Come coltivare la Tamerice

Come coltivare la Tamerice

La tamerice (Tamarix L.) è una pianta della famiglia delle Tamaricaceae, originaria delle zone sabbiose e salmastre di India, Cina ed Europa meridionale.
Tra queste ricordiamo soprattutto la Tamarix gallica o tamerice comune o cipressina che è la specie più diffusa in Italia come pianta ornamentale, coltivata a scopo ornamentale nei giardini e nei parchi pubblici e nota, oltre che col nome di tamerice comune, anche come tamarisco e scopa marina.
Si tratta di una pianta arbustiva che può raggiungere un’altezza di 7 metri con un robusto apparato radicale, un tronco nodoso con corteccia di colore rosso porpora scuro.
La chioma si distingue perché è espansa ed elegante, formata da rami lunghi e sottili, con foglie dalla forma di piccoli aghi triangolari, disposte a spirale sui rami e con consistenza è carnosa.
La Tamerice fiorisce nel periodo primaverile – estivo con un’abbondante fioritura rosa, con fiori riuniti in infiorescenze a spighe dal delicato profumo. Dall’allegagione dei fiori si formano delle bacche piramidali di color marrone contenenti dei piccoli semi secchi.
In questa scheda vedremo come coltivare la Tamerice e gli accorgimenti più utili per una maggiore vigoria della pianta.
Per la coltivazione della tamerice bisogna intanto scegliere una zona molto soleggiata e con clima mite in quanto, anche se non teme il freddo è una pianta sensibile alle gelate tardive.

Il terreno dove impiantarla deve essere preferibilmente sciolto, tendente al sabbioso e ben drenato.
La Tamarix gallica è una pianta che si adatta benissimo a climi siccitosi ma, comunque va innaffiata nei primi anni di vita fino a quando le radici non diventeranno più profonde.
Annaffiature: le piante adulte si accontentano delle acque piovane mentre gli esemplari giovani vanno irrigati regolarmente nei periodi di prolungata siccità.
Per quanto riguarda la concimazione il consiglio è quello di fornire all’atto dell’impianto, nella stessa buca ricavata per la piantagione, del letame maturo da porre sulla base della stessa. Successivamente, anche se è una pianta molto rustica, si può fornire della sostanza organica, ogni 2-3 anni, a fine inverno da miscelare con una lavorazione superficiale nei primi starti di terreno.
Se volete propagare altre piante di Tamerice potete prelevare i semi per seminarli nel periodo primaverile in appositi semenzai; la pianta, comunque, può essere propagata in autunno anche per talea legnosa. Le talee prelevate con cesoie ben affilate vanno messe a radicare in un miscuglio di sabbia e torba.
Per quanto riguarda la potatura la Tamerice va trattata solo per togliere i rami secchi e, se volete, per accorciare quelli troppo lunghi.
Ricordiamo che la tamerice soffre il mal bianco (oidio ) in condizioni di clima eccessivamente umido, mentre tra i parassiti animali teme l’attacco della Metcalfa (Metcalfa pruinosa Say, 1830) e delle larve dei rodilegno che scavano vistose gallerie nel tronco e sui rami.




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