Come potare il Ponciro

Come potare il Ponciro

L’Arancio trifogliato o Ponciro (Poncirus trifoliata L. o Citrus triptera) è un agrume della famiglia delle Rutaceae riginario della Cina settentrionale e centrale. È l’unico agrume a foglie decidue. Si tratta inoltre di un piccolo albero a crescita rapida, con portamento cespuglioso irregolare.
I rami hanno generalmente lunghe spine appuntite, ma sui rami di un anno si sviluppano anche speroni privi di spine, con internodi ravvicinati.
L’albero si riconosce anche per la presenza di foglie con lamina trifogliate (una apicale più grande e due laterali più piccole) con piccioli provvisti di alette.
Altra particolarità è che i boccioli fiorali si formano all’inizio dell’estate ma si aprono solo la primavera seguente, prima dell’emissione delle foglie.
I fiori sono singoli e di medie dimensioni, mentre i frutti che si formano sono piccoli, globosi o leggermente piriformi, hanno un colore giallo a maturazione e un sapore molto acido.
L’Arancio trifogliato è inoltre una pianta molto resistente al freddo (fino a -15°C), che gli consente di poterla coltivare oltre la latitudine media degli altri agrumi e come pianta ornamentale, oltre che come portainnesto per altri agrumi (conferisce una buona resistenza al freddo, una elevata adattabilità ai terreni umidi, resistenza al nematode degli agrumi e alla gommosi del colletto, un’entrata precoce in produzione e una buona qualità dei frutti; molto apprezzato per le piante in vaso perché ha un effetto leggermente nanizzante e un apparato radicale superficiale). Il Ponciro si propaga facilmente per seme e talea.
Adesso, in funzione delle sue caratteristiche, vediamo come potare il Ponciro ed alcune possibili interessanti alternative.
Diciamo subito che il ponciro allevato come albero o anche come arbusto va sottoposto a potatura sia per conferire armonia di forma alla chioma (potatura di formazione o di allevamento) sia per eliminare i rami secchi e quelli danneggiati dal freddo e consentire un costante rinnovo dei rami che dovranno fruttificare.

Le operazioni di potatura è bene effettuarle due volte l’anno: in primavera prima del risveglio vegetativo della pianta o in autunno dopo la raccolta dei frutti. Ambedue le potature devono essere leggere per evitare scompensi vegetativi alla pianta che, nel tentativo di ripristinare la massa vegetale eliminata, rallenterebbe l’efficienza produttiva.
Nel mese di luglio si effettua poi la potatura verde per evitare inutili dispendi di energia. Questa operazione va fatta con attrezzi adatti, disinfettati e ben affilati in modo da recidere di netto i polloni che crescono alla base del tronco, i succhioni non produttivi e di diradare i rami più interni per favorire l’arieggiamento. In questo periodo non vanno toccati i rami che hanno lignificato ma solo i giovani getti dell’anno.
La forma di allevamento da adottare può essere quella a globo, simile agli altri agrumi, con 3-4 branche principali (a 120° o 90°) ed impalcatura delle stesse intorno a 60-90 cm di altezza dal suolo.
Per le sue caratteristiche morfologiche l’arancio trifogliato può essere coltivato però anche a scopo ornamentale ed, in questo caso, oltre a quanto detto prima si possono adottare forme di allevamento diverse e che la pianta tollera molto bene.
Una possibilità è quella dell’Arancio trifogliato a siepe.
È una possibilità che può essere molto utile, ed esteticamente valida, per chi vuole creare ombra in primavera e in estate e avere il sole in inverno, in quanto l’arancio trifogliato non è un sempreverde, per cui in inverno perde tutte le foglie.
In questo caso bisognerà impiantare le singole piante di Ponciro alla distanza di 50 – 70 cm l’una dall’altra. Siccome la pianta è resistente al freddo e ai venti, ma il primo anno è più vulnerabile, se vi trovate in una zona molto ventosa, sarebbe opportuno accompagnare ogni singola pianta con un tutore che potrete togliere più avanti nel tempo (anche dopo il primo anno, quando si sarà consolidato l’apparato radicale).
Ovviamente la potatura per siepe dovrà prevedere non più la forma a vaso ma una simile a palmetta con 2-3 branche poste tutte sullo stesso asse ed i rami che si formeranno all’interno dell’ingombro previsto per la siepe. L’impalcatura potrà essere anche più bassa ma questo dipende anche dall’obiettivo e dalla funzione della siepe.
Non c’è nessuna controindicazione a potare abbondantemente (tranne quella che produrrà di meno, ma l’obiettivo in una pianta da siepe è un altro) in quanto sopporta potature annuali anche molto drastiche e forma ottime barriere ombreggianti e anti vento.
L’unico inconveniente che dovete evitare è quello di mettere il Ponciro di fronte a venti dominanti salmastri, in questo caso potrebbe soffrire anche parecchio.




2 pensieri riguardo “Come potare il Ponciro

  • 8 giugno 2020 in 21:09
    Permalink

    Quando fiorisce lo fa assolutamente in aprile o c’è la possibilità di stimolarne in qualche modo una fioritura tardiva ?

    Rispondi
    • 9 giugno 2020 in 10:51
      Permalink

      Purtroppo (o per fortuna) l’epoca di fioritura è legata a fattori di insolazione, di gradi giorno, di esposizione, ecc. per cui a comandare sono le condizioni del luogo dove la pianta è collocata. Si potrebbe stimolare la fioritura tardiva con l’uso di concimi nitrici che inducono la pianta a vegetare di più. Ma lo sconsiglio vivamente, sia perché questi predispongono la pianta ad attacchi di afidi, cocciniglie e altri insetti fitofagi e poi perché i nitrati vengono convertiti dai vegetali in sostanze cancerogeniche. Lasciamo fare alla natura e aiutiamola a fare il suo lavoro!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *