Come coltivare il carrubo

Come coltivare il carrubo

Il carrubo (Ceratonia siliqua L., 1753) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Fabaceae. In questa scheda vedremo come coltivare il carrubo tenendo conto delle sue attitudini climatiche e pedologiche.
La coltivazione del carrubo, che si perde nella notte dei tempi, è diffusa in special modo in Nord Africa, Grecia e Cipro e, con minore estensione, in Spagna, Italia meridionale e Albania. In Italia lo troviamo soprattutto in Sicilia, anche se la rilevanza economica di questa produzione è purtroppo in declino. Comunque esistono tuttora importanti carrubeti nel ragusano e nel siracusano; in queste zone sono ancora attive alcune industrie, che trasformano il mesocarpo del carrubo in semilavorati, utilizzati nell’industria dolciaria e alimentare. Con le sue coltivazioni la provincia di Ragusa copre circa il 70% della produzione nazionale.
Dal punto di vista colturale il carrubo è una pianta rustica, poco esigente, che cresce bene in terreni aridi e anche molto calcarei. La sua crescita è lenta e la specie è molto longeva.
Cresce rigogliosa dove c’è lo stesso clima degli agrumi anche se le piante adulte sono più resistenti al freddo dell’arancio e del limone potendo sopravvivere a temperature di -4 sotto lo zero per brevi periodi.
Per quanto riguarda il terreno è una pianta adattabile che cresce bene in differenti tipi di suolo, sia in terreni sabbiosi che in terreni rocciosi e anche in terreni fortemente calcarei.
Quello che non sopporta sono i ristagni d’acqua che fanno marcire il suo apparato radicale che invece non viene danneggiato da un terreno arido perché può spingersi in profondità alla ricerca dell’acqua.
Il carrubo sopporta la siccità e non ne viene danneggiato anche se è necessario innaffiare le piante giovani ed è consigliabile dare acqua alle piante adulte se si vuole aumentare la produzione di frutta. La sua rusticità si manifesta anche per quanto riguarda la concimazione.
Infatti non ne abbisogna, per le piante giovani è consigliabile concimare con del concime organico ben maturo.
Nella coltivazione del carrubo da reddito per aumentare la produzione si concimano le piante con il letame e con un concime chimico completo.
La potatura è ridotta, si tolgono solo i rami secchi, malati e qualche ramo interno per dare aria alla chioma.
Il carrubo, come detto, è pianta dioica quindi ogni 20-25 piante femminili bisogna piantare una pianta maschile.
A volte, per non avere la pianta maschile e risparmiare così spazio, si innestano sui rami delle piante femminili alcuni rami di piante maschili. Questa è una antica pratica usata con successo ancora oggi.
È noto che il carrubo ha una crescita molto lenta e che per questo motivo entra in produzione tardi. Questa sua lentezza è dovuta a molti fattori, alla lenta crescita della pianta, al suo lungo periodo vegetativo, al fatto di crescere spesso senza cure in un ambiente marginale.

 

La propagazione si effettua con la semina e il seme, dopo aver germogliato in primavera in ambiente protetto, viene trapiantato quando le giovani piantine hanno emesso la seconda serie di foglie. I semi freschi hanno un’alta percentuale di germinazione mentre quelli secchi hanno la necessità di essere messi a bagno circa 24 ore prima della semina, sino a raggiungere il doppio della loro dimensione, per poter germogliare.
Se la pianta cresce senza cure in zone marginali prima che fruttifichi passano dai 6 agli 8 anni mentre dove le condizioni sono migliori inizia a fruttificare dai 4 ai 5 anni.
Le giovani piantine di carrubo possono essere innestate con altre varietà di carrubo più qualitative ma in questo caso la produzione di frutta viene posticipata a 7 o 8 anni.
Questa pianta di così lenta crescita e fruttificazione ricompensa la pazienza del frutticoltore con un’abbondante produzione che nelle piante adulte può superare il quintale per pianta.
Inoltre il carrubo è una pianta longeva che entra in piena produzione dal ventesimo anno di età e passa il secolo essendo sempre altamente produttiva.
Questa pianta vive per più secoli e ci sono stati casi di piante plurisecolari nell’area del Mediterraneo che si sono segnalate per aver superato il quintale di frutti in una sola stagione.
Un tempo la parte più apprezzata dei frutti era la polpa mentre oggi è il seme che viene tenuto maggiormente in considerazione perché se ne ricavano farine e gomme molto ricercate.
Quindi nella coltivazione del carrubo si privilegiano le varietà che producono più semi rispetto a quelle che ne hanno pochi.
Una vecchia varietà italiana con i baccelli dritti o leggermente curvi, di color marrone più chiaro rispetto alle altre cultivar e di ottimo sapore è “Adele”
In Spagna è diffusamente coltivata un’altra antica varietà “Casuda” che si raccoglie a settembre e ha baccelli dritti con un buon sapore.
Per la resa in semi la varietà italiana “Pasta” è quella migliore sia per numero di semi presenti in ciascun baccello, circa 15, sia per la quantità e il sapore della polpa.
In Sicilia vi sono coltivazioni di carrubi di altissima qualità che, partendo da varietà selezionate, producono farina e altri prodotti noti a livello mondiale.
La raccolta delle carrube mature è la parte più delicata e onerosa della coltivazione di questa pianta.
Quando maturano le carrube, in autunno, l’albero è in piena fioritura perché si prepara alla successiva fruttificazione che avverrà l’anno dopo.
Quindi i raccoglitori devono essere esperti ed abili nel maneggiare le lunghe pertiche che permettono di far cadere, su teli appositamente posizionali sul terreno, le carrube mature senza danneggiare la fioritura.
Questo metodo di raccolta è antichissimo e anche se si cerca di ottenere cultivar dove sia possibile raccogliere meccanicamente tramite scuotimento dei rami, la maggior parte delle carrube viene ancora oggi raccolta con questo antico sistema.
Le carrube fresche hanno un contenuto di umidità che varia dal 10 al 20% e devono essere fatte seccare in un luogo coperto, asciutto e ventilato per ottenere un contenuto di umidità non superiore all’8% in modo che non si decompongano.
Con un’ulteriore lavorazione la polpa viene separata dai semi ai quali viene tolta la buccia e il germoglio.
La successiva lavorazione dei semi prevede che vengano ridotti in una polvere fine dalla quale si ricava la gomma di carruba.
La polpa invece viene tritata più o meno grossolanamente e serve per creare crocchette impiegate per l’alimentazione di diversi tipi di animali domestici.
Può essere usata anche per l’alimentazione umana, in questo caso viene tostata e ulteriormente macinata sino a creare una polvere fine commercializzata sotto il nome di polvere di carruba.




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