Juglans nigra

Juglans nigra

Il Noce nero (Juglans nigra L., 1753) è una specie arborea da frutto della famiglia delle Juglandaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Hamamelidae, Ordine Fagales, Famiglia Juglandaceae e quindi al Genere Juglans ed alla Specie J. Nigra.

Etimologia –
Il termine Juglans deriva da Iupiter Giove e da glans ghianda: ghianda di Giove. L’epiteto specifico nigra è dovuto alla presenza di organi nerastri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Noce nero è una pianta originaria degli Stati Uniti orientali dove forma foreste miste, dal livello del mare fino alla fascia montana inferiore. L’albero è stato introdotto in Europa intorno al 1630, dove è stato impiegato largamente nei parchi e giardini; in Germania è stato sperimentato come essenza forestale.

Descrizione –
Juglans nigra è una specie arborea che nelle zone di origine può superare i 50 metri di altezza. La sua chioma è espansa e di colore verde chiaro e presenta un tronco diritto, a volte nodoso, con scorza bruno-nerastra solcata longitudinalmente. Le foglie sono decidue, alterne, composte, imparipennate con 15-23 foglioline ovato-lanceolate a margine seghettato lunghe 6-12 cm, di colore verde chiaro su entrambe le pagine. È una pianta monoica e fiori unisessuali, in cui i maschili sono riuniti in amenti ascellari penduli, provvisti di brattee e numerosi stami e quelli femminili sono terminali e riuniti in gruppetti di 1-3. I frutti sono delle drupe di forma tondeggiante solitarie o in coppia, con mallo con superficie rugosa, all’interno della quale c’è una noce tondeggiante nerastra, molto legnosa e rugosa che contiene un seme dal gusto forte e sgradevole.

Coltivazione –
La coltivazione della Juglans nigra può avvenire partire dal seme che va posto nel substrato, previa stratificazione a freddo per 90-120 giorni, come accade in natura dove molti esemplari nascono a primavera da noci sotterrate da scoiattoli smemorati in autunno. In certi casi però la germinazione avviene durante la seconda primavera e non durante la prima. In alternativa si possono prendere dei getti da ceppi di giovani esemplari da far radicare. È una pianta a crescita rapida su terreni fertili e freschi, non calcarei ed è resistente all’inquinamento.
Il Noce nero può fare da portainnesto per altri congeneri compreso il Noce comune. Per le sue caratteristiche il Noce nero è un albero adatto a spazi ampi, lontano da costruzioni potenzialmente danneggiabili dal suo apparato radicale, ideale o come esemplare isolato oppure, laddove sia possibile, a piccoli gruppi o associato alle stesse essenze con cui normalmente vive in natura, cioè aceri da zucchero e querce. Se l’albero è allevato a scopo ornamentale non sono necessarie potature sistematiche, diverso il discorso per chi abbia coltivato la piata per il suo legno. In ogni caso lasciato a sé stesso il Noce nero diventa un bellissimo albero, maestoso e robusto. La caduta dei frutti in autunno può rappresentare un problema in aree pubbliche, anche considerando la manutenzione supplementare per mantenere pulita l’area sottostante all’albero. Si ricorda che questa pianta produce, con le radici, lo juglone che per allelopatia, risulta tossico per altre specie di piante e non ne permette la crescita nei pressi dell’albero di noce.

Usi e Tradizioni –
Il legno del Noce nero, anche se meno pregiato, ha le stesse caratteristiche del noce europeo, ma la pianta presenta una crescita più rapida. Il legno di questa pianta ha un peso specifico di 650-700 kg/m3 circa, con alburno bianco tendente al giallo, durame di color cioccolato, talora caratterizzato da striature violacee. Il colore scuro ne consente l’abbinamento a legname di Juglans regia, dopo opportuna decolorazione con agenti sbiancanti, quale ad esempio acqua ossigenata.
Il legname della Juglans nigra viene comunemente utilizzato in Italia e nel mondo. In Italia, il legname di questo albero è commercialmente noto come noce nero, noce canaletto o noce americano e viene per lo più utilizzato per mobili e impiallacciature.
Questa pianta viene altresì utilizzata per alberature stradali e per parchi e giardini, anche se per la caduta dei frutti è più indicato per parchi e giardini e meno per alberature stradali.

Per quanto riguarda altri utilizzi:
– il mallo è usato per produrre un inchiostro da scrittura e disegno, che vanta ottime proprietà di durata. Nel corso della storia è stato utilizzato da molti grandi artisti, tra cui Leonardo da Vinci e Rembrandt. Esso contiene degli ingredienti attivi, di cui i più importanti sono lo juglone, il tannino e lo iodio. Lo juglone é un componente sia del mallo che delle foglie, della corteccia e delle radici;
– con la macerazione e decozione di foglie e frutti si ottengono tinture molto solide. Con malli verdi, senza bisogno di mordente, si tingono di marrone lana e seta; con i malli scuri si ottiene una tonalità più grigia. Con le foglie e il bicromato di potassio si tinge di beige, mentre con il solfato di ferro si ottiene un nero profondo e brillante, anche sul cotone. Esso veniva usato in Nord America per tingere la lana in un colore marrone-scuro e nero. Questo processo tintorio è stato poi usato, dopo la scoperta delle Americhe, in molti paesi europei. Il mallo, rimosso dai frutti raccolti ancora verdi, va immerso in acqua, tenuto al buio per una notte e bollito per 2 h. In tale liquido viene immersa la lana precedentemente ‘mordenzata’ (la mordenzatura serve a fissare il colore) aggiungendo solfato di ferro o bacche di sommacco (Rhus coriaria L.), ottenendo infine una colorazione marrone scura. Una tinta più chiara si ottiene, seguendo una procedura simile, utilizzando il mallo del noce comune (Juglans regia L.). Questa tintura viene usata anche come colorante per capelli; le avvertenze sono quelle di usare i guanti e di non far interagire la tintura con la cute. Il risultato è un colore bruno, più o meno scuro a seconda delle diluizioni;
– la radice carbonizzata fu analogamente utilizzata per la colorazione in nero dai nativi dell’America del Nord, mentre durante la Guerra di Secessione, le divise delle armate vennero tinte con corteccia di noce. Ancor oggi, sull’altopiano boliviano, i tessitori utilizzano lana tinta con il mallo di noce per la realizzazione degli scialli tradizionali locali, i manta;
– dai semi si può estrarre un olio commestibile, più utilizzato però nell’industria delle vernici e dei saponi.
– le noci sono commestibili ma di scarso pregio.

Modalità di Preparazione –
Lo Juglasn nigra può essere utilizzato anche a scopi alimentari ma sia l’olio che si ricava che i frutti sono di scarso pregio alimentare.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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