Proprietà e tossicità del Veratro comune

Proprietà e tossicità del Veratro comune

Il veratro comune (Veratrum album L.) è una specie erbacea rizomatosa tossica, appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Si tratta di una pianta perenne alta fino a 150 cm, con rizoma cilindrico, che cresce in montagna ad alta quota, con foglie alterne e di colore verde scuro. I fiori sono formati da 6 petali e raggruppati in infiorescenze terminali ramificate nella loro metà inferiore. Tutta la pianta risulta velenosa: rizoma e radice in particolare (anche secca). Il rizoma è particolarmente velenoso e può essere confuso con la Genziana lutea che però è un grosso fittone e la pianta ha le foglie opposte.
Viene conosciuto spesso con l’appellativo di Elleboro bianco che in realtà è errato in quanto non appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee bensì a quella della Liliacee; fu utilizzato nei tempi antichi come panacea universale.
Ricordiamo che si tratta di una pianta tossica sia per l’uomo che per gli animali. L’ingestione del veratro nelle bovine gravide può causare alopecia e gravi difetti ossei nel vitello quali la palatoschisi.

 

Da questa pianta si può preparare una tintura madre a partire dalla radice fresca prima della fioritura. Contiene un insieme di alcaloidi conosciuti come veratrina, tra cui il più importante è la gervina che ha un effetto bradicardizzante.
Il veratro comune viene indicato per curare soprattutto le diarree dovute a intossicazioni alimentari, caratterizzate da scariche molto abbondanti, acquose, con disidratazione rapida del soggetto che avverte freddo intenso e tendenza al collasso. Rimedi utili si hanno anche nella dismenorrea, quando i dolori mestruali con crampi provocano uno stato lipotimico, accompagnato da vomito, diarrea profusa e sudori freddi. Infine può essere usato in alcuni episodi di spasmofilia, caratterizzati da crampi e contratture, sintomi accompagnati da sensazione di freddo intenso, tendenza al collasso, talvolta con comparsa di diarrea.
In generale viene quindi indicato per azioni terapeutiche a favore di:
– Apparato digerente: disturbi di tipo coleriforme caratterizzati da vomito, diarrea, sudorazione algida e lipotimie;
– Sistema nervoso: crampi muscolari di tipo tetaniforme e manifestazioni maniacali e deliranti.




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