortuoso e abbastanza corto, formato spesso da più parti intrecciate tra loro e con rami spinosi. Questa pianta, in aree con clima più difficile, può assumere le dimensioni di un piccolo arbusto.
È una specie longeva che può vivere anche 150-200 anni ed è perfettamente adattata all’aridità del sud-ovest del Marocco.
I fiori sono di un colore che va dal bianco la giallo-verdastro e compaiono nel periodo tra maggio e giugno; sono gamopetali con un tubo corollino molto corto e sono riuniti in infiorescenze a glomerulo.
Il frutto è una drupa di forma ovale, fusiforme, lunga circa 30 mm, che a maturazione diviene di colore giallo-bruna e che, all’interno, contiene una “noce” estremamente dura (formata dall’endocarpo legnoso e dai semi).
All’interno vi sono fino a tre semi a volte commercialmente chiamati “mandorle di argan”.

Coltivazione –
Per la propagazione di questa pianta si consideri che bisogna conoscere le difficoltà di moltiplicazione per via del tegumento coriaceo che ricopre i semi.
Questi semi, per poter essere ammorbiditi vanno immersi in acqua tiepida per un periodo da 2 a 4 giorni prima della semina. Altra soluzione può essere la copertura con un panno umido a temperatura di circa 20-25 °C. Piantare i semi pre-germinati in piccole vaschette con un leggero strato di terra, torba e sabbia e annaffiare periodicamente senza eccessi, limitandosi a mantenere umido il terreno. I tempi di germinazione variano da alcune settimane a un mese.
Per la coltivazione si tenga conto che questa pianta necessita di esposizione in pieno sole, tollera molto bene la siccità e le temperature comprese tra i 3°C e i 30°C ma sopravvive alle alte temperature e fino a 1400 metri. Predilige terreni poveri e sabbiosi. L’Argania è una specie molto rustica che sopravvive senza difficoltà in condizioni e temperature estreme, in terreni salini e aridi dove le sue radici possono arrivare a ricercare l’acqua anche a 30 metri di profondità. La pianta non sopporta invece i suoli umidi e asfittici dove presenta crescita stentata e vita breve.
Un albero di medie dimensioni produce circa 8 kg di semi all’anno.

Usi e Tradizioni –
L’Argan o Argania è un albero endemico del Marocco (zone sudoccidentali e pianura del Sous) e della regione di Tindouf in Algeria.
I grandi alberi di Argan hanno la valenza di simboli della vita e rappresentano un elemento culturale residuo, legato alla antichissima civiltà berbera.
A Tassila, presso Tamanar, esiste un albero di Argan, che è quello considerato più vecchio, detto “Targante Nchick”, o albero saggio, che è festeggiato ogni anno con un raduno popolare, con pranzi, balli e canti tradizionali, ricordando il passato e con la speranza per il futuro.
Per il valore degli habitat dove crescono questi alberi, dal 1988, una zona di circa 830.000 ettari, locazione naturale delle rade “foreste di argania”, tra Agadir e Essaouira, è stata dichiarata dall’UNESCO “Riserva della biosfera”.
La sopravvivenza di queste piante è legata al fatto che la raccolta tradizionale è effettuata da piante selvatiche, cioè non coltivate, di norma di “proprietà del re”, cioè su terreni demaniali. Se da un lato il governo ha provveduto a nuovi impianti su suoli demaniali, la raccolta rigorosa dei frutti compromette la riproduzione naturale della specie. Un altro fattore molto dannoso alla sopravvivenza della specie è legata al pascolamento da parte delle capre nei terreni demaniali, le quali non si limitano a strappare foglie e frutti da terra, ma si arrampicano fino ai rami più alti, spogliando completamente le piante. Le foglie, verde scuro e coriacee, infatti servono di nutrimento a cammelli e capre.
La estensione della coltivazione della pianta, effettuata in analogia alla coltivazione dell’ulivo, ovvierebbe a molti di questi problemi, ottenendo tra l’altro miglioramento della qualità.
La pianta di Argan fornisce, inoltre, un legno molto duro, utilizzato soprattutto come legname da riscaldamento.
Per quanto riguarda invece l’olio estratto questo contiene oltre l’80% di acidi grassi insaturi, composti per circa il 37% di acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico ed è ricco in vitamina E.
L’Olio di Argan è quindi ricco di acido linoleico, vitamine E e A, combatte l’invecchiamento.
Possiede inoltre, proprietà cicatrizzanti e protegge la pelle dalle aggressioni esterne neutralizzando i radicali liberi.
Particolarmente indicato per nutrire i capelli devitalizzati, fortificare le unghie, sciogliere le contratture muscolari e nutrire le pelli molto secche
La composizione di questo olio lo rende altamente emolliente, e fortemente stimolante per il rinnovamento cellulare; recenti studi hanno appurato che esso contiene sostanze antiossidanti che combattono l’invecchiamento.
Esistono due tipi di olio d’ARGAN a seconda che i noccioli vengano o meno tostati prima dell’uso.
L’olio cosmetico, più chiaro, si usa applicandolo sulla pelle e sui capelli ed è efficace contro la caduta dei capelli, gli eczemi, la disidratazione della pelle, svolge sulla pelle una azione emolliente, stimola il rinnovamento cellulare e aiuta a neutralizzare i radicali liberi, prevenendo così il precoce invecchiamento cutaneo.
L’olio alimentare, più scuro e dal sapore più forte a causa della torrefazione dei semi, viene utilizzato come l’olio comune per condire gli alimenti. È molto nutritivo e costituisce, insieme a mandorle tritate e miele, una pasta molto nutritiva usata per la prima colazione.
Per le rese incredibilmente basse (da 2 a 3,2 chili, ogni 100 chili di frutti secchi), questo olio è molto costoso. Salvo una parte minore, prodotta e consumata localmente, la produzione specializzata è quasi completamente esportata.
La popolazione berbera dell’Atlante ha sempre utilizzato l’olio di argan per le sue virtù alimentari e cosmetiche. Come il tè, anche l’olio di argan viene tradizionalmente offerto agli ospiti insieme al miele in segno di rispetto ed ospitalità.

Modalità di Preparazione –
L’olio d’argan per uso alimentare, è perfetto per condire il pesce, le insalate, le verdure grigliate e, naturalmente, il tradizionale cous cous.
Con l’olio di argan si preparano inoltre dei dolci marocchini o in condimento a piatti tipici del nord-ovest dei territori dove cresce questa pianta.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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