Ribes nigrum

Ribes nigrum

Il Ribes nero, o anche Cassis (Ribes nigrum L.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Phylum Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rosales, Famiglia Grossulariaceae e quindi al Genere Ribes ed alla Specie R. nigrum.

Etimologia –
Il termine Ribes proviene dal latino medioevale, ribes, derivante dall’arabo ribas, nome di una pianta acidula menzionata dai medici arabi che si ipotizza possa essere l’acetosella o un Rheum. L’epiteto specifico nigrum è derivato da niger nero, per il colore dei suoi frutti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Ribes nero è un arbusto originario delle zone montuose dell’Eurasia ed il suo habitat naturale è quello delle zone di mezza montagna con clima continentale piuttosto umido; è una pianta che viene coltivata un po’ in tutto il mondo, soprattutto nelle aree con clima continentale più umido.

Descrizione –
Ribes nigrum è un arbusto alto fino a 2 metri con fogliame deciduo e fusti ramosi.
Ha una corteccia liscia, con colorazione da chiara a rossastra nei fusti giovani e scura nei fusti vecchi. Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con tre – cinque lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore è ricoperta da un leggero tomento ed è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore.
I fiori sono raccolti in racemi pendenti, sono pentameri, con colorazione verde-biancastra, poco appariscente. La fioritura è nel periodo primaverile.
I frutti sono delle bacche sub globose di 8-12 mm, glabre con alcune ghiandole sessili, coronate all’apice dai resti del perianzio, nere a maturazione, fortemente aromatiche, con numerosi semi. le bacche compaiono nel periodo di agosto-settembre.

Coltivazione –
Il Ribes nero è una pianta che si adatta a tutti i terreni purché non vi siano ristagni idrici. La concimazione di fondo può essere effettuata con letame. La propagazione viene fatta per talea di ceppaia, rincalzando le piante madri accestite nell’autunno e prelevando nella primavera i fusti radicati. Il trapianto viene effettuato a macchina su file distanti 2,5-3 m tra le file e 1,5-1,8 m sulla fila.
Nella coltivazione specializzata, bisogna operare un controllo sommario delle malerbe attraverso due o tre sarchiature dell’interfila che mantengano le infestanti sotto l’orizzonte di raccolta che in genere è piuttosto alto. Salvo particolari condizioni non necessita di interventi irrigui.
Tenendo presente che il ribes fruttifica prevalentemente sui rami di un anno e poco su quelli corti e inseriti su legno vecchio, l’operazione di potatura deve essere rivolta ad assicurare il rinnovo delle vegetazione.
La maturazione dura anche 3 settimane, quindi la raccolta viene eseguita in 2 –3 riprese, in quanto i frutti si mantengono a lungo sulla pianta a maturazione raggiunta. Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il Ribes nero si differenzia molto dal ribes rosso, non solo per il colore ma anche per l’aroma, il sapore e la destinazione dei frutti. Le foglie, le gemme ed i frutti sono intensamente profumati per la presenza di ghiandole contenenti oli essenziali.
I frutti del ribes nero vengono destinati esclusivamente all’industria di trasformazione.
Inoltre il Ribes nero gode di azione rinfrescante, diuretico-depurativa, rinforza le difese naturali dell’organismo e protegge la parete vascolare come tutti i frutti spontanei ricchi di vitamine.
Tra le cultivar disponibili, che sono tutte di provenienza straniera, ma che si adattano bene alle nostre condizioni, ricordiamo: Climax, Gigante di Boskoop, Burga, Noir de Bourgogne, Tenah, Black Reward e Black Down (le due Black sono autofertili); Tifon, Troll e Andega (di più recente introduzione, autofertili e resistenti all’oidio).
Per quanto riguarda gli impieghi salutistici si utilizzano le gemme e i giovani germogli che non hanno dato origine al legno.
I componenti principali sono degli antocianosidi, sia dimeri sia trimeri. Contiene inoltre numerosi flavonoidi e una piccola quantità di olio essenziale.
Per queste sue caratteristiche il Ribes nigrum trova applicazione nell’azione protettiva sui tessuti ed aiuta a ridurre lo sviluppo delle reazioni allergiche.
L’azione protettiva di questa pianta riduce i danni che i radicali liberi possono provocare a molti tessuti. La composizione chimica del ribes è anche tale da ridurre la formazione delle sostanze che producono infiammazione e da combattere la fragilità dei capillari e dei vasi sanguigni.
Attenzione però ad alcuni accorgimenti nel suo utilizzo in quanto può essere dannoso per i pazienti ipertesi, perché può aumentare la pressione arteriosa del sangue.

Modalità di Preparazione –
Il Ribes nero è alla base della Crème de cassis (cassis è il nome francese del ribes nero), un liquore a 20 % in volume con cui si prepara il kir, con l’aggiunta di vino bianco.
Per fini salutistici sopra descritti si può predisporre un preparato di acqua, alcool e glicerina delle parti più giovani della pianta (macerato glicerinato), estratto secco.
Le preparazioni migliori sono il macerato glicerinato e l’estratto secco.
In questo caso le dosi sono: 70-100 gocce al giorno di macerato, suddivise in due somministrazioni, una al mattino al risveglio e l’altra nel primo pomeriggio, facendo in modo che la dose maggiore di prodotto venga assunta al mattino. Per l’estratto secco 500-700 mg, suddivise in due somministrazioni, una al mattino al risveglio e l’altra nel primo pomeriggio, facendo in modo che la dose maggiore di prodotto venga assunta al mattino. I bambini con età inferiore ai 12 anni devono usarne quantità inferiori. Le donne in gravidanza e durante l’allattamento possono utilizzarlo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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