La Canfora

La Canfora

La canfora (o D-(+)-canfora), ha una formula chimica bruta: C10H16O ed è un chetone ciclico, derivato dalla ossidazione del pinene (C10H16). È una sostanza cerosa dal forte odore aromatico che si estrae principalmente dal legno della Cinnamomum camphora (Laurus camphora) ed anche dalla Dryobalanops aromatica (Canfora del Borneo). Altre piante su cui si può trovare la canfora sono l’Ocotea usambarensis (Canfora africana) e l’Ocimum kilimandscharicum (Bailico canforato). Il termine canfora deriva dal latino medievale camfora, che a sua volta deriva dall’arabo kafur e dal sanscrito karpoor.
La canfora può essere prodotta a partire dall’α-pinene, molto abbondante negli olii delle conifere, e può essere distillata dalla trementina ottenuta come prodotto della macerazione chimica. La canfora naturale viene estratta dalle piante adulte di circa 50 anni; nella procedura industriale, si sottopongono le foglie ed il legno spezzettato alla distillazione con vapor d’acqua. Si ottiene una percentuale dell’1,2-1,5% di canfora e di 0,5% di olio; le percentuali variano tra estate e inverno. Ottenuta la canfora greca, questa presenta parecchie impurità, come acqua, ferro, olio di canfora, sabbia, legno che vengono eliminate con processi fisici e chimici. Particolarmente pregiata e costosa è la canfora ottenuta dalla Dryobalanops aromatica (Canfora del Borneo).

 

La canfora ha svariati usi; tra questi ricordiamo: come plastificante per nitrocellulosa, antitarma, come sostanza antimicrobica, in imbalsamazione, nei fuochi d’artificio, esplosivi, surrogati del cuoio. Viene utilizzata inoltre per i sui vapori che proteggono dalla formazione di ruggine e nelle collezioni entomologiche come repellente per altri piccoli insetti.
In medicina viene usata anche come leggero anestetico locale e da sostanza antimicrobica. Ci sono gel anti-prurito e gel rinfrescanti che hanno la canfora come principio attivo. La canfora è un principio attivo (assieme al mentolo) in prodotti vaporizzanti ed è efficace come sedativo della tosse ed in altre applicazioni terapeutiche.
Secondo alcune tradizioni popolari la canfora dissuade i serpenti e altri rettili a causa del suo forte odore. Gli indù venerano una fiamma sacra bruciando canfora, che costituisce una parte importante di molte cerimonie religiose. La canfora viene usata nelle celebrazioni Maha Shivaratri di Shiva, il dio indù della distruzione e della (ri)creazione.
In cucina la canfora, come detto, è conosciuta dai tempi antichi; è menzionata nel Corano e veniva usata per aromatizzare bevande e dal XIII viene usata nelle ricette del mondo musulmano per molti piatti tradizionali. Anche nell’Europa antica e medievale era utilizzata come ingrediente per i dolci; in Cina durante la Dinastia Tang (618-907) era usata come aromatizzante, in confezioni simili ai gelati. Notevole è la letteratura araba, andalusa su varie ricette a base di canfora.
Oggi la canfora viene utilizzata in Asia come aromatizzante, soprattutto per i dolci e si può trovare in commercio nei negozi di alimentari indiani dove è etichettata come “canfora commestibile”.
La canfora, oltre certe concentrazioni è tossica; è pericolosa soprattutto per i bambini, le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate per lunghi periodi di tempo. In grandi quantità, la canfora è velenosa quando viene ingerita e può causare convulsioni, confusione, irritabilità, iperattività neuromuscolare, allucinazioni, nausea, vomito e vertigini.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.




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