Cichorium endivia

Cichorium endivia

L’indivia o scarola (Cichorium endivia L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Tribù Cichorieae, Sottotribù Cichoriinae e quindi al Genere Cichorium ed alla Specie C. endivia.
Esistono due sottospecie: l’Indivia scarola (Cichorium endivia L. subsp. endivia var. latifolium Lamk., 1779) e l’Indivia ricciuta (Cichorium endivia L. var. crispum Lam.).

Etimologia –
Il termine Cichorium proviene da cichorium (in Plinio) o cichoreum, derivato dal greco κιχόρη cichóre o κίχορα cíchora o κιχόριον cichórion (in Teofrasto): cicoria. L’epiteto specifico endivia deriva dall’antico nome latino medioevale endivia o indivia, derivato dal greco medioevale εντύβιον entýbion o εντύβον entýbon, corruzione del latino classico intybus o intĭbus (in Virgilio la cicoria selvatica) dal greco classico ἴντῠβος íntybos (in Aezio e Galeno), a sua volta derivato dall’egiziano tybi che significava gennaio, per il periodo locale di crescita della pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Cichorium endivia è una specie tipica mediterranea che cresce in dal livello del mare sino ai 1200 ms.l.m. è coltivata da tempi remoti nel bacino del Mediterraneo tant’è che viene già citata ad esempio nel Papiro di Ebers (circa 1550 a.C.). Oggi quest’ortaggio viene coltivato in tutti i climi temperati.

Descrizione –
L’indivia, in condizioni naturali, è una pianta caratterizzata da un fusto che si allunga in uno scapo fiorale alto fino a un metro, ramificato e portante infiorescenze a capolino composte di 18-20 fiori bluastri. L’indivia sviluppa una rosetta di foglie assai increspate le quali formano un cespo piuttosto lasso.
I frutti sono dei piccoli acheni (commercialmente i semi) allungati, angolari, muniti di pappo, in genere bianchi nella indivia riccia, grigi in quella scarola. Il peso di 1.000 semi è pari a 1,5-1,6 grammi.

Coltivazione –
L’indivia è una pianta che predilige terreni molto fertili, sciolti e ricchi di sostanza organica. La semina si effettua preliminarmente in semenzaio con messa a dimora quando le piantine hanno quattro o cinque foglie, rispettando la distanza di 25–30 cm sulla fila e 30–40 cm tra le file.
È una specie che ha bisogno di frequenti irrigazioni finché le piante non formano il cespo, che poi devono andare a diradare per evitare l’insorgere del marciume delle foglie e del colletto. La raccolta si esegue in autunno, inverno e all’inizio primavera. Per ottenere l’imbianchimento delle foglie queste si raccolgono e si legano con un filo di rafia. Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La Cichorium endivia è una specie addomesticata e coltivata da tempi remoti. Questa specie è presente fondamentalmente in due varietà: la varietà classica detta crispum e la varietà latifolium, che comunemente viene chiamata scarola.
Tra la varietà crispum ricordiamo: la Riccia fine d’estate, la Riccia fine di Ruen, la riccia grossa di Pancalieri, la Riccia a cuore giallo.
Tra la varietà scarola ricordiamo: la Gigante degli ortolani, la Dilusia, la Bionda a cuore pieno, la Cornetto di Bordeaux.
Questa verdura viene apprezzata non tanto per le particolari qualità nutrizionali, quanto per le proprietà toniche, leggermente diuretiche (grazie ad un alto contenuto di acqua che supera il 90%) e lassative. L’indivia è un ortaggio molto poco calorico e croccante, capace di assorbire gli aromi degli alimenti con cui si cucina.
Con sole 15 kcal per 100 g l’indivia è una verdura ricca di vitamina A, vitamina C, vitamine del gruppo B (che svolgono fra l’altro anche un’azione anti fame), vitamina K ma anche, tra i sali minerali, potassio e calcio. Presenta un basso contenuto di sodio e una buona quantità di ferro e fibra (soprattutto cellulosa ed emicellulosa che conferiscono ad alcune varietà consistenza soda e croccante). È particolarmente ricca di vitamina K, che interviene come fattore antiemorragico nella coagulazione del sangue, aiutando il sangue quindi a coagulare normalmente. La ricchezza di potassio e la povertà di magnesio e di sodio le conferiscono un potere diuretico mentre la ricchezza di fibra alimentare favorisce il transito intestinale.
È tra le verdure con più alto contenuto di acido folico, vitamina coinvolta in reazioni connesse con la sintesi delle basi azotate degli acidi nucleici (DNA e RNA) e nel differenziamento dei globuli rossi e quindi vitamina utile particolarmente in gravidanza o in caso di malattie cardiovascolari.

Modalità di Preparazione –
L’indivia è un ortaggio molto versatile in cucina. Si può, ad esempio, gustare cruda ma in questo caso occorre accertarsi che si tratti di insalate biologiche poiché le foglie sono le parti della pianta che assorbono più pesticidi e dove si acculano particolarmente i sali nitrici provenienti dalle concimazioni chimiche.
È ottima, inoltre, anche saltata in padella con poca acqua (spesso basta l’acqua che rimane naturalmente sulle foglie dopo che sono state lavate): le foglie si ammorbidiscono e perdono in parte il loro sapore amarognolo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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