Patchiella reaumuri

Patchiella reaumuri

L’Afide pemfigide del tiglio (Patchiella reaumuri Kaltenbach) è un piccolo afide appartenente alla famiglia Pemphigidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Pemphigidae e quindi al Genere Patchiella ed alla Specie P. reaumuri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Afide pemfigide del tiglio è un afide con una distribuzione pittosto cosmopolita; in Europa ha una distribuzione piuttosto frammentaria, inclusa la Gran Bretagna, ma è probabilmente sottodimensionato in alcuni paesi. Le popolazioni di questo afide, in alcuni paesi (Hawaii, Isole Salomone) hanno perso il loro ospite primario e si riproducono partenogeneticamente tutto l’anno sulle radici delle Aracee.

Morfologia –
La Patchiella reaumuri è un afide che vive in colonie ed i cui individui sono molto chiari nei primi stadi; gli adulti, invece, assumono tonalità di colore violaceo scure. Man mano che maturano, sviluppano ciuffi di cera lungo i lati dell’addome e tutti si sviluppano informe alate.
La lunghezza del corpo delle forme alate è di 2,1-2,7 mm.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Patchiella reaumuri è un Afide dioico; l’insetto sverna sul Tiglio, che è l’ospite primario, allo stadio di uovo. In primavera, nel mese di aprile, compaiono le prime fondatrici da cui si originano, sempre sul Tiglio, alcune generazioni partenogenetiche primaverili; queste generazioni determinano un marcato accartocciamento ed arrotolamento dei giovani germogli apicali e delle foglie; i germogli apicali necrotizzano, si bloccano nello sviluppo, con conseguente perdita del cimale.
All’inizio dell’estate compaiono le forme alate (migranti) che si portano sugli ospiti secondari, che sono soprattutto canne di palude o altre Graminacee spontanee; successivamente, nel periodo tra fine estate e l’autunno, ritornano sul Tiglio per deporre le uova che dovranno svernare.

Ruolo Ecologico –
Le fondatrici della Patchiella reaumuri sono molto vigorose, più grandi, e vengono visitate dalle formiche (Lasius niger Linnaeus, 1758) che stabiliscono un rapporto di simbiosi e di protezione. Le formiche difendono questi afidi dai predatori e consumano la copiosa melata che altrimenti si confonderebbe con la colonia.
Le fondatrici possono produrre un numero molto grande di discendenti, che crescono e si sviluppano protetti all’interno dei nidi formati negli accartocciamenti fogliari.
Il contenimento della Patchiella reaumuri ed il principio attivo da utilizzare sono in funzione della gravità dell’infestazione e del suo stadio di avanzamento che si può riscontrare attraverso un campionamento delle foglie accartocciate.
Inoltre per qualunque intervento da intraprendere bisogna valutare l’ ambiente in cui si trova l’ospite (viali, parchi o giardini, verde urbano, vivaio di produzione, ecc.) e quindi della possibilità tecnica di esecuzione dell’intervento.
Se le condizioni per il trattamento non comportano rischi per la salute pubblica e per l’ecosistema (vanno valutate le presenze dei predatori naturali, come coccinelle, sirfidi, alcuni imenotteri, e dei pronubi) per effettuare i trattamenti si devono utilizzare dei prodotti aficidi sistemici per poter raggiungere quegli afidi che vive protetti dentro alle foglie accartocciate.
I trattamenti, se esistono le condizioni, e l’infestazione si presenta massiccia, andrebbero fatti soprattutto all’inizio della primavera alla comparsa della prima generazione.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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