Aquila chrysaetos

Aquila chrysaetos

L’aquila reale (Aquila chrysaetos (Linnaeus, 1758)) è un uccello appartenente alla famiglia Accipitridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Accipitriformes, Famiglia Accipitridae, Sottofamiglia Aquilinae e quindi al Genere Aquila ed alla Specie A. chrysaetos.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’aquila reale era un tempo diffusa nelle zone temperate dell’Europa, nella parte nord dell’Asia, nel nord America, Nordafrica e Giappone dove nidificava anche nelle pianure e nelle foreste. Attualmente in gran parte di queste regioni l’aquila è relegata solamente sui rilievi montuosi.
In Europa è assente in Islanda e Irlanda dove è in corso un tentativo di ripopolamento. Il limite nord dell’areale dell’aquila sono le Isole Svalbard (81°N). È presente in Eurasia, Nordamerica e Nordafrica. In Italia la si ritrova sull’appennino, sulle alpi e nei rilievi della Sardegna e della Sicilia.
L’habitat tipico dell’aquila reale è solitamente composto da un sito di nidificazione con pareti rocciose ospitanti i nidi e da una serie di territori di caccia poco o per nulla boscati, localizzati di norma in posizione periferica rispetto al settore con i nidi. I nidi si trovano sempre al di sotto dei territori di caccia estivi per agevolare il trasporto delle prede pesanti ai giovani, quindi ad altezze intorno ai 1700–2200 m.
L’ Aquila chrysaetos, in generale, frequenta una vasta gamma di ambienti aperti o semi-alberati e, grazie alla sua duttilità, ha potuto colonizzare un ampio areale sia in Eurasia, sia in Nordamerica.

Descrizione –
L’aquila reale è un uccello lungo dai 70 ai 120 cm, compresa la coda, con un peso che può oscillare tra i 3 ed i 7 kg.
Ha un colore che può variare con l’età e per giungere all’abito adulto bisogna aspettare i 5 anni di vita. Si passa così da parti bianche nel piumaggio, presenti nei giovani, a piumaggi che tendono al fulvo negli esemplari più adulti. Le zampe, tipiche nei rapaci, hanno dita brevi e grandi artigli, necessari a ferire le prede. Il becco è forte e robusto per poter ferire ed anche uccidere animali di tutte le dimensioni.

Biologia –
L’aquila reale, a seconda delle zone, si alimenta di mammiferi ed uccelli. I mammiferi predati sono roditori, lepri, marmotte, citelli, istrici, conigli selvatici, scoiattoli, volpi, martore, faine, cani, gatti, cuccioli di lupo, più di rado caprioli, e in generale giovani di ogni animale di taglia adeguata alla sua capacità. Tra gli uccelli preda altri rapaci, colombacci, colombelle, tortore, otarde, oche granaiole, oche lombardelle, folaghe, trampolieri, limicoli, cornacchie grigie, cornacchie nere, corvi imperiali, gracchi alpini, gracchi corallini, taccole, galli cedroni, galli forcelli, pernici bianche, pernici rosse, fagiani, francolini, quaglie e starne. Tra i rettili rappresentano delle prede: serpenti, tartarughe (che cattura e lascia cadere da grande altezza sulle rocce) e, in assenza di prede disponibili, anche ramarri e altri sauri, ma anche rane e rospi. Le prende possono avere un peso intorno a 1,5 Kg e, quando hanno peso elevato vengono cacciate in posizione più elevata rispetto alla quota del nido.
Per quanto riguarda i piccoli nati normalmente ne sopravvive uno solo, il primo dei nati, che si accaparra tutto il cibo.
Quando il maschio e la femmina dell’aquila reale formano la coppia, rimangono fedeli per la vita, conquistando un territorio e costruendo vari nidi nei posti che, di anno in anno, ritengono più idonei.
L’accoppiamento avviene nel periodo di marzo e viene preceduto da uno spettacolare rituale, anche noto come danza del cielo; si tratta di un rituale che prosegue per vari giorni e vede impegnati entrambi gli individui in spettacolari evoluzioni aeree che spesso la femmina compie in volo rovesciato mentre il maschio sembra piombarle sopra, con scambi di preda in volo o giri della morte.
Dopo l’accoppiamento, che avviene a terra, vengono deposte delle uova tra gennaio, nelle zone più calde, e maggio, in quelle più fredde. Durante il periodo della deposizione il maschio è poco presente, per ricomparire immediatamente alla schiusa, che avviene dopo circa 43 – 45 giorni di cova, per procurare il cibo sia alla madre che ai due piccoli dei quali, solitamente, solo uno sopravvive.
I piccoli dell’aquila diventano aquilotti dopo due mesi ed iniziano ad esercitarsi nel volo sul bordo del nido. Il primo volo si ha intorno al 75° giorno e l’indipendenza si ha tra 160 – 170 giorni dalla nascita. Questo è il periodo in cui i due genitori portano i giovani aquilotti fuori dai confini del territorio natale, diventano così nomadi fino a quando, tra i 3 ed i 6 anni si accoppieranno per costituire un nuovo nucleo familiare.

Ruolo Ecologico –
Aquila chrysaetos, nel suo habitat,svolge un grande ruolo di regolazione della presenza di altri animali. Tale ruolo viene operato con la caccia ed il contenimento delle prede in territori in cui, solitamente, ogni coppia di aquila ha la sua competenza.
La regolazione della popolazione dei rapaci avviene con meccanismi naturali complessi e molto efficienti, che permettono di stabilizzare le specie intorno ai livelli compatibili con le risorse locali disponibili (siti di nidificazione, abbondanza delle prede, competizione con altri carnivori). In questo senso si regola la riproduzione che è elevata nelle popolazioni al di sotto delle capacità ambientali potenziali e ridotta nelle popolazioni più floride.
L’aquila caccia in due modi: all’agguato e in volo, solitamente cercando di sorprendere le prede. La caccia avviene di solito in coppia: un’aquila vola bassa per mettere paura alla preda e l’altra dall’alto cerca di catturarla. L’aquila durante il giorno sta molto tranquilla, tranne nella parte centrale della giornata.
Le coppie dell’aquila reale operano un controllo del territorio, che oscilla da 40 a 180 km quadrati, il più delle volte, con manifestazioni aeree (voli a festoni, volteggi) lungo il confine del territorio stesso per segnalare alle altre aquile gli effettivi confini. Molte aquile hanno una tendenza a spostarsi verso le zone più calde.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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