Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, identificato con i codici: WDPA 63642 e EUAP 0007. Si tratta di uno dei parchi più estesi d’Italia, con i suoi 141.341 ettari.
Il Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga è stato istituito nel 1991 ed è la terza riserva naturale protetta più grande d’Italia per estensione territoriale.
All’interno del Parco si trovano tre gruppi montuosi: la catena del Gran Sasso d’Italia, il massiccio della Laga, i Monti Gemelli e, all’interno del suo territorio troviamo la vetta più alta dell’Appennino, il Corno Grande, con i suoi 2912 metri di altezza. Su questa catena è inoltre presente l’unico ghiacciaio appenninico, il Calderone, il più meridionale d’Europa.
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è situato per la maggior parte in Abruzzo (provincia dell’Aquila, Teramo e Pescara) ed in misura minore nelle zone adiacenti del Lazio (Rieti) e delle Marche (Ascoli Piceno), nei territori della Comunità montana Gran Sasso, Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, Comunità montana della Laga, Comunità montana del Velino e della Comunità montana del Tronto.
Il territorio del parchè diviso in 12 distretti:
– Campo Imperatore, zona dell’alta valle dell’Aterno, il cui cuore è tra Assergi e Rocca Calascio;
– Tra i due regni, a cavallo del vecchio confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie (da cui il nome); il distretto si trova nei comuni di Campli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura e Valle Castellana;
– Cascate e boschi;
– Strada Maestra, comprende il tracciato della vecchia Strada statale 80 del Gran Sasso d’Italia;
– Valle siciliana, prende il nome dalla famiglia siciliana dei Mendoza che detenne il feudo della val Vomano, nel territorio di Tossicia, Isola del Gran Sasso d’Italia e Pietracamela;
– Valle delle Grandi Abbazie, prende il nome dal grande numero di antiche chiese della zona teramana della Valle del Vomano, che è possibile visitare negli itinerari delle località presenti. Il territorio è quello di Castel Castagna, Morro d’Oro, Canzano e Notaresco;
– Valle del Tirino, prende il nome dal fiume che attraversa i comuni di Capestrano, Bussi sul Tirino e Ofena;
– Terre della Baronia, contenente numerosi borghi caratteristici dell’Abruzzo, tra cui Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio;
– Alte vette, zona elevata del circondario di L’Aquila, comprendente il territorio di Assergi;
– Alta valle dell’Aterno, comprendente i territori di Barisciano, Calascio e Assergi;
– Sorgenti del Tronto, presso i comuni di Amatrice e Accumoli;
– Via del Sale, antica via romano-picena, comprendente i territori della Val Vomano, attraversando il valico Sella di Corno (Antrodoco-L’Aquila), poi il passo delle Capannelle (Montorio al Vomano), l’area di Teramo fino al porto di Giulianova.
I Comuni che rientrano totalmente o in parte all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga sono:
– Provincia dell’Aquila: Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Calascio, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, L’Aquila, Montereale, Ofena, Pizzoli, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
– Provincia di Teramo: Arsita, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d’Italia, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana.
– Provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Corvara, Farindola, Montebello di Bertona, Pescosansonesco, Villa Celiera.
– Provincia di Rieti: Accumoli, Amatrice.
– Provincia di Ascoli Piceno: Acquasanta Terme, Arquata del Tronto.
All’interno del Parco si trovano inoltre le Riserve naturali: del Corno Grande di Pietracamela, del Lago di Campotosto e la Riserva regionale Voltigno e Valle d’Angri.
All’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga troviamo, inoltre, una flora ed una fauna caratterizzate da un ampio spettro della biodiversità, fattore legato anche alla grande differenza interna degli habitat del Parco.


