Bromus catharticus

Bromus catharticus

Il Bromo catartico (Bromus catharticus Vahl) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Commelinidae, Ordine Cyperales, Famiglia Poaceae e quindi al Genere Bromus ed alla Specie B. catharticus.
Sono sinonimi: Bromus angustatus Pilg., Bromus bolivianus Renvoize, Bromus breviaristatus (Hook.) Thurb., Bromus brongniartii Kunth e Bromus willdenowii Kunth..

Etimologia –
Il termine Bromus proviene dal greco βρῶμα broma cibo, nutrimento: nome che già Teofrasto attribuiva a una graminacea alimentare. L’epiteto specifico catharticus è di derivazione greca e viene da καθαρός katharòs puro: che rende puro, quindi purgante, purgativo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Bromo catartico è una graminacea originaria del Sud America, in particolare delle zone andine e dell’Uruguay) ed è diffuso in Argentina, Nord America, Australia ed Europa dove è stato introdotto successivamente.
L’habitat tipico del Bromus catharticus è quello delle praterie e delle aree aperte.

Descrizione –
Il Bromo catartico è una specie erbacea triennale di taglia alta che può raggiungere mediamente 70-150 cm, con un potente apparato radicale da cui dipartono culmi eretti, schiacciati alla base, ricchi di foglie; queste sono provviste di ligule allungate e senza orecchiette.
Le infiorescenze sono a pannicolo con semi piuttosto grossi e appiattiti (il peso di 1000 semi è di 7 g). Le spighette superiori sono erette e le spighette inferiori sono cadenti. Ogni spighetta ha una lunghezza di 20-40 mm e ha da quattro a dodici fiori .
Questa specie è una delle poche graminacee da prato con impollinazione autogama.

Coltivazione –
Il Bromo catartico è una graminacea adatta a climi miti, in Italia è stata coltivata anche con buone rese, simili a quelle della Festuca arundinacea.
Questa specie ha, inoltre, una buona elasticità di utilizzazione, precocità, facile coltivazione in molte condizioni pedologiche, resistenza alla siccità, buona attitudine all’autorisemina che prolunga molto la durata della coltura, buona qualità e ottima appetibilità del foraggio.
Si tratta di qualità interessanti per i terreni di media fertilità delle regioni centro-meridionali sia in coltura pura per lo sfalcio ma meno per il pascolamento, data la sua sensibilità al calpestio, sia in consociazione con l’erba medica.

Usi e Tradizioni –
Del Bromus catharticus esistono alcune varietà tra cui annoveriamo: la “Cabro”, la “Jeronimo” ed alcune cultivar francesi, quali la “Luprime” e la “Meribel”.
È una graminacea che ha buone capacità di fornire foraggio dopo forti siccità o inverni rigidi.
Gli aspetti negativi sono legati alla sua mediocre resistenza al freddo, le grandi esigenze in azoto, la scarsa adattabilità ai terreni asfittici e la sensibilità al carbone (Ustilago bullata), che però è superabile adottando varietà resistenti.

Modalità di Preparazione –
Il Bromo catartico trova applicazione per la coltivazione da foraggio ma non si hanno riferimenti e notizie su possibili usi per l’alimentazione umana e per scopi farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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