Cercis siliquastrum

Cercis siliquastrum

L’albero di Giuda o siliquastro (Cercis siliquastrum, L. 1758) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Caesalpinioideae, Tribù Cercideae e quindi al Genere Cercis ed alla Specie C. siliquastrum.

Etimologia –
Il termine Cercis fu ripreso da Linneo dal nome greco κερκίς, cercís in Teofrasto, sorta di pioppo bianco secondo alcuni autori, nome del Cercis siliquastrum secondo altri, ma anche navetta del telaio per tessitura la cui forma ricorda quella dei suoi baccelli legnosi. L’epiteto specifico siliquastrum è stato utilizzato come spregiativo di siliqua, epiteto del carrubo: come falso carrubo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cercis siliquastrum è con molta probabilità una pianta autoctona di tutto il bacino del Mediterraneo e del Sud Europa, fino alle coste del Mar Nero. Lo si ritrova nelle boscaglia con preferenza nei suoli calcarei fino a 300-400 metri di altitudine, in associazione con leccio, roverella, bagolaro, orniello e altre essenze forestali. In italia è presente, in genere in formazioni cespugliose, e in tutte le regioni fino alle Prealpi. È abbastanza resistente al freddo.
Descrizione –
L’albero di Giuda è una pianta che cresce fino a 8 metri di altezza, con chioma arrotondata, abbastanza densa , di colore verde chiaro. Il tronco è snello, più o meno obliquo e sinuoso e presenta una corteccia bruno scura, screpolata e rugosa. Le foglie sono decidue ed alterne, con lungo picciolo e di forma arrotondata cuoriforme o reniforme e di colore verde chiaro. Possiede fiori ermafroditi che sono riuniti in infiorescenze con grappolo sessile (4-6), distribuiti su tutta la pianta con colore rosa-violaceo (la varietà alba ha fiori di colore bianco). L’antesi è nel periodo tra marzo ed aprile, prima della comparsa delle foglie. dalla fecondazione si formano dei legumi allungati ed appiattiti che hanno inizialmente sfumature rossastre e poi a maturità brune, con lunghezza di 8-12 cm, persistenti sulla pianta per tutto il periodo invernale. I semi sono lenticolari e di colore bruno scuro.

Coltivazione –
Il Cercis siliquastrum è una specie che si moltiplica per seme ed è consigliabile trapiantare la piantina dopo due anni, direttamente col pane di terra in quanto presenta estrema sensibilità a traumi radicali. Predilige una coltivazione in pieno sole, cosa che favorisce una più abbondante fioritura. Il siliquastro, oltre a necessitare di una buona protezione dal freddo è molto sensibile alle raffiche di vento, mentre ha buona tolleranza per l’inquinamento atmosferico, pertanto è adatta la sua coltivazione anche nei centri urbani. Dal punto di vista pedologico si adatta a diversi terreni, l’importante che questi siano umidi.

Usi e Tradizioni –
L’albero di Giuda è una specie arborea molto apprezzato come ornamentale; viene di frequente impiegato per l’arredo urbano e nei parchi per la sua bella fioritura primaverile e per la sua resistenza all’atmosfera cittadina. Ha un legno di colore rossastro venato di scuro ed abbastanza duro, cosa che lo fa utilizzare in ebanisteria.
Come le altre leguminose, è una pianta azotofissatrice, quindi in grado di catturare l’azoto atmosferico grazie a dei batteri situati nelle radici lo rilascia nel terreno, arricchendolo.
I fiori sono eduli (cioè commestibili) e possono essere usati in cucina nella preparazione di ricette, tant’è che in molti libri di ricette, soprattutto del nord Europa, in particolare britannici, si trova spesso consigliato di utilizzare i fiori raccolti freschi per comporre ottime insalate.
Il nome popolare di questo albero lo lega alla figura di Giuda Iscariota. Secondo alcune leggende Gesù fu baciato (e tradito) proprio sotto uno di questi. Altre narrano invece come l’albero prescelto dal discepolo per impiccarsi.

Modalità di Preparazione –
I fiori di questa pianta possono essere raccolti e mangiati, sia fritti in pastella sia mescolati freschi a insalate. C’è chi li conserva in salamoia come i capperi per poi usarli in zuppe o piatti alla pizzaiola e c’è chi li conserva sottaceto.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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