Acido aspartico

Acido aspartico

L’acido aspartico, la cui formula bruta o molecolare è C4H7NO4 è un amminoacido non essenziale, la cui catena laterale è polare ed è una molecola chirale indicata anche con le sigle D o Asp. Esistono due forme di aspartato, l’acido L-aspartico e l’acido D-aspartico; questo ultimo possiede minori funzioni metaboliche.
L’acido aspartico fu scoperto dal farmacista francese Auguste-Arthur Plisson nel 1827 che lo isolò dopo aver fatto reagire l’asparagina, ottenuta dal succo di asparago, con idrossido di piombo.
Come tutti gli altri amminoacidi l’acido aspartico ha un gruppo amminico e un acido carbossilico. In condizioni fisiologiche il gruppo α-amminico è protonato mentre il gruppo α-carbossilico è deprotonato ed ha una catena laterale acida carica negativamente a pH fisiologico, che può reagire con altri amminoacidi, enzimi e proteine.
Dall’acido aspartico si ottengono i relativi Sali che sono gli aspartati, mentre l’ammide dell’acido aspartico è l’asparagina, un altro dei 20 amminoacidi.
L’acido L-aspartico è presente in diverse proporzioni nella maggior parte delle proteine ed in differente concentrazioni in vari prodotti naturali.
L’acido aspartico, nel mondo vegetale, è contenuto, per es. nella farina di soia, negli asparagi,nei lupini, nel prezzemolo secco, arachidi, nel basilico secco, semi di zucca, mandorle, lenticchie, avocado, ecc.
Anche se l’acido aspartico è contenuto in alimenti vegetali ed animali è, comunque, un aminoacido non essenziale perché il nostro corpo lo produce anche se non viene consumato. Ciò non significa che la presenza nell’alimentazione non sia comunque importante.

L’aspartato nel cervello agisce come un neurotrasmettitore eccitatorio e stimola i recettori NMDA, anche se non così fortemente come il glutammato ed è coinvolto anche nel ciclo dell’urea, è inserito fra gli amminoacidi glucogenici in quanto per transamminazione si trasforma in ossalacetato.
L’acido aspartico svolge anche un ruolo importante come disintossicante del sangue, favorendo anche il funzionamento di altri organi:
– protegge il fegato dalle malattie, contribuendo ad espellere l’ammoniaca prodotta nel metabolismo attraverso le vie urinarie;
– collabora al buon funzionamento cellulare dell’organismo, partecipando alla produzione e all’espulsione degli ormoni;
– legandosi a potassio e magnesio durante il metabolismo, ringiovanisce l’attività cellulare;
– assiste nella formazione di acido glutammico, stimolando le connessioni cerebrali;
– insieme a magnesio, calcio e potassio aiuta a mantenere il sistema cardiovascolare;
– stimola la funzione del DNA e dell’RNA come portatori di informazioni genetiche;
– è essenziale per il normale funzionamento del sistema nervoso;
– interviene nell’elaborazione del glucosio durante il processo di gluconeogenesi per produrre energia all’organismo;
– moltiplica l’assorbimento, la circolazione e l’utilizzo di minerali attraverso la mucosa intestinale, il sangue e le cellule;
– aumenta i livelli di testosterone promuovendo la crescita muscolare e lo sviluppo.
L’integrazione dei processi presieduti dall’acido aspartico concorre pertanto a procurare notevoli benefici all’organismo degli esseri viventi ed in particolare di quello umano.
L’acido aspartico pertanto:
– accelera il metabolismo, che produce un maggior consumo di calorie, anche se il corpo rimane in uno stato di riposo;
– aumenta la tolleranza e le prestazioni fisiche nelle attività sportive, favorendo l’ossidazione dei grassi e riducendo la fatica o la depressione;
– nelle donne stimola l’ovulazione e il ciclo mestruale, negli uomini aumenta la lividezza producendo una maggiore stimolazione;
È, in generale, un elemento molto importante per aumentare i livelli di memoria, apprendimento ed equilibrio del corpo.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.



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