Come coltivare il Faggio

Come coltivare il Faggio

Il Faggio è un genere di alberi o arbusti (Fagus L., 1753) appartenenti alla famiglia delle Fagaceae che comprende varie specie arboree e arbustive originarie dell’Europa, America, Giappone e Cina; queste piante hanno un’altezza che va dai 15–20 m fino ai 30–35 m.
Il faggio è comunque una pianta che predilige i terreni calcarei, di buona fertilità e ben drenati. Cresce bene in zone umide ad almeno 500 metri di altitudine. Non è una pianta adatta alla coltivazione in vaso, ma alcune specie, di taglia più piccola posso essere coltivate anche in piccoli giardini ed in particolari zone urbane.
L’impianto del faggio si può fare a partire da seme, con semina che va effettuata, preferibilmente, nel mese di ottobre, con conseguente trapianto quando sono trascorsi due anni e la giovane piantina ha emesso un buon apparato radicale. L’operazione della semina si può fare conservando sotto la sabbia umida i semi presenti nel frutto ed, in primavera, seminare nel terreno per moltiplicare la coltivazione. Per la zone, è preferibile sceglierne una luminosa ma non troppo soleggiata.

Per la prima potatura bisogna poi attendere almeno due anni, sempre che si sia partiti di coltivazione da seme, altrimenti per le piante da vivaio queste sono già normalmente ben impalcate e potate. In ogni caso il periodo consigliato per effettuare la potatura è la stagione invernale, quando si spoglia delle foglie. visto il periodo è sempre ben curare le ferite da taglio con il mastice, poiché il faggio tende a mantenere cicatrici troppo evidenti ed antiestetiche.
Prima dell’impianto del faggio è opportuno eseguire una buona preparazione del terreno operando una concimazione con sostanze organiche, come humus di lombrico o stallatico, in quanto è una pianta che cresce bene in terreni organici. Il concime stallatico va mescolato bene al terreno in profondità in modo da assicurare una umificazione della sostanza organica più lunga ed ottimale.
Questa operazione si può ripetere a distanza di tre anni, in questo caso spargendo la sostanza organica nei prossimità della pianta e lavorando in superficie il terreno per mescolarlo.
Ottima cosa è anche la tecnica della pacciamatura che, mescolata allo stallatico migliora le caratteristiche di porosità e di sostanza organica del suolo oltre a riparare le radici delle giovani piantine nei primi anni di vita.
Tra le avversità fitopatologiche si sottolinea come il faggio teme la siccità, privilegiando le zone fresche. Durante la stagione calda, soprattutto nei climi più miti, è consigliabile annaffiare anche gli alberi adulti, nonostante tendano ad accontentarsi della sola acqua piovana. Inoltre le piante giovani temono maggiormente l’attacco di parassiti animali.
Tra gli insetti ricordiamo gli afidi che, soprattutto ad inizio primavera, si insediano sui giovani germogli, mentre coleotteri e ditteri cercano i rametti appena sviluppati. Le piante soffrono gli attacchi massicci di afidi e tendono all’ingiallimento fogliare in seguito ad un attacco da parte di questi insetti. Nelle piante ancora giovani, un terreno troppo umido e con ristagni d’acqua può favorire il marciume radicale. Il marciume delle piantine giovani lo si può riconoscere dalle lesioni necrotiche presenti sul colletto della pianta ancora giovane.

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