Proprietà e coltivazione della Tossilaggine

 Proprietà e coltivazione della Tossilaggine

La Tossilaggine comune o farfara (Tussilago farfara L., 1753) è una specie erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta alta circa 10-30 cm che in primavera emette dal rizoma i fusti fioriferi coperti di squame cotonose, eretti, carnosi. Fiorisce nel periodo tra gennaio ad aprile con dei fiori gialli che ricordano le margherite. In questa scheda vedremo proprietà e coltivazione della Tossilaggine.
La pianta si diffonde tramite semi e rizomi che all’inizio della primavera danno origine ad un gambo che culmina con un campanello giallo. A differenza della maggior parte delle piante cresce in un periodo differente dalle foglie e per questo motivo la raccolta delle parti della Farfara avverrà in tempi diversi tra loro; infatti le foglie arrotondate e con un apice appuntito, compaiono dopo la fioritura e si sviluppano dopo l’appassimento dei capolini.
Per la coltivazione si parte dal trapianto dei rizomi in autunno ottenendo una fioritura dalla fine dell’inverno, sviluppando le foglie in primavera creando una piena vegetazione in estate.
La Tossilaggine si può consociare insieme alla menta in quanto essendo tutte e due piante invasive si contengono a vicenda. Ricordiamo, inoltre che, essendo uno dei primi fiori dell’anno solare è molto ricercata dalle api e da altri insetti come primo nutrimento. Inoltre essendo una pianta alquanto invasiva bisognerà evitare eccessive concimazioni organiche per non provocarne una eccessiva vegetazione.

Per quanto riguarda la raccolta, la parte utilizzata sono le foglie, che si raccolgono in estate e senza gambo, i fiori (raccolti senza gambo prima della completa fioritura) con i quali, una volta essiccati, si preparano tisane e infusi ed i rizomi e pianta intera fiorita da gennaio ad aprile. L’essiccazione va fatta in ambiente secco ed arieggiato e la conservazione in sacchetti di carta.
Le sostanze presenti nella Tossilaggine sono: olio etereo (amarognolo), glucoside (tussilagina), mucillagini, tannini (fino al 17%), inulina (fino al 17%), sali minerali (nitrato potassico, ferro e zinco) fino al 3% (delle ceneri), acido malico, peptina, acido gallico e acetico.
La Tossilaggine è una delle piante più conosciute in erboristeria, ma viene usata anche in farmacologia contro la tosse e l’asma (bechica-azione calmante della tosse ed espettorante: favorisce l’espulsione delle secrezioni bronchiali). Altre proprietà sono: antinfiammatorie (attenua uno stato infiammatorio), decongestionanti (diminuisce l’apporto sanguigno in una data parte del corpo), sedative bronchiali, antinevralgiche (calma le infiammazioni di derivazioni nervosa) ed emollienti (risolve uno stato infiammatorio). La radice invece è usata come diaforetico (agevola la traspirazione cutanea).
In alcune regioni italiane viene regolamentata la massima quantità di raccolta di questi fiori.
Attenzione ad alcuni effetti avversi; infatti gli alcaloidi pirrolizidinici, presenti nella pianta possono, provocare cirrosi epatica ed epatocarcinoma, mentre i lattoni sesquiterpenici reazioni allergiche.
La Tossilaggine trova impiegno anche in cucina: infatti le giovani parti della pianta possono essere usate crude come insalata o cotte come contorno. La presenza di alcuni alcaloidi però ne consiglia un uso moderato.




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