Proprietà ed usi della Drimia maritima

Proprietà ed usi della Drimia maritima

La scilla marittima, conosciuta anche come cipolla marina (Drimia maritima (L.) Stearn, 1978), è una specie erbacea della famiglia delle Liliaceae caratteristica del bacino del Mediterraneo, dove la troviamo allo stato selvatico in prossimità delle coste. Sono sinonimi scientifici di questa pianta i termini: Scilla maritima L., Urginea maritima (L.) Baker, Charybdis maritima (L.) Speta e Urginea scilla Steinh..
In questa scheda vedremo proprietà ed usi della Drimia maritima ed anche la storia di questa pianta conosciuta sin dall’antichità, in cui era già nota con il nome Scilla. Quest’ultimo nome viene tuttora frequentemente usato, soprattutto in erboristeria. La pianta era conosciuta come droga per le sue proprietà cardiotoniche e diuretiche già dagli egizi, greci e arabi ed è stata descritta da Dioscoride, Plinio e Galeno.
La Drimia maritima o Scilla marittima ha un grosso bulbo (che può raggiungere i 4 Kg) del diametro di 12-15 cm ed oltre. Nel tardo autunno o in primavera emette delle foglie di un colore verde scuro che appassiscono prima della fioritura che avviene in tarda estate. Esse sono di forma lanceolata, larghe ca. 10 cm e lunghe fino a 50 cm. Possiede uno stelo fiorale verde biancastro chee raggiunge normalmente l’altezza di più di 100 cm, ma può arrivare anche a 2 m. Emette una infiorescenza costituita da un grande numero di fiori (anche oltre 100) a forma stellare del diametro di poco più di 1 cm, con tepali bianchi con una costola mediana di colore marrone e con filamenti giallo-verdastri. La parte apicale dell’infiorescenza (pannocchia) tende frequentemente ad incurvarsi a causa del peso dei fiori.

La fioritura inizia dal basso, si protrae a lungo ed è molto decorativa. I fiori sono inodori ma molto belli e vistosi per cui viene spesso coltivata per scopi ornamentali.
Cresce allo stato spontaneo vicino alle aree marittime nella sabbia o fra le rocce. Questa pianta tipicamente mediterranea, è diffusa in Asia Minore, Grecia, Malta, Spagna, Marocco e in Italia.
La scilla marittima può essere coltivata con molta facilità in tutte le aree temperate del mediterraneo ed eccezionalmente in vasi di dimensioni adeguate. Il bulbo deve essere piantato poco profondo, con la sua punta coperta solo da 2-3 cm di suolo in un posto esposto al pieno sole. Bisogna scegliere un substrato molto permeabile, preferibilmente sabbioso. Durante la piena estate i bulbi non dovrebbero essere mai annaffiati.
Le proprietà della Drimia maritima sono dovute a glicosidi cardioattivi che hanno notevole tossicità per l’uomo. In alcune zone della Sardegna la pianta è considerata magica e per questo viene spesso coltivata negli orti come protezione dal malocchio. Le si attribuisce anche attività ratticida. Nel 2002 è stato pubblicato uno studio approfondito sugli effetti insetticidi degli estratti di Urginea maritima, il quale conferma la validità della prassi di usare la pianta come agente protettivo di alimenti e suggerisce l’opportunità di ulteriori indagini in questo campo.
Storicamente comunque, l’interesse per questa pianta, più che per le sue caratteristiche ornamentali, si è concentrato sulle virtù medicinali. La parte interessante è il bulbo, che viene raccolto in agosto, prima della fioritura, tagliato a fette ed essiccato. Attenzione perché il bulbo è velenoso, specie fresco.
I principi attivi contenuti nel bulbo sono: glucosidi come scillarene-A e scillarene-B, glucoscillarene e scilliglaucoside.



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