Come coltivare l’Aglaonema

Come coltivare l’Aglaonema

L’Aglaonema è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Araceae di cui fanno parte molte piante ornamentali. Questo genere di piante erbacee sempreverdi è originario della Cina ed Indocina dove vivono nelle paludi e nel sottobosco delle foreste tropicali locali.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Aglaonema , considerando che “costringeremo” la pianta in un habitat differente da quello suo originario.
L’Aglaonema è una pianta d’appartamento molto decorativa e, comunque, di facile coltivazione.
A questo genere appartengono circa cinquanta specie, che sono simili alla Calatea o alla Dieffenbachia, che si presentano con grandi foglie molto decorative e variegate portate da lunghi piccioli alti anche un metro. Tra tutte le specie la più nota è Aglaonema commutatum, soprattutto le varietà con foglie variegate come la Silver Queen, eleganti e assai facili da coltivare. Si sono affermate anche la specie come Aglaonema nitidum, con foglie ovali, oppure Aglaonema costatum (con frutti delle bacche molto decorative di colore giallo o rosse)e la più discreta Aglaonema modestum. Le foglie dalla forma ovata, lanceolata o oblunga, hanno tutte i margini lisci.
Queste piante hanno dei fiori che sono particolare infiorescenze formate da uno spadice, con un asse principale spesso ed ingrossato e fiori a volte unisessuali e sessili di colore bianco o verde.

Vediamo adesso come coltivare l’Aglaonema. Queste piante hanno bisogno di zone luminose, anche se tollerano ambienti semi-ombreggiati. Importante è invece la protezione da temperature troppo alte e dei raggi diretti del sole. In zone non miti può essere coltivata solo in vaso in ambienti protetti. Hanno bisogno di terreno soffice, ricco di sostanza organica e ben drenato con aggiunta di sabbia e torba; si tenga conto di questo se il terriccio va preparato manualmente, soprattutto per la coltivazione in vaso. Nei vasi, per aumentare il drenaggio si porranno sul fondo dei materiali molto grossolani (1-2 cm), come perlite o altro per agevolare lo sgrondo delle acque in eccesso; questo perché le annaffiature devono essere abbondanti in estate; durante il periodo di riposo vegetativo le annaffiature vanno effettuate solo in presenza di terreno completamente asciutto da alcuni giorni.
Per la concimazioni si consideri che è opportuno intervenire dalla ripresa vegetativa fino alla fine dell’estate; il fertilizzante va somministrato ogni tre settimane. Vanno usati i fertilizzanti liquidi specifici per piante verdi diluito nell’acqua delle annaffiature oppure del concime granulare a lento rilascio ogni 2 mesi.
Per la propagazione si può partire da seme, nel caso essa vada a fiore e poi a frutto, oppure per talea. Per la propagazione da seme questo va interrato in primavera, mentre con la propagazione agamica si può procedere mediante la divisione dei cespi o per talea nel periodo tra la primavera e l’inizio dell’estate. Per la propagazione per talea si prelevano i polloni basali che hanno almeno due foglie o pezzi di fusto con almeno tre nodi. Le talee si mettono a radicare in un miscuglio di sabbia e torba, mantenendo il substrato sempre umido, in modo da favorire la radicazione, fino alla comparsa delle nuove foglioline.
Per le piante allevate bisogna ricordarsi che ogni due anni va operato il rinvaso, nel periodo della primavera quando ci si accorge soprattutto che le radici della pianta escono dai fori di drenaggio dell’acqua.
Tra i parassiti dell’Aglaonema ricordiamo soprattutto la cocciniglia cotonosa che forma ammassi biancastri sotto la pagina inferiore delle foglie; questa attacca soprattutto le piante allevate in luoghi scarsamente areati e con temperature molto elevate. Le cocciniglie possono essere tolte manualmente con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool quando sono poche, oppure eliminate con prodotti a base di sapone di Marsiglia.




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