Camellia sinensis

Camellia sinensis

Il tè (Camellia sinensis (L.) Kuntze) è una specie arbustiva sempreverde appartenente alla famiglia delle Theaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Ericales, Famiglia Theaceae e quindi al Genere Camellia ed alla Specie C. sinensis.

Etimologia –
Il termine Camellia è dedicato al missionario e botanico austriaco George Joseph Kamel detto Camellus (1661-1706), che portò questa pianta in Europa dal Giappone. L’epiteto specifico sinensis deriva da Sínae Cina: cioè di origine cinese.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Camellia sinensis è di origine abbastanza incerta, ma sembra ormai appurata la sua autoctonicità nell’Ovest della Cina, in un’area tra il S.E. del Tibet, Yunnan, Guizhou, Hunan e Sichuan. Oggi questa pianta è ormai largamente coltivata in tutto il mondo. Una delle prime camelie da tè venute in Europa fu di Linneo, che la ebbe dal capitano Eckbert nel 1763 e la coltivò nell’Orto Botanico di Uppsala.

Descrizione –
La pianta del Tè è un arbusto sempreverde che può raggiungere le dimensioni di un piccolo albero (4-6 m), con portamento espanso in esemplari annosi. Le foglie sono alterne di 4,5-9 x 2-3,5 cm, portate da un corto picciolo (3-8 mm), di forma ellittica, ad apice ottuso; cuneate alla base, a margine grossolanamente dentato o sinuoso-dentato e con denti ricurvi e nerastri all’apice; hanno un colore verde tenero e lucide da giovani, per poi divenire più scure e coriacee, mentre la pagina inferiore è sempre più chiara, pubescente.
I fiori sono ascellari, solitari od a gruppi di 2-3; portati anch’essi da corti peduncoli (8-12 mm), ricurvi verso il basso. Il calice, sorretto da due bratteole precocemente caduche, è costituito da 5-6 sepali, piccoli (4-6 mm), pelosi, ineguali e spesso persistenti anche alla fruttificazione.
La corolla è composta da 7-8 petali di colore bianco crema, ognuno dei quali di forma obovata e concava verso l’interno, di circa 2×2,5 cm. L’androceo è costituito da numerosi stami, riuniti alla base (monadelfi), con filamento biancastro (15 mm) ed antere di un intenso giallo-oro. Il gineceo è rappresentato da un ovario tomentoso e sormontato da un corto stilo (10 mm) con stimma trifido.
L’antesi, nei climi mediterranei, va dal periodo tardo-autunnale o invernali in zone particolarmente favorite, a quello autunnale o primaverile nelle zone più fredde; i fiori emanano un profumo piacevole e delicato. I frutti sono capsule legnose tricocche, deiscenti a maturità, di 15-20 mm, inizialmente verdi poi rossastro – marroni a maturità, contenenti generalmente 1 o 2 semi ovali (1-1,5 x 0,8-1).

