Come coltivare la nepetella

Come coltivare la nepetella

La nepetella (o nepitella) o mentuccia comune (Clinopodium nepeta (L.) Kuntze, 1891) è una pianta aromatica della famiglia delle Lamiaceae. Si tratta di una specie aromatica coltivabile sia in pieno campo che in vaso per averla sempre fresca a disposizione. In questo contributo vediamo come coltivare la nepetella e gli accorgimenti più utili per ottenere delle piante con migliori caratteristiche organolettiche ed aromatiche.
La nepetella, come altre specie della famiglia delle Lamiaceae ha bisogno di una esposizione soleggiata, dove si ottengono le migliori caratteristiche aromatiche, anche se cresce perfettamente anche a mezzombra. La semina deve avvenire nel periodo primaverile, preferibilmente in piena terra (o in vaso per coltivazioni in appartamento). Un’altra tecnica di propagazione può essere anche quella della divisione dei cespi, da operare sempre alla ripresa vegetativa nel periodo di inizio primavera. Se si opera in questo modo è meglio ombreggiare per un breve periodo le nuovi piantine fino a quando non avranno emesso un proprio apparato radicale ed intervenire con le irrigazioni, in questa fase, per mantenere il substrato umido ma con irrigazioni da effettuare quando va per essiccarsi la parte superficiale di terreno. Questa tecnica è necessaria per fare in modo che la piantina approfondisca meglio l’apparato radicale.

 

Una volta radicate le piante di nepetella sono molto rustiche ma se l’andamento stagionale procede in maniera eccessivamente siccitosa è necessario operare delle irrigazioni di soccorso, avendo cura di staccare tra un intervento e l’altro e fornendo un quantitativo irriguo maggiore consentendo di inumidire gli starti più sotterranei di terreno, favorendo quindi sempre l’approfondimento delle radici. In vaso ovviamente l’irrigazione è sempre necessaria ed è meglio utilizzare vasi abbastanza profondi per dare maggiore autonomia all’apparato radicale delle piante. I contenitori è bene che siano di terracotta e non di materiali plastici che non favoriscono traspirazione ed arieggiamento.
Per quanto riguarda la concimazione è bene che la pianta riceva solo della sostanza organica nel periodo di inizio primavera e non sia concimata con altre fertilizzanti di sintesi.
Ricordiamo ancora che le piante crescono bene anche in posizioni ombreggiate, dove il rigoglio vegetativo può essere anche maggiore ma, se si vogliono piante più aromatiche dobbiamo operare in condizioni di maggiore insolazione. Nel periodo invernale è opportuno, per quelle in pieno campo una protezione con pacciamature vegetali (paglie o foglie) che proteggono l’apparato radicale (anche da eventuali gelate) e contribuiscono a fornire una sostanza organica graduale nei periodi successivi. Se le piantine sono in terrazzo è meglio proteggerle dai venti freddi e ricoprire la parte superficiale del substrato con foglie o paglie. L’irrigazione invernale, nelle piante in vaso, va diminuita notevolmente, controllando di tanto in tanto che il terreno non sia troppo asciutto.
Per quanto riguarda la raccolta, il periodo ottimale è quello della fioritura; quindi nel periodo estivo inoltrato. Approssimandosi a questo periodo la pianta non deve essere irrigata più; questo espediente serve per ottenere parti vegetative con una maggiore intensità aromatica.




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