Cedrus deodara

Cedrus deodara

Il cedro dell’Himalaya, o albero degli dei (Cedrus deodara (Roxb. ex (D.Don) G.Don, 1830) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Pinophyta, Classe Pinopsida, Ordine Pinales, Famiglia Pinaceae e quindi al Genere Cedrus ed alla Specie C. deodara.

Etimologia –
Il termine Cedrus deriva dal greco κέδρος kédros, di probabile origine semitica, assonante con l’ebraico héder ornamento, maestà e con l’arabo kedre potere. L’epiteto specifico deodara proviene dal sanscrito devadaru, composto da deva dio e daru albero: cioè albero degli dei.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cedrus deodara cresce in maniera spontanea nella catena dell’Himalaya, diffuso nella zona orientale dell’Afghanistan, nel nord del Pakistan, nel Kashmir, negli stati nord occidentali dell’India, nel Tibet e in Nepal. In queste aree lo si ritrova tra i 1500 ed i 3.200 m. s.l.m. La sua introduzione in Europa risale all’inizio del XIX secolo.

Descrizione –
Il Cedrus deodara è un albero che può raggiungere i 60 metri d’altezza con portamento conico piramidale anche nelle piante vecchie, a differenza degli altri cedri e con punta pendula. Il tronco è diritto, colonnare, con un diametro fino a tre metri alla base; ha una corteccia grigio-bruna, finemente fessurata. I rami sono orizzontali e con estremità pendule. Gli aghi sono lunghi da 2,5 a 4,5 centimetri, con quelli dei macroblasti singoli e inseriti a spirale intorno al ramo, mentre quelle dei brachiblasti riuniti a ciuffi di 20-30 aghi. I coni maschili sono 4-7 cm, di colore prima verdastro e poi bruno rosato; quelli femminili maturano in due anni, diventando legnosi e lunghi fino a 7-13 cm, passando dal verde al bruno. La pianta fruttifica verso i 40 anni.

Coltivazione –
Il Cedrus deodara viene coltivato in Italia come specie ornamentale, ma lo troviamo anche naturalizzato in Piemonte. Preferisce gli ambienti in quota, su terreni ricchi e profondi, ben drenati e con praticamente qualsiasi valore di pH, e esposizione in pieno sole. Richiede una irrigazione nella fase iniziale ma dopo l’attecchimento tollera bene l’aridità, e gradisce sia estati fredde e piovose che climi più secchi e caldi. È invece molto sensibile all’inquinamento atmosferico ed ai venti salmastri.

Usi e Tradizioni –
Il cedro dell’Himalaya è utilizzato prevalentemente come specie ornamentale ed è questo il motivo per il quale fu introdotto in Europa nel 1820. Per questo scopo sono state selezionate alcune varietà come il Cedrus deodara “Pendula” che ha un portamento ricadente ed il Cedrus deodara “Aurea” caratterizzato da un fogliame di colore verde giallastro dorato. Lo si ritrova infatti abbastanza comunemente nei parchi ed è molto apprezzato per la sua bellezza e maestosità.
Ha un legno meno pregiato di quello del cedro dell’Atlante ma, soprattutto in passato, è stato utilizzato per le costruzioni di stampo religioso. È comunque un legno durevole, resistente ai marciumi e ai tarli; per questo motivo viene impiegato per costruire case galleggianti, ponti, traversine ferroviarie.

Modalità di Preparazione –
Il Cedrus deodara non ha altri utilizzi di tipo alimentare o per scopi terapeutici o farmacologici.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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