Populus nigra

Populus nigra

Il Pioppo nero (Populus nigra L., 1753) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Salicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Salicales, Famiglia Salicaceae e quindi al Genere Populus ed alla Specie P. nigra.

Etimologia –
Il termine Populus proviene dal greco πάλλω pállo sussultare, agitarsi, tremare: per il comportamento delle fronde sotto l’azione del vento. L’epiteto specifico nigra è un termine di derivazione latina che significa nero, per il colore del tronco e dei rami.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pioppo nero è una specie originaria dell’Europa, del Nord Africa e dell’Asia occidentale. In Italia questa pianta è molto diffusa in pianura ed in collina specialmente al nord e al centro. Il suo habitat è rappresentato spesso dalla rive dei corsi d’acqua.

Descrizione –
Il Populus nigra è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza con chioma stretta ovoidale o più stretta in funzione anche delle varietà. Il tronco è diritto, con corteccia spessa, di colore grigio bruna, solcata in verticale. Le foglie sono decidue, semplici, triangolari-romboidali e con picciolo lungo e margine dentellato.
Si tratta di una pianta dioica, con infiorescenze maschili riunite in amenti di 5-9 cm, di colore rossastro ed infiorescenze femminili riunite in amenti esili lunghi anche 12 cm di colore giallo-verde. Fiorisce in Marzo, Aprile. I frutti sono delle capsule ovoidali che giunte a maturazione liberano dei semi piumosi.

Coltivazione –
Il pioppo nero è una pianta che predilige posizioni molto luminose, soleggiate, ma che si adatta bene anche a mezz’ombra mentre non gradisce l’ombra completa. La pianta resiste bene al freddo ed al vento, è molto resistente all’inquinamento ed è per questo molto utilizzata per alberature stradali ma la si trova anche in modo spontaneo lungo le rive dei fossi o in zone alluvionali.
Dal punto di vista pedologico gli alberi di populus nigra preferiscono terreni ricchi in materia organica, leggeri e ben drenati, difficilmente si adattano a terreni inconsistenti e sterili; in natura prediligono le zone umide, vicino a fiumi e torrenti, poiché non tollerano le siccità di lunga durata. È quindi opportuno interrare periodicamente del buon concime organico ai piedi della pianta, almeno due volte l’anno, si consiglia inoltre di annaffiare i pioppi qualora si verificassero periodi prolungati di siccità. La modalità di moltiplicazione delle piante di questa specie è solitamente per talea. Queste si fanno radicare, nel periodo primaverile, in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali e le nuove piantine vanno coltivate in serra per almeno due anni prima di essere poste a dimora, poiché gli esemplari giovani possono talvolta temere il freddo e il vento.
In autunno si possono prelevare i polloni basali, che solitamente le piante adulte sviluppano in numero cospicuo, da interrare in un composto soffice e ricco di materia organica, per consentirne un migliore sviluppo.
Se si deve procedere nella moltiplicazione a partire da seme si consiglia di utilizzare numerosi semi poiché la germinabilità del pioppo non è molto alta.

Usi e Tradizioni –
All’interno del Populus nigra sono presenti due varietà principali: la varietà Populus nigra “Italica”, caratteristica per la chioma alta e stretta, selezionata in Lombardia nel XVII secolo, è nota comunemente come “pioppo lombardo” e la varietà Populus nigra “Plantierensis” molto simile al pioppo lombardo ma con chioma più folta e leggermente più allargata.
Le specie autoctone che si riscontrano sul territorio italiano sono:
-Populus tremula L.: in montagna sostituisce il P. nigra, spingendosi fino a metri 2000 slm; ha corteccia più chiara, grigio-verdastra, foglie tondo-ovali con margine irregolarmente dentato, picciolo molto sottile che determina il caratteristico tremolio delle foglie alla sia pur minima brezza;
-Populus alba L.: con il quale condivide lo stesso habitat, possiede foglie turionali palmate con la pagina inferiore bianca e pelosa, corteccia bianca specialmente nei rami giovani;
-Populus canescens (Aiton) Sm: alcuni autori lo considerano specie a se stante, altri invece lo ritengono un ibrido naturale tra P. tremula e P. alba, possedendo caratteri ora dell’una, ora dell’altra specie; infatti le foglie sono simili a P. tremula grigie e fioccose inferiormente, mentre la corteccia e molto simile a P.alba.
Sono inoltre innumerevoli le ibridazioni naturali intermedie tra queste specie, impossibili da decifrare macroscopicamente; dall’incrocio tra P. nigra ed alcune specie nord americane ed in particolare P. deltoides, sono stati creati alcuni ibridi, utilizzati nelle coltivazioni “industriali” per la produzione di carta.
Il legno del Pioppo nero è di modesta qualità e ha impieghi simili agli altri pioppi, essendo utilizzato sopratutto nell’ industria della carta e per la produzione di carbone vegetale. Uno dei suoi principali utilizzi è anche quello per le alberature dei viali che conducono a ville e proprietà rurali.
I principi attivi presenti nel Populus nigra sono: populina, populoside, salicina, olio essenziale, resine, glicosidi, flavonoidi, acidi organici, gomma e tannini. Utilizzando tali principi si possono attuare una serie di applicazioni terapeutiche di varia natura. Queste sono alquanto vaste: antisettiche, espettoranti, antipiretiche, antireumatiche, vulnerarie ed astringenti. Viene conseguentemente indicato utile al trattamento delle febbri, delle sofferenze articolari, delle punture degli insetti, delle scottature, delle infiammazioni cutanee in genere, oltre ovviamente alla cura delle affezioni polmonari. Alcuni dei flavonoidi presenti nella pianta possiedono proprietà antibatteriche e antimicotiche. I glucosidi fenolici di tipo salicilico sono validi antinfiammatori e contrastano l’aggregazione delle piastrine. I principi attivi contenuti nell’olio essenziale sono fluidificanti delle secrezioni bronchiali. Il fitocomplesso esercita attività diuretica e ipouricemizzante. Inoltre, dal legno dei rametti più freschi si ottiene un ottimo carbone vegetale (il carbone di Belloc ad azione antiputrefattiva ed assorbente).

Modalità di Preparazione –
Sfruttando i principi attivi del Pioppo nero si posso ricavare estratti con alcune applicazioni; dalle gemme si ricavano estratti che vengono usati nella composizione di trattamenti che purificano la pelle grassa e per ricavarne deodoranti naturali; inoltre l’estratto può essere utilizzato come sostanza attiva nelle dermatosi micotiche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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