Come coltivare il Ginepro

Come coltivare il Ginepro

Il ginepro comune (Juniperus communis L.) è un piccolo albero o un arbusto perenne, sempreverde, della famiglia delle Cupressaceae con fusto ramificato e resinoso che può raggiungere facilmente i tre metri di altezza. È una pianta sempreverde, dalle foglie aghiformi, e dalle caratteristiche bacche di colore blu viola. In questa scheda vedremo come coltivare il Ginepro comune e gli accorgimenti più utili dal punto di vista agronomico. Il Ginepro cresce spontaneamente su terreni piuttosto aridi, e sopporta abbastanza bene ogni situazione climatica, sviluppandosi sia nelle regioni mediterranee che nelle zone montane dalla temperatura fredda, fino ad una quota di circa 2500 metri s.l.m.. in generale, comunque, il ginepro predilige un clima temperato e mediterraneo, anche se si adatta anche alle basse temperature e alle stagioni rigide; è una pianta che non teme il vento e gradisce l’esposizione al sole.
Il Ginepro vegeta meglio su terreni alcalini, compatti, non sassosi o troppo soffice. Infatti in natura, la pianta si sviluppa in ambienti piuttosto aridi, nelle campagne incolte e presso i boschi. La pianta è coltivabile anche in vaso e si può propagare tramite talea attraverso radicazione ottenuta immergendo i rami nell’acqua fino quando avranno formato la radice. Comunque si moltiplica, oltre che per talea anche per seme. La semina avviene in primavera, le piante ottenute dal seme impiegano un periodo di tempo molto lungo prima di germinare.

 

Sia nella coltivazione in giardino che in vaso bisogna ricordarsi che il Ginepro non apprezza i terreni troppo umidi, ma predilige un ambiente secco. Per questo motivo il terreno adatto può essere costituito da una miscela di terra da orto di medio impasto con un 30 % di sabbia. Prima dell’impianto della pianta si consiglia comunque di aggiungere del concime organico (letame maturo) almeno un mese prima. Si ricordi che essendo pianta dioica, per poter ottenere le bacche, è necessario disporre sia dell’esemplare maschile che femminile.
Per il buon governo di questa pianta si consiglia una lieve potatura durante l’inverno, al fine di eliminare rami secchi o danneggiati, mentre prima dell’estate è bene accorciare i germogli troppo lunghi. Il ginepro richiede un’irrigazione costante durante l’estate, soprattutto nei primi anni, successivamente, dopo il completo sviluppo delle radici, può resistere perfettamente alla siccità.
Anche per quanto riguarda i potenziali parassiti o malattie il Ginepro risulta particolarmente resistente. Comunque tra gli infestanti più frequenti si trova prima di tutto la cocciniglia, le radici potrebbero essere soggette a problemi nel caso in cui la pianta si trovi in un terreno argilloso e poco drenante. Per trattare con successo la presenza degli infestanti, è possibile ricorrere a sostanze naturali, come l’aglio o l’estratto di equiseto.
Per la raccolta dei frutti, che comunque hanno un ciclo di maturazione molto lungo, anche di alcuni anni, questa può essere effettuata all’inizio dell’autunno, con le dovute precauzioni (per via delle numerose spine). Le bacche, una volta raccolte, eventualmente lasciandole attaccate ai rametti, devono essere lasciate essiccare in un ambiente asciutto, fresco e buio.
Le bacche di Ginepro, per il loro gradevole aroma, vengono utilizzate per vari usi:
– per insaporire stufati, umidi e piatti a base di carne, soprattutto di selvaggina, visto che il loro gusto caratteristico riesce ad equilibrare il sapore forte di queste carni;
– si utilizzano per preparare eccellenti distillati, tra cui gin e grappe.




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