Myristica fragrans

Myristica fragrans

La Myristica fragrans (Myristica fragrans Houtt., 1774) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Myristicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Magnoliales, Famiglia Myristicaceae e quindi al Genere Myristica ed alla Specie M. fragrans.

Etimologia –
Il termine Myristica proviene dal greco μύρον myron, balsamo, olio odoroso, unguento. L’epiteto specifico fragrans deriva da fragro odorare, profumare: fragrante, odoroso, profumato.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Myristica fragrans è una specie arborea tropicale con origini nelle isole Molucche ed alcune isole della Nuova Guinea; viene coltivato anche in altri paesi della fascia tropicale, ma la zona di maggiore produzione sono le Isole Banda nell’arcipelago delle Molucche.

Descrizione –
La Myristica fragrans è un albero sempreverde, dioico, che raggiunge gli 8-10 metri con fioritura tutto l’anno. Le foglie sono ovali, appuntite, di colore verde scuro, con la pagina superiore lucida e cerosa. Possiede piccoli fiori campanulati, carnosi, con quelli femminili in piccoli racemi ascellari e quelli maschili singoli. Due o tre volte l’anno produce numerosi frutti, come piccole pesche con colorazione verde che, a maturità divengono gialli; questi frutti sono succosi e vengono usati per preparare marmellate; quando raggiungono la maturità si aprono a metà, rivelando una noce che è ricoperta da un arillo di colore rosso acceso. All’interno di questa noce (la noce moscata) si trova un unico seme, morbido, che diviene però presto di consistenza legnosa.

Coltivazione –
La Myristica fragrans è una pianta che può essere coltivata solo in climi tropicali. Raggiunge l’età di produzione verso l’ottavo anno e la piena produzione verso il ventesimo anno. Si riproduce sia per seme ma più frequentemente per via vegetativa (talee), pratica che è preferita in quanto è possibile propagare in maniera controllata gli esemplari femminili (che producono le noci) alternati ai maschili. Per la tecnica di coltivazione si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Della Myristica fragrans vengono commercializzate, parti dei frutti, come spezie: il seme decorticato è la noce moscata, mentre la parte esterna che lo ricopre fornisce il macis.
Inoltre possiede proprietà terapeutiche tanto che agli inizi del Settecento, per le sue caratteristiche di antisettico fu considerato come rimedio per oltre cento malattie. Attenua nausea, vomito e diarrea, mentre il burro è efficace per uso esterno contro i dolori reumatici e nevralgici. Migliora inoltre la digestione, incrementa i movimenti peristaltici intestinali e favorisce il flusso biliare.
Si ricorda, inoltre, che con elevati dosaggi ha un effetto simil-stupefacente, provocando allucinazioni e convulsioni.
Inoltre, sebbene in ambito culinario si usa in piccoli quantitativi, in passato veniva usato in alte dosi, soprattutto come abortivo; infatti se è consumato in alte dosi, inibisce la produzione di prostaglandine che possono influenzare lo sviluppo del feto. Inoltre il blocco nella sintesi di prostaglandine con applicazioni ad uso topico nel cuoio capelluto, svolge un ruolo anticalvizie.
I principali principi attivi della Myristica fragrans sono: la miristicina, l’elemicina e il safrolo.

Modalità di Preparazione –
La noce moscata si può trovare sia in semi interi, marrone scuro o bianchi (decolorati) oppure macinata. Per il migliore mantenimento delle sue proprietà si consiglia di comprare i semi interi, conservarli in un recipiente a chiusura ermetica e grattugiarli al momento dell’uso. Questo consente di conservare meglio il suo aroma che, in quantità moderate, è gradevole, caldo, piccante ed esotico.
Questa spezia viene usata da tempo in cucina come ingrediente di dolci, budini e creme e anche della salsa besciamella, di purè e verdure lesse. Nella cucina italiana, viene aggiunta inoltre nei ripieni, per tortellini, ravioli e cannelloni fatti a base di carne, formaggio o spinaci.
Il macis invece, dal sapore più delicato della noce moscata, viene utilizzato in cucina per piatti salati composti di colore chiaro e luminoso, giallo o arancione, in modo analogo allo zafferano, così come nella preparazione di miscele di spezie (ad esempio il curry), negli aceti speziati, per la conservazione delle verdure o nella preparazione di liquori casalinghi come il nocino. È gradevole nelle salse di formaggio e grattugiato fresco.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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