Anthonomus pomorum

Anthonomus pomorum

L’Antonomo del melo o punteruolo di melo (Anthonomus pomorum L.) è un piccolo coleottero della famiglia dei Curculionidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Cucujiformia, Superfamiglia Curculionoidea, Famiglia Curculionidae e quindi al Genere Anthonomus ed alla Specie A. pomorum.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Anthonomus pomorum è un insetto che completa il suo ciclo biologico su alberi di melo ma anche pero e ciliegio.
È un insetto diffuso in varie parti del mondo: dagli Stati Uniti a gran parte del territorio del Paleartico, ad eccezione della parte settentrionale della Scandinavia, ed ampiamente distribuito nella parte est del Monti Urali, nel Caucaso ed in Estremo Oriente. Sono in dubbio, invece, alcune identificazioni di questo insetto in Asia centrale ed in Siberia.

Morfologia –
L’Antonomo del melo si riconosce in quanto l’adulto è lungo dai 4,5 ai 5 mm, con il corpo che ha un colorito bruno-nerastro, ricoperto da una pubescenza grigia. Sulla parte posteriore degli stiletti presenta una banda grigio chiara a forma di V. Il rostro è lungo 1/3 del corpo.
Le forme larvali hanno una larghezza di 6 – 8 mm, con forma più allungata rispetto ad altre larve di Curculionidi. Le testa è di colore nero, non ha arti, ed il colorito è bianco giallastro.
Le uova sono di forma ovale e lattiginosa.

Attitudine e Ciclo biologico –
Gli adulti dell’Antonomo del melo trascorrono l’inverno tra le foglie secche o in ripari del terreno. Nel periodo primaverile, tra aprile e maggio, quando la temperatura avrà raggiunto stabilmente almeno i 10 °C, riprendono la loro attività, accoppiandosi; dopodiché le femmine feconde depongono un uovo per ogni bottone fiorale forandolo. Ogni femmina può deporre al massimo circa 100 uova.
Successivamente incidono parzialmente il peduncolo, per impedire l’apertura del bocciolo e consentire alla larva che si sviluppa all’interno di cibarsi degli organi fiorali e di completare la metamorfosi. In questo modo, i boccioli recisi penzolano sugli steli oppure cadono a terra.
Lo sviluppo della pupa dura più di una settimana, poi i giovani coleotteri emergono dai boccioli attraverso un foro rotondo. I giovani coleotteri si nutrono del parenchima del lato superiore; durante questa fase la loro nocività è trascurabile. A questo punto gli adulti entrano in diapausa invernale alla fine dell’estate e trovano rifugio sotto la corteccia degli alberi.

Ruolo Ecologico –
L’ Anthonomus pomorum è un piccolo coleottero che, nel popolare i frutteti di melo, pero o ciliegio, preferiscono le zone delle chiome più ombreggiate, nel lato settentrionale, con vegetazioni dense.
In questi frutteti, se sono al limitare di aree forestali, questi coleotteri si concentrano nei bordi delle coltivazioni arboree; inoltre questi insetti percepiscono le piante con fioritura più abbondante e che si protrae per maggior tempo; per di più possono trovare i loro alberi ospiti usando feromoni o segnali chimici derivati dalle piante. Questi coleotteri possono essere tenuti a bada dai loro predatori, in varie parti del mondo, e dalla presenza di altri antagonisti naturali, quali ad es. uccelli insettivori (quali il picchio muratore o picchio), Carabidi e Ichneumonidi.
In certi casi, di perfetto equilibrio agroecologico, oltre il 90% delle larve viene eliminato dai vari predatori ed antagonisti.
La nocività, ed il relativo danno di questi insetti, è più evidente quando l’abbondanza dei parassiti per un albero è di circa 200-300 esemplari e danneggia circa il 70% delle gemme. I maggiori fattori di rischio di attacco dell’Antonomo del melo si hanno quando si è avuta già una infestazione elevata l’anno precedente e quando i frutteti sono situati nelle vicinanze di aree boschive.
Il danno è causato, come visto, dall’attacco agli organi di riproduzione dei fiori che non appassiscono ma assumono la forma di un “chiodo di garofano”. I danni sono molto limitati negli anni in cui la fioritura è abbondante, e viceversa. La presenza di questo insetto, in forma lieve, invece, procura un diradamento naturalmente benefico (il Melo fiorisce abbondantemente 1 anno su 2).
Per diminuire la presenza di questo piccolo coleottero si possono adottare una serie di provvedimenti, sia di natura agroeocologica che di natura agronomica.
I primi vanno adottati, in ogni caso, in fase di progettazione del frutteto. Eccessiva specializzazione, vicinanza di boschi o aree naturali, coltivazioni in aree con poche ore di sole, vicinanza ad aree agricole eccessivamente trattate con insetticidi e diserbanti sono una delle cause di maggiore rischio.
I provvedimenti di natura agronomica sono legati invece allo sfoltimento delle chiome, alla eliminazione o diminuzione almeno delle concimazioni di azoto nitrico, alla combustione dei rifiuti vegetali, soprattutto quelli, inoculati con le uova.
L’uso di insetticidi per la diminuzione di queste popolazioni andrebbe fatto poco prima della ripresa primaverile, regolandosi anche con la temperatura minima stabile di 10 °C, ma, in questo caso, si rischia di compromettere ancor di più l’intero equilibrio ecologo dell’area, in quanto si vanno a distruggere soprattutto gli insetti utili ed i predatori naturali.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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