Brachycaudus cardui

Brachycaudus cardui

L’afide verde-nerastro del carciofo (Brachycaudus cardui L.) è un piccolo afide appartenente alla famiglia Aphididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae e quindi al Genere Brachycaudus ed alla Specie B. cardui.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Brachycaudus cardui è un afide che ha una vasta distribuzione in varie parti del mondo. Lo ritroviamo in Europa, Asia, Nord Africa e Nord America dove vive su varie piante quali: come ospiti primari il Ciliegio, il Susino ed l’Albicocco ed ospiti secondari su cui migra come: Composite quali il Carciofo, il Crisantemo (Chrysanthemum), la Matricaria, il Senecione (Senecio), e diverse Borraginacee.

Morfologia –
Il Brachycaudus cardui si riconosce in quanto l’adulto attero è lungo da 1,8 a 2,4 mm; con una colorazione brunastra, verde chiaro o verdastro; sull’addome porta macchie dorsali di colore nero e 2 o 3 bande nere nella parte posteriore. Le cornicula hanno un colorito nero, una forma spessa e cilindrica. Il rostro è di forma allungata quasi quanto le zampe posteriori. Si tratta di una specie dioica o eteroica.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’afide verde-nerastro del carciofo è un insetto che ha come ospiti primari il Ciliegio, il Susino ed l’ Albicocco. La migrazione avviene verso varie piante Composite quali il Carciofo, il Crisantemo (Chrysanthemum), la Matricaria, il Senecione (Senecio), e diverse Borraginacee.
Questo afide svolge infatti il suo ciclo fra piante del genere Prunus ed altre piante erbacee delle famiglie delle Composite e Borraginacee.
Nell’Italia meridionale però questo afide presenta frequenti paracicli ed anolocicli sulle Composite, anche quelle spontanee (Cirsium sp.).
Il Brachycaudus cardui infesta in maniera particolare il Carciofo ed anche il Cardo dove si stabilisce, in colonie, sia sulle foglie, sia sull’asse dei capolini o sulle loro brattee (specie le basali); gli organi colpiti si deformano, si sviluppano stentatamente e si imbrattano di melata.
Inoltre le popolazioni dell’afide verde-nerastro del carciofo sono normalmente frequentate da formiche che si nutrono della melata prodotta dagli afidi e stabiliscono con questo insetto un rapporto di simbiosi proteggendolo e cacciando i predatori.

Ruolo Ecologico –
Le infestazioni del Brachycaudus cardui provocano, sulle parti vegetali colpite, soprattutto sule foglie più giovani, dei raggrinzimenti ed accartocciamenti. Queste colonie si stabiliscono in maniera molto intensa soprattutto alla base dei capolini e sulle foglie.
Le infestazioni sono maggiori sulle coltivazioni intensive anche per l’incauto utilizzo di fertilizzanti nitrici che tendono a rendere le parti vegetali di queste piante più appetite all’afide.
Inoltre l’eccessiva specializzazione di interi areali e la mancanza di vegetazione che possa contenere i predatori ed i parassito idi di questo afide contribuiscono a creare condizioni di biocenosi favorevoli al Brachycaudus cardui.
Il controllo di questo piccolo afide deve partire da preventive condizioni di tecniche agro ecologiche che tendano ad equilibrare la vegetazione presente (con presenza di siepi, consociazioni, diversificazione produttiva, ecc.) e ad evitare incauti apporti di concimi (soprattutto nitrici) che se da una parte fanno aumentare la produttività delle piante, dall’altra creano delle condizioni di difficile controllo delle infestazioni.
Se l’infestazione è comunque sfuggita a questi preventivi criteri, il controllo dei suddetti afidi deve avvenire comunque alla comparsa delle prime infestazioni con aficidi specifici o con insetticidi a medio largo spettro. Efficace inoltre l’Estratto di Piretro soprattutto se applicato all’inizio dell’infestazione. Anche in questo caso bisogna considerare il periodo di intervento e la presenza nel comprensorio di insetti utili e predatori.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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