Laburnum anagyroides

Laburnum anagyroides

Il maggiociondolo o falso ebano o avorniello (Laburnum anagyroides Medik., 1787) è una specie arborea della famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Genisteae e quindi al Genere Laburnum ed alla Specie L. anagyroides.

Etimologia –
Il termine Laburnum deriva dal genere già citato in Plinio in riferimento a questa pianta. L’epiteto specifico anagyroides deriva da Anagyris, dal greco ἀνάγῡρις anagyris, nome del carrubbazzo, pianta citata in Dioscoride, e dal greco εἷδος eidos, cioè di aspetto: simile al carrubazzo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Laburnum anagyroides è un albero originario dell’Europa meridionale, in un’area estesa dal sudovest della Francia ai Balcani. In Italia lo troviamo in tutte le regioni, escluse le isole. Il suo habitat è quello dei climi temperati e moderatamente umidi, in terreni calcarei e spesso associato a boschi di carpino nero (Ostrya carpinifolia).

Descrizione –
Il maggiociondolo è un piccolo albero, alto fino a 8 metri, con chioma irregolare; il tronco ha uno sviluppo diritto, spesso policormico, rivestito di una scorza verdastra con lenticelle grigiastre. I giovani rametti sono ricoperti di una fitta peluria grigiastra. Le foglie sono decidue, alterne, con un lungo picciolo e composte da tre segmenti ellittici a margine intero, lunghi fino a 6 cm. I fiori hanno una colorazione gialla e sono riuniti in racemi densi, pendenti e lunghi fino a 30 cm. Il frutto è un legume lungo 5 cm, di forma irregolare. L’antesi è dalla primavera inoltrata fino a tutto luglio.

Coltivazione –
Il maggiociondolo può crescere anche in zone a mezza ombra ma il suo sviluppo ideale è in pieno sole. Pur se si adatta a qualunque tipo di terreno predilige quello sciolto e ben drenato con pH neutro o leggermente basico. Per quanto riguarda le esigenze idriche, gli esemplari adulti si accontentano delle piogge mentre quelli giovani vanno irrigati regolarmente soprattutto in estate e nei periodi di prolungata siccità ma solo in presenza di terreno completamente asciutto. Il Laburnum anagyroides si moltiplica per seme in primavera e per talea legnosa in estate. Poiché i semi sono racchiusi all’interno di un tegumento spesso e rigido, prima di interrarli si consiglia di scarificarli con della carta vetrata o di metterli in ammollo in acqua per 24 -48 ore. Le talee, prelevate con cesoie ben affilate e disinfettate, vanno messe a radicare in un miscuglio di torba e sabbia. Dopo la radicazione le nuove piantine si allevano in vaso per almeno due anni prima di essere impiantate in piena terra.
La pianta richiedi veri e propri interventi di potatura ma bisogna limitarsi a recidere i rami rotti e quelli danneggiati dal freddo.

Usi e Tradizioni –
Il maggiociondolo è noto anche come falso ebano o avorniello in quanto il legno di esemplari molto vecchi poteva essere usato in sostituzione dell’ebano. Infatti il legno del maggiociondolo è molto duro, scuro e viene usato in liuteria. Le parti verdi della pianta e i semi contengono citisina, alcaloide tossico che provoca vomito, diarrea e paralisi respiratoria. L’ingestione di 2 soli semi è sufficiente a produrre intossicazione specialmente nei bambini; può addirittura rendere velenoso il latte delle mucche che hanno brucato i rami di questa pianta. I sintomi di avvelenamento sono: Coliche, ipotensione, sudorazione, crampi, problemi di coordinazione, coma. L’antidoto è rappresentato da lavature gastriche, assorbenti, analettici, applicazioni calde, respirazione artificiale, apidermoclisi.
Per quanto riguarda la citisina questa ha un profilo farmacologico simile a quello della nicotina, ed ha ispirato la sintesi della vareniclina, un farmaco usato come ausilio per il trattamento della dipendenza da fumo. Anche la citisina è stata usata a questo proposito, con risultati però modesti.

Modalità di Preparazione –
Oltre agli utilizzi del legno il maggiociondolo non ha altri utilizzi alimentari o per scopi farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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