Cyphomandra betacea

Cyphomandra betacea

Il Tamarillo o albero dei pomodori (Cyphomandra betacea Mart.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Solanaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Solanales, Famiglia Solanaceae e quindi al Genere Cyphomandra ed alla Specie C. betacea.
È sinonimo il termine Solanum betaceum Cav..

Etimologia –
Il termine Cyphomandra proviene dal greco κῡφόσ cyphós curvo, incurvato, gobbo e da ἀνήρ ἀνδρός aner andrόs maschio e, per estensione, antera: in riferimento a un ispessimento gibboso sul connettivo dell’antera. L’epiteto specifico betacea deriva da Beta, antico nome latino in Plinio, Cicerone e altri, forse derivato dal greco βλίτον blíton, bietola: quindi che richiama o ricorda una bietola.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Tamarillo è una specie originaria delle Ande e della fascia tropicale del Sud America; questa pianta fu introdotta in Europa dai Francesi all’inizio dell’Ottocento (in Italia un secolo dopo, dove non esistono colture specializzate).
Questa pianta è molto coltivata, oltre che in Sudamerica, in Nuova Zelanda, nel sud dell’Europa ed in Africa.

Descrizione –
La Cyphomandra betacea è una specie arbustiva a crescita rapida, alquanto fragile, che a maturità può raggiungere anche i 5 metri di altezza.
Le foglie sono cuoriformi, carnose, lievemente pubescenti, molto grandi e lungamente picciolate. I fiori sono hanno una colore rosa o lavanda e sono raggruppati in racemi terminali e fioriscono in modo scalare. In Italia la fioritura avviene dal mese di settembre a febbraio.
I frutti sono solitari o a gruppi, sono delle bacche, con colore variabile dal giallo al rosso al viola, di forma ovoidale con apice appuntito, contenenti molti semi piccoli (120-150). La polpa è di colore variabile dal giallo crema all’arancio-giallo all’arancio-rosso, con un sapore che ricorda quello del pomodoro.

Coltivazione –
Il Tamarillo pur essendo una pianta alquanto adattabile a varie condizioni di suolo preferisce terreni sciolti e freschi, ben drenati, con pH leggermente acido. Non tollera temperature inferiori a 2-3 °C e superiori a 35 °C che potrebbero causare gravi danni allo stato vegetativo della pianta.
La propagazione avviene per seme o per talea.
Nella coltivazione in pieno campo si utilizzano normalmente sesti di m 1,5 x 1 e l’impianto dura mediamente 6-8 anni.
Una tecnica importante per mantenere una produzione stabile è quella della potatura. Questa è necessaria per diradare l’eccessiva vegetazione. Nei mesi estivi necessita di interventi irrigui.
È una pianta che, per la sua asportazione di elementi nutritivi ha bisogno di un apporto di elementi fertilizzanti con un rapporto NPK intorno a 3:1:2; per questo motivo si consiglia di apportare letame maturo che meglio si addice all’integrazione di elementi nutritivi e di rotazione con leguminose anche per garantire una buona struttura del terreno.
Con piante in piena produzione si possono ottenere circa 200 q.li/ha di raccolto che è scalare e inizia in ottobre per terminare a maggio.

Usi e Tradizioni –
La Cyphomandra betacea, conosciuta normalemente con i nomi di Tamarillo, albero dei pomodori o pomodoro arboreo produce dei frutti, raccolti con picciolo, che possono essere conservati per circa 3 mesi a una temperatura di 3-4 °C. Possono essere destinati al consumo fresco o all’industria di trasformazione per ottenere prodotti diversi (succo da miscelare a quello di altri frutti, preparazione di dessert, di salse tipo pomodoro). I semi possono essere utilizzati per la produzione di olio vegetale da impiegare per usi alimentari, cosmesi e nell’industria delle vernici.
Esistono numerose Cultivars di Tamarillo tra cui le più famose sono:
– Ruby Red: Diffusa in Nuova Zelanda, ha un frutto largo, di colore rosso scuro ed è ottima per preparazioni culinarie, l’acidità viene ridotta se lasciato maturare 2-3 settimane dopo la raccolta;
– Oratia Red: Frutto di grosse dimensioni dal sapore particolarmente acido;
– Ecuadorian Orange: Frutto delle dimensioni di un uovo, il colore esterno è arancione e il sapore è meno acido di Oratia e Ruby Red;
– Goldmine: Nuova selezione di origine Neozelandese, di color oro ed dalle ottime qualità organolettiche;
– Rothamer: Varietà di origine Californiana caratterizzata dall’elevata pezzatura dei frutti, che sono di colore rosso con polpa giallo oro e dal sapore dolce. La pianta è molto vigorosa e la produzione più abbondante delle altre varietà.
Il frutto sembrerebbe ricco di proprietà nutritive e benefiche. Le bacche hanno alti valori di vitamine e ferro e sono povere di calorie. Ogni 100 grammi di parte edule contiene 40 calorie, un apporto basso per un frutto. Tra gli altri nutrienti hanno un contenuto d’acqua che va da 81 – 87 g, proteine da 1,5 a 2, 5 grammi. I grassi sono pochissimi, solo 0,05 grammi e fino a 6 grammi di fibre. Ciò che è più interessante della proprietà dei Tamarilli è la dotazione in micronutrienti:
– Da 0,32 a 1,48 mg di Vitamina A; da 19,7 – 57,8 mg di Vitamina C; da 3,9 a 11,3 mg di Calcio; da 19,7 a 22,3 mg di Magnesio e da 0,4 a 0,94 mg di Ferro.
Chiaramente i valori oscillano in base alla pianta e al livello di maturazione del frutto.

Modalità di Preparazione –
I frutti di questa pianta possono essere destinati al consumo fresco o all’industria di trasformazione con cui si ottengono: succo da miscelare a quello di altri frutti, dessert, salse tipo pomodoro, ecc.. dai semi si estrae un olio vegetale che viene utilizzato per usi alimentari, cosmesi e nell’industria delle vernici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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