Dialeurodes citri

Dialeurodes citri

L’Aleurodide degli Agrumi (Dialeurodes citri Ashm.) è un piccolo insetto appartenente alla famiglia Aleyrodidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aleyrodoidea, Famiglia Aleyrodidae e quindi al Genere Dialeurodes ed alla Specie D. citri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Dialeurodes citri è una specie originaria dell’Asia Orientale. Il suo arrivo in Italia è datato tra il 1950 ed il 1960. Fu segnalato in Francia nel 1954 sulla Costa Azzurra. Oggi è una specie diffusa in tutta l’area mediterranea.

Morfologia –
L’Aleurodide degli Agrumi si riconosce in quanto l’adulto misura circa 1,5 mm di lunghezza, con il corpo di colore giallognolo, ricoperto da una pruina cerosa e bianca. Le neanidi sono circa 1,5 mm di lunghezza, verdi-giallognole e con il corpo appiattito.
Le uova sono peduncolate, ovali, di dimensioni da 0,2 a 0,3 mm di altezza e con colorito giallastro.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Aleurodide degli Agrumi è una specie polifaga che, tuttavia, predilige gli Agrumi, sui quali può svolgere l’intero ciclo annuale.
Il Dialeurodes citri sverna come neanide matura e più raramente come uovo. Nel periodo primaverile, intorno a marzo-aprile, si ha lo sfarfallamento degli adulti; poco dopo le femmine ovidepongono nella pagina inferiore delle foglie.
Nelle regioni meridionali, generalmente, si compiono 2-3 generazioni all’anno, con picchi di sfarfallamento in maggio, in luglio-agosto ed in settembre-ottobre.

Ruolo Ecologico –
Il Dialeurodes citri è una specie polifaga che vive su Agrumi ed altre specie. Normalmente le specie popolate da questo insetto, oltre agli agrumi, sono: Ligustro (Ligustrum), Frassino (Fraxinus), Lillà (Syringa), Forsythia, Lillà delle Indie (Melia), Fico, Caco (Diospyros), Melograno (Punica) e Susino.
L’insetto si stabilisce sulla pagina inferiore delle foglie e si nutre sottraendo linfa; nel caso di forti infestazioni le foglie ingialliscono e cadono precocemente, con conseguente deperimento dell’intera pianta.
I maggiori danni sono però provocati dalle neanidi che, quando sono presenti in gran numero nella pagina inferiore, producono abbondante melata ed imbrattano la vegetazione. La presenza della melata sulle foglie provoca una riduzione degli scambi gassosi, una fotosintesi ridotta e l’insediamento di fumaggini che rendono incommerciabili i frutti ed anneriscono la vegetazione.
Generalmente l’attacco non provoca danni gravi alla pianta ma ripercussioni sulla qualità dei frutti.
Il contenimento delle popolazioni del Dialeurodes citri si attua con opportune tecniche agroecologiche ed agronomiche.
Intanto bisogna effettuare opportune potature che favoriscano l’arieggiamento della chioma ed evitare eccessive concimazioni azotate che attirano notevolmente gli aleurodidi e tutti gli insetti che si nutrono di linfa.
Altro accorgimento, poco seguito nell’agricoltura intensiva, è quello di non specializzare eccessivamente le coltivazioni ma di aumentare la biodiversità aziendale con la presenza di siepi che ospitano parassitoidi e predatori, inerbimenti ed altre specie vegetali.
La distruzione o la diminuzione della biodiversità e dell’entomofauna sono i principali fattori, insieme alle errate tecniche agronomiche ed agro ecologiche, a causare l’aumento della popolazione di questo insetto.
In natura le popolazioni del fitofago sono controllate infatti da entomofagi quali:
– il Coccinellide: Clithosthetus arcuatus;
– l’Imenottero Afelinide: Encarsia lahorensis; questo, originario del Pakistan, è stato introdotto in Italia negli anni ‘70. Attualmente si è bene acclimatato negli ambienti meridionali dove svolge un’efficace opera di controllo.
La lotta di tipo chimico deve essere l’ultima spiaggia in quanto, in qualunque modo, scompenserà l’equilibrio eco sistemico presente.
La lotta chimica, in ogni caso, va effettuata al superamento delle soglie di intervento valutate campionando alcune foglie su piante scelte a caso nell’agrumeto (circa il 10%). Le soglie sono state stimate in:
– 5-10 neanidi per foglia, per il Mandarino e le Clementine;
– 20-30 neanidi per foglia, per il Limone e l’Arancio.
I prodotti da utilizzare possono essere anche esclusivamente gli oli bianchi. Solo in casi estremi si possono aggiungere a questi Fosforganici o Piretroidi.
Contro l’Aleurodide sono efficaci anche gli interventi con Oli bianchi effettuati, in inverno, per combattere le Cocciniglie; infatti questi trattamenti colpiscono le neanidi svernanti.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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