Come coltivare il Viburno

Come coltivare il Viburno

Il Viburno fa parte di un genere di piante (Viburnum L., 1753) appartenenti alla famiglia delle Caprifoliaceae che sono originarie di varie parti del mondo Europa, America ed Asia.
Il Viburno viene conosciuto anche col nome palla di neve per la forma dei suoi grappoli di fiori, ed è una arbusto decorativo coltivato a scopo ornamentale, sia in vaso che nei giardini anche come siepi di delimitazione. Tra le specie più conosciute ricordiamo: Viburno opulus, Viburno rhitidophyllum, Viburno macrocephalum, Viburno betulifolium, Viburno tomentosum, Viburno davidii, Viburno lantana.
Questo genere di piante, a portamento arbustivo, sono caratterizzate da una crescita molto lenta e raggiungono un’altezza massima tra i 3 ed i 4 metri.
Il Viburno è caratterizzato da fusti eretti e variamente ramificati, con foglie ovali o lanceolate, lisce o rugose che sono di colore verde intenso.
I fiori sono riuniti in profumate infiorescenze di colore bianco, bianco – crema, rosa e violetto a seconda della specie.
I frutti sono delle bacche ornamentali che a maturazione completa assumono una colorazione che può andare dal blu al nerastro.
In questa scheda vedremo come coltivare il Viburno seguendo gli accorgimenti agronomici e le tecniche più appropriate.
Per la scelta della zona dove piantare o inserire il Viburno si tenga conto che questa pianta preferisce i luoghi soleggiati, anche se tollera bene quelli semiombrosi ma riparati dai venti. Si tratta di una pianta che sopporta il freddo.
Il terreno deve essere argilloso, umido ma perfettamente drenante.
Per quanto riguarda gli apporti idrici, in genere il Viburno è una pianta che riesce a vivere utilizzando l’umidità generata dalle acque piovane; pur tuttavia in periodi di prolungata siccità si possono rendere necessarie anche abbondanti annaffiature.

Prima dell’impianto e poi, almeno una volta l’anno (alla fine del periodo invernale) è bene integrare il contenuto di sostanza organica del suolo (tranne che questi non siano di per se molto organici) con letame maturo, o altra sostanza organica, da porre nella buca di impianto o, per gli anni successivi, da mescolare con i primi strati di terreno.
Per quanto attiene alla moltiplicazione il Viburno può essere propagato sia per seme che per talea semilegnose o legnose ed anche per margotta.
Se si vuole procedere alla moltiplicazione per talea, si ricorda di prelevarle dalla pianta madre nel periodo primaverile, dopo di ché vanno messe a radicare in terriccio misto di torba e sabbia (tenuto umido) fino a completa formazione delle radici. A queste porzioni di rametto vanno lasciate due sole foglioline e l’attecchimento sarà evidenziato dall’inizio dell’ingrossamento delle gemme e dalla apertura delle prime foglioline.
A radicazione avvenuta le nuove piante si ripicchettano singolarmente in contenitori fino a quando non diventano ben formate.
Infine la tecnica della potatura e del governo di questi arbusti. Il Viburno richiede scarsi interventi di potatura e comunque subito dopo la fioritura. In genere vanno recisi i rami secchi, sfoltiti quelli più interni per favorire l’arieggiamento. Inoltre la potatura può rivestire il ruolo di modellare la pianta se l’obiettivo è di formare siepi con taglio regolare. Ricordarsi comunque periodicamente (almeno ogni due anni) di sfoltire queste leggermente all’interno per evitare l’aumento soprattutto di infestazioni di insetti ed acari.
Il viburno teme infatti l’attacco degli acari come il ragnetto rosso, soprattutto nei periodi di grande caldo e raramente subisce l’attacco di malattie fungine.




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