Come coltivare la Sequoia

Come coltivare la Sequoia

La sequoia gigante (Sequoiadendron giganteum (Lindman, Buchholz, 1939)), chiamata anche wellingtonia, appartiene alla famiglia delle Cupressacee, ed è diffusa spontaneamente solo in aree ristrette della Sierra Nevada, in California.
La sequoia gigante può raggiungere, nel suo habitat, i 95 m di altezza ed avere un diametro basale, molto allargato rispetto alla parte superiore al colletto, di oltre 9 m. Non si hanno informazioni certe sulla longevità di questi alberi, ma le analisi dendro cronologiche permettono di fissare per la massima età raggiunta un limite inferiore di circa 2200 anni.
In questa scheda vedremo come coltivare la Sequoia che, per le sue dimensioni, rappresenta di per se una sfida di non poco conto.
Un tempo la sequoia gigante era un albero molto coltivato, soprattutto nel secolo corso; oggi la coltivazione di questa pianta, complice anche le sue dimensioni a maturità e quindi la difficoltà di introdurla in spazi idonei, è diminuita di interesse.
Vediamo di fatto come alcune convinzioni possano essere smentite e soprattutto come coltivare la Sequoia nelle condizioni pedoclimatiche dell’Italia.
La Sequoia gigante fu introdotta sia per seme che per piantina in Europa intorno alla metà di secolo scorso; delle centinaia di piante adulte presenti nell’Europa del nord, specialmente in Inghilterra e Francia, nessuna di queste raggiunge comunque i cinquanta metri. In Italia, le piante adulte arrivano anche ad altezze minori.

I dati medi di questa pianta quindi nel clima europeo e soprattutto in quello mediterraneo ci dicono che arriva a malapena 35-40 metri, ed impiega 25 anni a raggiungere 15 metri.
Con queste caratteristiche di crescita e dimensioni finali la Sequoia gigante è, a tutti gli effetti, una pianta molto simile, eccezione ovviamente per l’aspetto, ad alcune querce.
Infatti si tratta di un albero di forma decisamente triangolare, o piramidale, assai sganciata, con grossi rami orizzontali appena visibili attraverso la folta vegetazione verde-scuro intenso che vira nettamente al color secco durante i mesi invernali.
Dalla chioma non molto fitta si intravede ovviamente un tronco robusto con la sua tipica corteccia di colore rosso-ruggine. Questo tronco al piede si slarga in maniera caratteristica.
Inoltre i palchi più bassi, sotto il gran peso si piegano al basso verso le estremità portando così la base della chioma fino a terra, lasciando però trasparire il piede del tronco che slarga straordinariamente fino a raggiungere più del doppio del diametro misurabile ad un metro di altezza.
Se quindi si è in condizione di avere uno spazio comunque abbastanza idoneo si può pensare di coltivare questo maestoso albero rispettando però le sue necessità pedologiche (tipo di suolo) e climatiche.
La Sequoia gigante vive infatti bene in suoli leggermente acidi e, ovviamente, abbastanza profondi, anche se non perfettamente drenati. Una forte umidità infatti non nuoce alle sue radici. Per quanto riguarda la sua esposizione, è una pianta che cresce perfettamente in pieno sole, come esemplare isolato; ovviamente scendendo verso sud bisogna considerare che queste condizioni di eccessiva umidità siano sempre meno possibili e l’insolazione eccessiva possa far soffrire maggiormente la pianta.
Per questo motivo la latitudine più ottimale per la crescita di questo albero è sopra il 42° parallelo nord (che corrisponde all’incirca sopra la città di Roma).
Se vengono rispettate queste caratteristiche e queste indicazione la coltivazione della Sequoia gigante è possibile in giardini e parchi. È una pianta di facile insediamento, resistente alle escursioni termiche delle nostre zone, resistente ai parassiti, di crescita relativamente rapida ed infine non così ingombrante come nel suo habitat originale.

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