Salix pentandra

Salix pentandra

Il Salice odoroso (Salix pentandra L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Salicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Salicales, Famiglia Salicaceae e quindi al Genere Salix ed alla Specie S. pentandra.

Etimologia –
Il termine Salix è il nome in latino classico del salice, forse connesso con il sanscrito saras acqua. L’epiteto specifico pentandra proviene dal greco πέντε pénte cinque e da ἀνήρ, ἀνδρός aner, andrόs maschio, elemento maschile: con cinque stami.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Salice odoroso è una specie originaria dell’Europa settentrionale e dell’Asia settentrionale; è una pianta diffusa dalle Isole Britanniche alla Siberia centrale, e dalle Alpi alla Scandinavia. In Italia, è abbastanza comune nelle Alpi Occidentali e si trova anche ad Agro Nero nei Monti della Laga (Rieti).

Descrizione –
Salix pentandra è una specie arborea che può raggiungere i 12-15 metri, ma che spesso assume portamento arbustivo. Ha una scorza grigiasta e striata, di colore rossastro-bruna lucida nei giovani rami.
Le foglie sono decidue, alterne, picciolate, glabre, da ovate a lanceolate, con margine dentato e provvisto di ghiandole che secernono una resina gialla aromatica; la pagina superiore è lucida e verde scuro, quella inferiore opaca e di colore verde glauco.
I fiori sono unisessuali riuniti in spighe cilindriche, lunghe 5-7 cm, portate da lunghi peduncoli fogliosi. I fiori sono sottesi da brattee giallognole, ovate, arrotondate e provviste di ghiandola all’apice. I frutti sono delle capsule oblunghe con numerosi semi accompagnati da peli.

Coltivazione –
Il Salix pentandra si propaga per seme in terreni umidi subito dopo la raccolta, dato che la vitalità della semente non si mantiene a lungo, oppure per via vegetativa tramite talee legnose da novembre a febbraio o semilegnose da giugno a agosto. Per le caratteristiche dell’apparato radicale è preferibile mettere le talee direttamente a dimora curando la pacciamatura soprattutto all’inizio, oppure effettuare i trapianti durante l’autunno quando la pianta è ancora molto giovane. Si tratta di una pianta longeva, ma come gli altri salici è a rapido accrescimento. Per il suo governo non è strettamente necessario potarlo ogni anno, o ogni due, ameno che non lo si coltivi per ottenere i giovani getti da usare per la fabbricazione di canestri. Lasciato sviluppare liberamente si ottiene una pianta molto bella ed ornamentale.

Usi e Tradizioni –
Il Salice odoroso è coltivato nell’Europa centrale come essenza ornamentale da giardino. In Italia viene utilizzata negli interventi di ripristino che utilizzano le tecniche di ingegneria naturalistica, soprattutto in territorio montano. È una pianta da utilizzare lungo i corsi d’acqua, adatto per rivestimento scarpate umide e rimboschimento di aree incolte umide.
Il Salice odoroso ha delle foglie molto ornamentali ed è ideale come elemento di arredamento in alberature miste, in posizioni umide magari vicino a fontane o laghetti, accompagnato a altri salici non necessariamente di minori dimensioni.
È una specie molto frequentata dalle api e dai pronubi, dato che l’impollinazione è anemofila, può entrare a far parte di un giardino naturale in cui contribuire attivamente alla salute del piccolo ecosistema aumentandone la biodiversità complessiva.

Modalità di Preparazione –
Come tutti salici, anche il Salice odoroso, contiene salicina e viene utilizzato per la preparazione di vimini per il confezionamento di vari oggetti. Non ha comunque particolari utilizzi di natura farmaceutica o alimentare.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *