Come coltivare la Segale in maniera biologica

Come coltivare la Segale in maniera biologica

La segale (Secale cereale L., 1753), conosciuta anche come segala, è un cereale diffuso nelle zone temperate. Si tratta di un cereale di notevole interesse soprattutto nelle zone ad agricoltura difficile e marginale (terreni di langhe e brughiere o di montagna), in quanto la presenta una rusticità eccezionale che la fa produrre più del frumento e dell’orzo in terreni acidi, sabbiosi, magri; ha, inoltre,un’ottima resistenza al freddo, minori esigenze termiche per compiere il suo ciclo vegetativo rispetto al frumento e degli altri cereali.
In questa scheda vedremo come coltivare la Segale ed il suo posto nelle rotazioni al posto del frumento.
La segale si giova di succedere a colture sarchiate o a leguminose, sopporta meglio del frumento il ristoppio e per questo la si preferisce quando si mette a coltura un incolto o un prato permanente polifita. Per quanto riguarda la concimazione non è necessario fornire nessun apporto nutritivo poiché la pianta, poco esigente, è in grado di sfruttare al meglio la fertilità residua del terreno. Per questo motivo la coltivazione della Segale, abbassa i costi di produzione ed è idonea nei regimi di agricoltura biologica o comunque che non fa uso della chimica. In terreni infatti troppo dotati di azoto la Segale può andare incontro a fenomeni di allettamento più facili.

 

Per quanto riguarda la semina si consiglia di effettuarla a file strette, con una quantità di seme leggermente superiore al frumento a causa dello scarso potere di accestimento rispetto agli altri cereali minori. Si possono utilizzare 160-180 kg/ha, ma anche quantitativi superiori in alcuni casi; inoltre il periodo di semina deve essere leggermente anticipato rispetto a quello del frumento. Il letto di semina va preparato allo stesso modo di quello del frumento, con aratura estiva, affinamento del terreno in presemina, semina e, ove necessaria, rullatura leggera.
Anche se la Segale accestisce in maniera minore rispetto di altri cereali minori, la sua rapidità di crescita sopperisce al controllo delle infestanti. Si consiglia pertanto di anticipare leggermente la semina e di aumentare il quantitativo di seme per ettaro e un eventuale strigliatura in post emergenza. Il controllo delle infestanti, tra l’altro, è legato alla caratteristica allopatica dell’apparato radicale di questa pianta in grado di secernere degli essudati radicali che inibiscono la germinazione dei semi di piccole infestanti. Si tenga conto, inoltre, che la segale è spesso soggetta a perdita di seme, cosa trasforma a sua volta, questa pianta, in un’infestante della coltura che segue in successione.
Interessante è inoltre la resistenza della Segale alle avversità entomologiche. L’unico avversità che può creare dei problemi, in alcune varietà, è la fisiopatia denominata segale cornuta (Claviceps purpurea). Si tratta di una malattia fungina che determina la sostituzione della cariosside con degli sclerozi di colore bruno; questa si verifica soprattutto in presenza di tempo umido e freddo, per cui l’impollinazione avviene più tardi e i fiori rimangono aperti più a lungo, predisponendo la pianta all’attacco delle spore di questo fungo. La presenza degli sclerozi nei prodotti alimentari è considerata pericolosa per la salute dell’uomo. Per questo motivo è importante la gestione agronomica dell’umidità, evitando i ristagni e migliorando la permeabilità del terreno. In queste condizioni l’incidenza di questa fitopatologia è alquanto rara.




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