Coltivazione –
La Camellia sinensis è una pianta coltivata soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali, nelle quali le precipitazioni possono raggiungere i 2000 mm all’anno. Predilige suoli acidi e permeabile, senza ristagni d’acqua. Tuttavia, è necessario ricordare che questa pianta è coltivata in tutti i continenti, anche in regioni molto più a Nord delle aree sopraccitate, come in Cornovaglia e nello Stato di Washington.
La temperatura ideale è tra i 10° e i 30 °C e le coltivazioni possono trovarsi anche a 2.500 m di altitudine (è proprio a quote più elevate che spesso si ottengono i tè più pregiati). La vita produttiva della Camellia sinensis comincia generalmente dopo 3-4 anni dalla semina, e dura per qualche decina d’anni, anche se esistono esemplari selvatici che superano il secolo d’età.
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La coltivazione e l’uso della piante del Tè si perdono nella notte dei tempi. I primi riferimenti testuali certi sul consumo del Tè in Cina risalgono al III secolo. Tra i maggiori promotori del Tè vi furono i monaci buddisti che lo adottarono come bevanda rituale e tonico. Durante l’epoca Tang questa bevanda si diffuse in tutto il Paese, grazie anche al contributo del Canone del Tè scritto da Lu Yu nel 760. Fu durante la dinastia Song che l’arte cinese del Tè raggiunse la massima sofisticazione. Fu il periodo in cui si diffuse anche in Giappone, dove nel XVI secolo venne codificata una particolare forma di preparazione ritualizzata (cosiddetta “Cha no yu”). In Cina, nel corso della dinastia Ming, si affermò il consumo del Tè in foglie e si incominciò a produrre, oltre ai Tè verdi, anche Tè ossidati e parzialmente ossidati.
Per quanto riguarda la sua presenza in Europa, il primo riferimento si ha nei resoconti del veneziano Giovan Battista Ramusio. Presumibilmente furono i Portoghesi a introdurre la bevanda in Europa, ma la prima importazione di cui si ha traccia fu da parte della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. In Europa il tè divenne dapprima popolare in Francia e nei Paesi Bassi. Inizialmente vi furono posizioni diverse da parte dei medici sulla nuova bevanda orientale: alcuni lo ritennero dannoso alla salute, altri come il medico olandese Cornelis Bontekoe ne promossero il consumo come rimedio per tutti i mali.
Il Tè divenne ben presto una bevanda molto utilizzata nel Regno Unito. La Compagnia inglese delle Indie orientali cominciò a importarlo a partire dal 1669 e nel corso del secolo successivo il tè divenne la voce più importante nei traffici inglesi con l’Oriente.
Il maggiore produttore di tè è la Cina, seguita dall’India. Anche il Giappone ha un ruolo importante nella produzione di alcune qualità (Bancha, Matcha, Sencha e Gyokuro). In Europa il tè viene coltivato nelle isole Azzorre.
I semi della Camellia sinensis possono essere spremuti per ottenere un olio dolciastro usato in cucina ed ha uso cosmetico e medicinale. L’olio di semi di tè viene spremuto a freddo dai semi di Camellia oleifera o di Camellia sinensis ed, in Giappone, anche dai semi di Camellia japonica, ha un elevato punto di fumo (250 °C) ed è l’olio da cucina principale in alcune province meridionali della Cina, quali lo Hunan. Quest’olio di semi assomiglia all’olio d’oliva e all’olio di vinaccioli d’uva per le sue eccellenti proprietà di conservazione e il ridotto contenuto di grassi saturi. L’acido oleico monosaturo può comprendere fino all’88% degli acidi grassi. È ricco di vitamina E (antiossidante) e di altri antiossidanti e non contiene grassi trans naturali.
Questo olio di semi, oltre all’impiego come condimento, per salse, fritture e produzione di margarina, viene utilizzato per produrre sapone, olio per capelli, lubrificanti, vernice e un olio antiruggine nonché impiegato nella sintesi di altri composti ad alto peso molecolare. L’olio di semi di Tè giapponese viene impiegato per il trattamento dei capelli dei lottatori di sumo e per la tempura (pastella per fritture).
Per quanto riguarda invece la produzione del Tè, da infuso, a seconda del tipo di trattamento cui vengono sottoposte le foglie della Camellia sinensis si possono ottenere prodotti diversi per forma, colore, aroma e sapore: trattando le foglie con il calore subito dopo la raccolta si ottiene il tè verde; essiccandole all’aria si ottiene il tè bianco; lasciando ossidare completamente le foglie si ottiene il tè nero; lasciandole parzialmente ossidare e poi trattandole con il calore si ottiene il tè oolong. Inoltre a seconda dell’età della foglia si hanno qualità di tè diverse, dal momento che, con la maturazione, la composizione chimica può subire dei cambiamenti.
Il tè contiene caffeina, un alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale, teanina, un amminoacido psicoattivo, catechina, un antiossidante presente soprattutto nel Tè verde e nel Tè bianco, teobromina e teofillina, due alcaloidi stimolanti, e infine fluoruri.
Tutti i tipi di tè traggono origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti di questa pianta e, come detto, soltanto i metodi di lavorazione differenziano le varie tipologie.

Modalità di Preparazione –
Per la preparazione del Tè, forse la bevanda più nota e diffusa al mondo, le foglie della pianta, trattate ed essiccate, vengono usate per preparare la bevanda tramite infusione o decozione.
Il sapore, l’intensità e gli effetti della bevanda dipendono dal tipo di tè e dalle modalità di infusione (temperatura e durata). Un’infusione breve (circa 2 minuti) estrae dalle foglie di Tè soprattutto caffeina e ha proprietà stimolanti. Un’infusione più lunga (3-5 minuti) estrae anche acido tannico che disattiva la caffeina perché si combina con essa, attenuando l’effetto stimolante. Inoltre l’acido tannico rende amaro il sapore del Tè.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *