Russula laeta

Russula laeta

La Russula laeta (Russula laeta Jul. Schäff., 1952) è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Russulaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Phylum Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Russulales, Famiglia Russulaceae e quindi al Genere Russula ed alla Specie R. laeta.
È sinonimo il termine: Russula borealis sensu Romagnesi.

Etimologia –
Il termine Russula è il diminutivo di rússa rossa, rosseggiante in riferimento al colore prevalente di questa famiglia. L’epiteto specifico laeta proviene dal latino laetus, cioè rigoglioso, lieto, vivido, di aspetto gaio, allegro, in riferimento alla lucentezza dei suoi colori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questo fungo cresce nei boschi asciutti di latifoglie, prediligendo querce e castagni, su suoli di natura calcarea. Si tratta di una specie che in alcune zone, come in Belgio, è gravemente minacciata.

Riconoscimento –
La Russula laeta si riconosce per il cappello di 4–8 cm di diametro, emisferico e depresso al centro, con cuticola separabile per 1/3, vischiosa, brillante in presenza di tempo umido, con colore rosa-carnicino a rosso-porpora, più scuro al centro.
Il margine è involuto, regolare, leggermente scanalato a maturità.
Le Lamelle sono alquanto fitte, uguali, anastomosate, arrotondate o adnate al gambo, fragili, di colore crema-biancastro, poi gialline.
Il gambo è di forma cilindrica regolare, svasato all’apice, leggermente attenuato alla base, sodo, poi spugnoso, bianco, bianco-grigiastro in vecchiaia.
La carne è spessa, tenace, bianca, immutabile, con odore debole fruttato o di legno misto a geranio e sapore dolce.
Al microscopio si notano delle spore di 6,5-9 x 5,5-7 µm, di forma ovoidale, con verruche amiloidi, isolate.

Coltivazione –
La Russula laeta non è un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
Si tratta di un fungo di discreta commestibilità.

Modalità di Preparazione –
Fungo commestibile che, come altre Russule di discreta o buona commestibilità può essere preparato e cucinato in vari modi, sia da solo che in un misto con altri funghi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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