Parco Nazionale dell’Asinara

Parco Nazionale dell’Asinara

Il Parco nazionale dell’Asinara è un’area naturale protetta che è stata istituita a seguito della L. 344 del 8 ottobre 1997 e con DM del 28 novembre 1997 e del D.P.R. 3 ottobre 2002, che istituisce anche l’Ente Parco. Successivamente con D.M. 13 agosto 2002 viene istituita l’area marina protetta.
Parco Nazionale dell’Asinara si trova in Sardegna e nella provincia di Sassari. L’intero territorio del Parco nazionale è costituito dall’isola dell’Asinara che appartiene al comune di Porto Torres.
L’isola dell’Asinara ha una superficie di 51,22 km² , uno sviluppo costiero di 110 km ed è un’area prevalentemente montuosa, anche se vi sono piccole aree pianeggianti, presso cala Reale e Fornelli.
Presso le coste basse, nei pressi del mare si sviluppano, durante la stagione delle piogge, dei piccoli stagni (nelle località di Fornelli, cala Sant’Andrea, cala Stagno Lungo e cala Barche Napoletane) che rappresentano un rifugio per una grande varietà di uccelli acquatici e di passo; in questi stagni cresce anche della vegetazione ripariale e marina.
L’Isola dell’Asinara presenta una situazione storica, ambientale e giuridica estremamente singolare. Sebbene i primi resti della presenza umana risalgano al neolitico, la natura si é potuta conservare grazie ad un susseguirsi di eventi che le fecero assumere il nome poco accattivante di Isola del Diavolo.
L’’sola dell’Asinara, con la sua forma stretta e allungata e la sua costa frastagliata, racconta una storia lunghissima che inizia all’epoca del Neolitico e vede, nel corso dei secoli, l’isola trasformarsi dapprima in una Stazione Sanitaria di quarantena, poi in un campo di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale e in un carcere di massima sicurezza durante il periodo del terrorismo negli anni ‘70, per poi essere, finalmente, dichiarata Parco Nazionale. Il carcere sarà ufficialmente chiuso il 31 dicembre del 1997.

La storia, le vicende ambientali e giuridiche non potevano, ovviamente, non influire sulle caratteristiche della flora e della fauna.
La vegetazione, infatti, si presenta ancora oggi, fortemente degradata per via del pascolo eccessivo da parte di specie introdotte dall’uomo (capre domestiche, mufloni e cinghiali). Si può riscontrare la presenza dell’euforbia (Euphorbia dendroides) che, essendo tossica, viene avitata dal pascolo degli animali erbivori. Nella località Elighe Mannu si trova una piccola formazione originale di bosco di leccio (Quercus ilex). Attualmente l’Ente parco, in collaborazione con l’Ente foreste della Sardegna, sta provvedendo alla cattura ed al trasferimento delle specie introdotte dall’uomo, al fine di consentire alla vegetazione di rinaturalizzare il territorio.
Lungo le coste rocciose si sviluppa una vegetazione alofila bassa dominata dal finocchio di mare (Crithmum maritimum), il ginestrino delle scogliere (Lotus cytisoides) ed il limonio a foglie acute (Limonium acutifolium). Le coste sabbiose sono invece dominate dalla gramigna delle spiagge (Agropyron junceum), dallo sparto pungente (Ammophila littoralis), dalla santolina delle spiagge (Otanthus maritimus) e dal giglio marino (Pancratium maritimum).
Oltre alla piccola are forestale di Elighe Mannu, le aree a macchia mediterranea presentano formazioni vegetali di ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) ed euforbia (Euphorbia dendroides); troviamo inoltre il lentisco (Pistacia lentiscus), la felce aquilina (Pteridium aquilinum) ed il tamaro (Tamus communis). Nelle zone più degradate, a gariga, troviamo la lavanda (Lavandula stoechas), il cisto (Cistus monspeliensis), il fiordaliso spinoso (Centaurea horrida) e la ginestra di Corsica (Genista corsica).
Interessante è anche l’aspetto legato alla fauna che è stato ovviamente influenzato dall’isolamento geografico e dalla relativa antropizzazione che hanno permesso alla fauna di trovare il giusto habitat dove vivere e riprodursi.
Il Parco Nazionale dell’Asinara conta circa 80 specie selvatiche di vertebrati terrestri, molte delle quali di assoluta rarità e di alto interesse scientifico.
I mammiferi che s’incontrano nel Parco sono la lepre, la donnola, il muflone, il problematico cinghiale, il cavallo ed infine il mitico asinello bianco che dà il nome all’isola. Già nel XII secolo, nel celebre Libro del Re Ruggero, l’isola è menzionata come “isola madre degli asini”. La loro presenza su questo fazzoletto di terra è antica come la storia di queste coste.
Gli asinelli vivono allo stato brado e la loro caratteristica principale è quella di essere molto piccoli (altezza al garrese di un metro) ed avere una colorazione del loro morbido manto bianco come la neve che li ha resi famosi in tutto il mondo. Questi asinelli hanno uno sguardo alquanto docile, con occhi di colore rosa-azzurrino e una espressione mansueta e intelligente.
Nelle zone umide del Parco Nazionale dell’Asinara si incontrano anfibi come il discoglosso sardo, il rospo smeraldino e la raganella.
Le specie di rettili sono ben 11: di cui vanno segnalate sulle altre testuggine comune e la biscia viperina. Gli uccelli marini sono ben rappresentati dal gabbiano corso, dal marangone dal ciuffo e dalla pernice sarda.
Importante, ed oggetto di studio da parte dei ricercatori, è la migrazione del gabbiano reale che utilizza questa base per i suoi lunghi spostamenti.

Guido Bissanti



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