Elaeagnus angustifolia

Elaeagnus angustifolia

L’Olivagno o olivo di Boemia (Elaeagnus angustifolia L.) è una specie arborea della famiglia delle Elaeagnaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Proteales, Famiglia Elaeagnaceae e quindi al Genere Elaeagnus ed alla Specie E. angustifolia.

Etimologia –
Il termine Elaeagnus proviene dal greco ἐλαία elaía olivo e ἀγνός hagnos puro, bianco, forse in riferimento al frutto. L’epiteto specifico angustifolia deriva da angustus stretto, sottile e da folium foglia: a foglie o foglioline strette.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Olivagno è una specie originaria di un’area dislocata tra l’Europa meridionale e l’Asia centro-occidentale (fino all’Afghanistan). La pianta è stata introdotta in Europa nel Seicento, è oggi viene ampiamente utilizzata come pianta ornamentale. Il suo habitat naturale è quello lungo i corsi d’acqua, litorali, dune dove non teme concentrazioni saline elevate.

Descrizione –
L’ Elaeagnus angustifolia è un arbusto o piccolo albero deciduo che può raggiungere i 7-8 metri, con chioma densa e arrotondata. La corteccia è sottile, con fessure poco profonde e con i rami che sono provvisti di spine e ricoperti da una patina argentea. Le foglie sono lunghe 4 – 9 centimetri, alternate, lanceolate, di colore grigio – verde. Sulla pagina inferiore hanno una patina biancastra che le protegge dall’eccessiva traspirazione.
I fiori sono singoli, a coppie o a tre, ascellari, provvisti di peduncolo, con calice tubuloso che termina in un lembo a 4 denti, di colore giallo sporco, lungo fino a 8 mm. L’Antesi è tra aprile e giugno.
Il frutto, che è una pseudodrupa, è simile ad un’oliva ed è di colore giallastro, lungo fino a 2 cm, commestibile anche se dotato di poco succo.

Coltivazione –
L’Olivagno è una pianta molto rustica che è in grado di sopravvivere in terreni molto poveri dove altre piante stenterebbero. È in grado di arricchire il terreno poiché la pianta svolge la funzione di azoto-fissazione, grazie alla presenza di tubercoli radicali che contengono batteri simbionti fissatori dell’azoto atmosferico; per la sua coltivazione comunque è meglio scegliere terreni ben drenati poiché mal sopporta i ristagni idrici. La pianta sopporta molto bene il freddo e per questo motivo spesso viene utilizzata per creare barriere frangivento utili per proteggere giardini e terrazze e creare un ambiente più confortevole. Per quanto riguarda gli apporti idrici l’Olivagno non necessita di grandi quantità d’acqua, solitamente bastano le piogge; durante i periodi più caldi, soprattutto nel caso di piante molto giovani, si dovrà irrigare almeno ogni settimana, evitando i ristagni.

Usi e Tradizioni –
Per i meno esperti l’olivagno può essere confuso, soprattutto per il colore delle foglie all’olivo (Olea aeuropea L.) ma si distingue per il tronco liscio, contorto nei vecchi esemplari, con scorza squamosa, mai fibrosa né solcata e foglie rigide.
L’ Elaeagnus angustifolia, essendo una specie rustica, è largamente diffusa come pianta ornamentale per il colore argenteo delle foglie. è una specie colonizzatrice, pioniera, eliofila che non teme concentrazioni saline elevate. Impiegata nel consolidamento di scarpate, per la formazione di siepi frangivento, soprattutto lungo i corsi d’acqua, nelle dune e nei terreni sabbiosi ed instabili, grazie alla presenza dei suoi di tubercoli radicali.
I frutti sono commestibili anche se dotati di scarso succo.
In Iran, la polvere secca dei frutti, mescolata al latte, viene utilizzata per combattere l’artrite reumatoide e i dolori articolari.
I frutti, che sono delle piccole drupe dalla forma di oliva, di circa 2-3 cm di lunghezza, di colore arancio-rossastro, hanno un gusto dolce e aromatico e consistenza farinosa, poco succosa. Possono essere consumati freschi o impiegati per la preparazione di succhi, gelatine, sorbetti, concentrati e olio. I frutti hanno proprietà antiinfiammatorie utili nel trattamento del catarro, tosse, tosse cronica, infiammazioni del tratto respiratorio, artrite reumatoide e dolori articolari in genere.

Modalità di Preparazione –
I frutti di questa pianta possono essere impiegati per la preparazione di gelatine, sorbetti e minestre, mentre l’olio estratto dai semi può essere utilizzato con lo sciroppo come elettuario nel trattamento del catarro e affezioni bronchiali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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