Flora –
La flora del Parco nazionale del Gran Sasso d’Italia e Monti della Laga cambia andando dalla parte sud-est della catena del Gran Sasso d’Italia, versante aquilano, verso la parte nord-ovest, versante teramano, dove troviamo infatti un ambiente totalmente diverso. Nella zona a sud-est i boschi sono presenti solo a quote relativamente basse e sono composti principalmente da pino nero e querce (zona di Castel Del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Barisciano e San Pio delle Camere). Salendo più in alto troviamo soltanto pascoli e solo nella zona di Fonte Vetica si riscontra una piccola area con abeti e betulle.
Alle quote medie si riscontrano: cerri, roverelle, ornielli, maggiociondoli, meli selvatici, cornioli, genziana, quest’ultima specie particolarmente presente sul Gran Sasso (versante aquilano) che rappresenta una specie protetta sebbene raccolta dai locali per produrre il famoso liquore alla genziana; troviamo altresì il ginepro (anch’esso specie protetta) presente soprattutto sulla cima di Pizzo Cefalone. Salendo verso la zona alta e nella piana di Campo Imperatore troviamo solo pascoli.
Passando nella zona più a nord del Gran Sasso (versante teramano) si riscontrano soprattutto estese faggete che rendono la zona davvero suggestiva, soprattutto nella zona di Pietracamela, paesino situato ai piedi del Corno Piccolo.
Le specie arboree presenti sono: tasso, agrifoglio, acero di monte, sorbo montano e numerosi nuclei di abete bianco. Alcune specie meritano una menzione particolare: ricordiamo il salice erbaceo, la stella alpina dell’Appennino (piuttosto frequente sul Gran Sasso e che rappresenta una specie estremamente protetta), il ranuncolo magellense, la primula orecchia d’orso ma anche l’adonide curvata, il papavero alpino, l’astragalo aquilano, la soldanella alpina e l’anemone dell’Appennino.
Un cenno alle specie fungine; tra queste ricordiamo, nella zona di Campo Imperatore e nella zona di Montecristo il prataiolo (Agaricus Campestris) oltre a molte altre specie di funghi come i porcini e le morette che popolano i boschi del parco.

Fauna –
All’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga troviamo, come detto, una numerosa popolazione di mammiferi e uccelli.
Ovviamente la specie più rappresentativa del Parco è il camoscio d’Abruzzo, ungulato endemico degli Appennini, che fino al secolo scorso aveva nel Gran Sasso la sua roccaforte. La persecuzione diretta dei “cacciatori di camozze” ne causò sul finire del ‘800 la scomparsa. Dopo cento anni il camoscio è tornato sul Gran Sasso grazie ad una riuscita operazione di reintroduzione (tra il 1992 ed il 1999) ed una popolazione che si attestava nel 2015 in 662 esemplari.
All’interno del Parco si incontrano altri grossi erbivori come il cervo (reintrodotto nel 2004) e il capriolo, ed il loro predatore per eccellenza, il lupo appenninico, che va ricostituendo piccoli branchi. Da qualche tempo fa apparizioni sporadiche anche l’orso bruno marsicano. Tra gli altri mammiferi sono presenti la volpe, il cinghiale, la martora, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola, l’istrice e diverse altre specie di roditori. È stata segnalata, inoltre, la lince. Alle quote più elevate, si incontrano l’arvicola delle nevi, che è un piccolo roditore, arrivato con l’ultima glaciazione e rimasto come relitto glaciale.
Tra i volatili si riscontrano alcuni rapaci rari come l’aquila reale, l’astore, il falco pellegrino, il lanario, il gheppio, il lodolaio e il gufo reale. Comunque l’avifauna più rappresentativa è quella delle quote più alte con: fringuello alpino, spioncello, pispola e sordone. Troviamo anche la coturnice, il codirossone, il gracchio alpino e quello corallino.
Inoltre si sono avuti avvistamenti di diversi esemplari di airone nei pressi del lago di Campotosto e nel comune di Crognaleto.
Tra i pascoli, le aree più in basso ed i coltivi tradizionali troviamo specie come l’ortolano, la cappellaccia, il calandro, la passera lagia e l’averla piccola.
Alle quote più alte, nelle praterie, è presente l’habitat ideale per la vipera dell’Orsini, un piccolo serpente che si nutre di insetti, presente con la più consistente popolazione nazionale. Tra le altre specie di serpenti annoveriamo il colubro di Esculapio e la Coronella austriaca. Nel Parco non mancano ovviamente gli anfibi, con endemismi appenninici quali la salamandrina dagli occhiali e il geotritone, abitante delle grotte. Sui Monti della Laga è molto localizzata la presenza della Rana temporaria e del tritone alpestre, che in tutto l’Appennino centro-meridionale, oltre che nel Parco, si possono osservare solo in una ristretta area della Calabria. Troviamo anche i Tritoni: il crestato ed il comune.

Guido Bissanti




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