Come coltivare la menta campestre

Come coltivare la menta campestre

La menta campestre (Mentha arvensis L., 1753) è una specie erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae caratterizzata da un’ altezza di 10 – 60 cm con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e dotata di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutte le parti di questa pianta sono fortemente aromatiche. Si tratta di una pianta di facile coltivazione, con crescita rapida e intensa, che con il tempo può diventare invasiva. In questa scheda vediamo come coltivare la menta campestre, soprattutto per conferirgli le migliori caratteristiche organolettiche ed aromatiche. La menta campestre in natura predilige, per la sua crescita, luoghi freschi e umidi. Si tratta di una pianta molto adattabile e resistente che, se coltivata in un clima caldo e asciutto, tende a manifestare maggiori quantità di oli essenziali nelle foglie, acquisendo quindi un maggiore aroma. La pianta può essere coltivata sia in vaso su balconi o terrazze che in piena terra in giardino, la menta è una pianta che si adatta facilmente a tutti i tipi di clima, sia ombrosi che esposti al sole, purché non troppo umidi. È una specie che predilige terreni ricchi di sostanze organiche; per questo motivo, nella coltivazione in vaso, è bene rinnovare il terriccio almeno una volta ogni due anni, mentre in pieno campo va apportato all’inizio della primavera della sostanza organica (ottimo il letame maturo).
Bisogna sempre evitare terreni argillosi o pesanti che non consentono il corretto drenaggio dell’acqua. Soprattutto nelle aree a clima più rigido, durante i periodi particolarmente piovosi, si deve coprire la pianta con un telo di plastica in modo da evitare che le foglie si bagnino e si rovinino. La menta si riproduce più facilmente per talea di apici vegetativi; questi ultimi, prelevati per una lunghezza di almeno 20-25 cm, devono essere tagliati dalla pianta nel periodo di marzo-aprile o all’inizio dell’autunno con una forbice affilata e ben disinfettata in modo da non infettare i tessuti della pianta.

 

In una prima fase gli apici vanno poi riposti in un bicchiere con acqua o nel terreno in modo da consentirne la radicazione. Successivamente, se avete scelto di procedere con la coltivazione in vaso, non appena la pianta germoglia, sarà necessario spostare la pianta al sole. Durante la fase del trapianto assicurarsi di non far piegare le giovani radici per non causare rotture e possibili marciumi di queste. Per il primo impianto partire da piante di vivaio o da seme certificato.
Se si parte da seme si procede normalmente come altre piante ad andamento primaverile-estivo, con semina ad inizio primavera, direttamente in pieno campo o nel vaso e copertura del seme con massimo un cm di substrato. Nella prima fase bisogna tenere il terreno umido fino al germoglia mento delle piantine e diminuire gradualmente i turni irrigui, evitando di bagnare le foglie in modo da non danneggiarle. Nella coltivazione in vaso è preferibile usare contenitori abbastanza grandi ed in terracotta per favorire un maggiore arieggiamento ed approfondimento delle radici. La concimazione deve avvenire invece ad inizio primavera con fertilizzanti organici (compost o letame maturo); evitare assolutamente fertilizzanti di sintesi ed in particolar modo azotati. La potatura va limitata all’eliminazione periodica di rametti e foglie secche e, se scegliete la coltivazione nel terreno, anche le erbe infestanti, in modo da favorire l’ossigenazione del terreno.
Per le migliori caratteristiche della menta campestre il periodo estivo è quello ideale per la raccolta: in questo momento le foglie sono ricche di mentolo e oli essenziali e possono essere consumate fresche oppure lasciate essiccare e poi riutilizzate per la preparazione di tisane. È bene prima della raccolta diminuire le irrigazioni al minimo per farne esaltare i contenuti aromatici.
Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose: antiflogistico (guarisce dagli stati infiammatori), antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi), antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), diaforetica (agevola la traspirazione cutanea), emetica (utile in caso di avvelenamento in quanto provoca il vomito), febbrifuga (abbassa la temperatura corporea), galattogoga (aumenta la secrezione lattea), stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare), stomachica (agevola la funzione digestiva).
In cucina le parti edibili sono le foglie (crude o cotte) con le quali si può fare un infuso, oppure possono essere usate come condimento o spezia.




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