Populus tremula

Populus tremula

Il Pioppo tremulo o tremolo (Populus tremula L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Salicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Salicales, Famiglia Salicaceae e quindi al Genere Populus ed alla Specie P. tremula.

Etimologia –
Il termine Populus proviene dal greco πάλλω pállo sussultare, agitarsi, tremare: per il comportamento delle fronde sotto l’azione del vento. L’epiteto specifico tremula, per via delle foglie che si agitano al più leggero soffio di vento a causa del picciolo lungo e piatto.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pioppo tremulo è una specie originaria di una regione tra l’Europa e la Siberia dove è diffusa soprattutto in ambiente collinare e montano sino a 2.000 m di quota. Fuori da quest’area si può trovare anche in alcune zone dell’Africa del nord. In Italia è presente sulle Alpi fino ad un’altezza di 1600 m e sugli Appennini fino a 1800 m, mentre in altre aree lo si può trovare anche a poche centinaia di metri dal mare.

Descrizione –
Populus tremula è un albero che può raggiungere i 20 metri di altezza, con buona attitudine pollonifera e con chioma di colore verde chiaro. Il tronco diritto o sinuoso, con corteccia sottile, liscia e verdognola, che con l’età si screpola e diventa grigiastra. Le foglie sono decidue, semplici, rotonde o ovali, con margine dentato, con la pagina inferiore di colore verde-grigiastro e pubescente e con un picciolo molto lungo (6-7 cm) e appiattito. Si tratta di una pianta dioica con fiori unisessuali su piante diverse. I frutti sono delle capsule che maturano rilasciando piccoli semi piumosi.

Coltivazione –
Il Pioppo tremulo è una specie che non si riproduce per talea ma frequentemente tramite polloni che formano nuovi alberi. Il Pioppo tremolo si riproduce più che altro per seme. Appena questi vengono raccolti, in primavera, vanno seminati subito dato che perdono rapidamente vitalità come per tutte le salicaeae, coprendoli per nulla o solo il minimo indispensabile. Ben presto bisogna effettuare il ripicchettamento in vasi singoli. Il primo inverno può essere fatto trascorrere al riparo in serra fredda, oppure già nella tarda estate, se la crescita dei semenzali è sufficiente si può mettere a dimora. Altrimenti l’epoca d’impianto sarà la successiva tarda primavera.
La riproduzione per seme però rappresenta un problema in quanto i pioppi si ibridano molto spesso tra loro, e i semi non sempre danno i risultati che ci si aspetta, ragion per cui la raccolta va fatta a partire da piante che crescono in aree prive di altri pioppi.
Per operare quindi la riproduzione vegetativa si può partire da una talea legnosa in novembre-dicembre, oppure una talea di radice in pieno inverno o, tramite i numerosi polloni a primavera.
La pianta è comunque estremamente facile da coltivare.
Il Pioppo tremulo è una specie ideale in ambienti di una certa quota altimetrica per realizzare, per esempio, barriere frangivento, o per il rimboschimento di aree denudate o suoli pesanti e argillosi. In questo senso però bisogna tenere conto della sua poca tolleranza alla competizione non solo a livello radicale ma anche al di sopra del terreno (una delle ragioni per cui lo si ritrova tanto spesso su suoli relativamente liberi da vegetazione). Il suo apparato radicale specialmente in terreni argillosi tende a danneggiare molto seriamente le fognature e le fondamenta, quindi l’impianto va effettuato ad adeguata distanza dalle abitazioni (almeno 12 metri). È una pianta poco longeva ma cresce assi velocemente.

Usi e Tradizioni –
Populus tremula è una pianta pioniera nella colonizzazione di nuovi terreni e, specialmente nelle Alpi e nell’Appennino, si usa per il consolidamento di pendici franose. In Italia se ne conoscono attualmente tre varietà: la dodeana, con foglie molto dentellate; l’australis, con foglie arrotondate e piccole e la villosa con foglie che da giovani si presentano pelose.
Questa pianta viene utilizzata anche come specie ornamentale, inoltre il legno chiaro e leggero trova impieghi simili a quelli degli altri pioppi.
Come per altri pioppi, questa specie può essere utilizzata, a livello farmacologico, per: affezioni alle vie respiratorie superiori, ammaccature, artrite reumatoide, bronchite, catarro bronchiale e polmonare, contusioni, disturbi digestivi ed epatici, disturbi urinari, dolori articolari, emorroidi, febbre, ferite infette, geloni, infezioni e infiammazioni alle vie urinarie, influenza, laringite, piaghe, raffreddori, reumatismi, ritenzione di liquidi, slogature, stanchezza, tagli, tosse, ulcere della pelle, per eliminare l’eccesso di acido urico, per depurare il sangue.

Modalità di Preparazione –
Le parti della pianta e soprattutto le foglie possono essere utilizzate per bagni ad azione balsamica, profumi balsamici ed in liquoreria per la decolorazione di vini e liquori.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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