Proprietà ed usi della Stafisagria

Proprietà ed usi della Stafisagria

La Stafisagria (Delphinium staphisagria L., 1753) è una specie erbacea, annuale, della famiglia delle Ranunculaceae.
È una pianta originaria dei paesi del bacino del Mediterraneo che si trova nei luoghi ghiaiosi e ai margini dei campi. In Italia si ritrova soprattutto lungo le coste del mezzogiorno e nelle isole.
La pianta può raggiungere un’altezza fino a 100 cm; ha dei bei fiori blu-violacei disposti a grappolo; i frutti sono pelosi e contengono dei grossi semi della grandezza di circa 5 mm, da cui si ottiene il rimedio omeopatico.
La Stafisagria è infatti una pianta molto usata in omeopatia. In questa scheda vedremo i prinicpi attivi contenuti in questa pianta e proprietà ed usi della Stafisagria.
Nei tempi passati la Stafisagria si usava molto come rimedio popolare per la cura e l’eliminazione dei pidocchi, da cui il nome “erba dei pidocchi”. La preparazione omeopatica si ottiene mescolando i semi con un’uguale quantità di gesso e lasciando macerare la polvere a freddo per una settimana con alcool. La tintura madre contiene oli, acido malico e una piccola percentuale di alcaloidi tra cui la Delfinina e la Stafisagrina.

I semi contengono alcaloidi tra cui delfinina, delfisina, delfinoidina, stafisagrodina si trova anche acido malico, acido stafisarico , olio fisso e olio volatile, mucillagini.
L’uso della Stafisagria si fa generalmente nei seguenti principali casi:
– disturbi cutanei, come prurito (soprattutto nella zona occipitale e temporale e dietro le orecchie), eruzioni, contro gli eczemi, scarsa sudorazione;
– disturbi agli occhi come orzaioli, occhi cerchiati, foruncoli;
– disturbi gengivali e dentali, con gengive spesso sanguinanti, denti cariati e sensibili;
– disturbi al cuore, come aritmie;
– disturbi dell’apparato genitale come condilomi, cistite, ipertrofia della prostata, ipersensibilità e fastidi dell’apparato genitale e urinario;
– dolori ossei e nevralgie.
Per uso esterno l’uso più frequente è quello tramite la tintura o l’infuso dei semi come insetticida contro i pidocchi e la scabbia degli animali. Un tempo nella medicina popolare i semi venivano utilizzati per uso interno come antelmitico e sedativo ma il sovradosaggio è causa di avvelenamenti anche mortali, genera irritazioni gastro-enteriche accompagnate da vomito e diarrea e da fenomeni di asfissia per arresto cardiaco. Per questo motivo, come sempre, l’adozione di rimedi con l’ausilio di ricavati naturali va sempre sottoposta alla prescrizione medica.




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