Picea abies

Picea abies

Il Peccio o abete rosso (Picea abies (L.) H.Karst., 1881) è una specie arborea della famiglia delle Pinaceae. È sinonimo il termine Picea excelsa (Link).

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Pinophyta, Classe Pinopsida, Ordine Pinales, Famiglia Pinaceae e quindi al Genere Picea ed alla Specie P. abies.

Etimologia –
Il termine Picea deriva da picea che è il nome latino del pino selvatico in Virgilio e Plinio. L’epiteto specifico abies proviene da Abies –tis, nome classico latino (Virgilio, Egloghe), derivato dalla radice sanscrita abh sgorgare (della resina).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Picea abies è una specie che caratterizza la fascia fitoclimatica del Picetum da cui prende il nome, però non è infrequente trovarlo anche, a diffusione naturale, nel Fagetum e nelle vallate fresche nella fascia propria del Castanetum anche a 300-400 m di quota nelle Alpi Orientali, nel Canton Ticino e Alpi Lombarde, dove l’alta nebulosità estiva, smorza la calura; analogamente avviene per la quota massima, che viene raggiunta nelle Alpi Occidentali a circa 2200 metri, mentre scende in quelle Orientali dove raggiunge, nelle migliori condizioni, al massimo i 1800 m.
In Italia è presente allo stato spontaneo sulle Alpi dalla Liguria (con un nucleo relitto in alta Val Tanarello) alle Alpi Giulie, ne sono conosciuti anche alcuni popolamenti relitti nell’Appennino Tosco-Emiliano (valle del Sestaione presso il Passo dell’Abetone), altrove il peccio è stato diffusamente coltivato per rimboschimenti. Nell’arco alpino l’abete rosso forma boschi di notevole estensione solo a partire dalla sezione nord-occidentale delle Alpi Marittime (Vallone del Boréon), ma fino alla Valle d’Aosta è spesso subordinato all’abete bianco nell’orizzonte montano e al larice in quello subalpino. Le peccete si estendono maggiormente nelle Alpi centrali ed orientali, dove questa specie approfitta di condizioni climatiche ideali, soprattutto estive (caldo moderato e precipitazioni regolari nel trimestre estivo), fattori climatici che nei settori alpini orientali appaiono maggiormente distribuiti.

Descrizione –
L’Abete rosso è una specie arborea che può raggiungere i 40 metri di altezza, con tronco diritto e chioma conica relativamente stretta, anche se il portamento può differenziarsi in base all’altitudine per via dell’elevato polimorfismo della specie. La corteccia è sottile e rossastra che con l’età diviene bruno-grigiastra dividendosi in placche rotondeggianti o quasi rettangolari (di circa 1–2 cm). Le foglie (aghi) sono a sezione quadrangolare, lunghe fino a circa 2,5 cm, inserite su cuscinetti in rilievo posti tutti intorno al rametto, con tendenza a disporsi su un piano orizzontale. I fiori, che sono degli sporofilli, maturano nel periodo tra aprile e maggio; questi sono femminili (macrosporofilli) che danno origine dopo l’impollinazione agli strobili e maschili (microsporofilli). Gli strobili (pigne) sono di conformazione cilindrica, penduli, lunghi 10–20 cm e larghi 2–4 cm, dapprima di color verde o rossiccio, poi marroni (in autunno) che a maturità cadono interi. È una specie che fruttifica tardivamente (tra i 20 ed i 50 anni).

Coltivazione –
L’Abete rosso viene coltivato essenzialmente o per scopo protettivo o protettivo-produttivo. E’ una specie preziosa per i rimboschimenti, è facilmente coltivabile in vivaio ed attecchisce egregiamente in bosco. È una specie che svolge una importante regimazione delle precipitazioni, grazie all’acqua intercettata dalla chioma; inoltre è utile, quando piantato a gruppi, per interrompere la continuità del manto nevoso e scongiurare il rischio di valanghe anche se viene travolto facilmente una volta che la massa di neve si è staccata. Questa specie ha una produttività media di circa 500 – 600 mc ad ettaro per cui, anche dal punto di vista produttivo, riveste un ruolo importante. Per cercare di favorire la rinnovazione naturale, si applicano diversi metodi di taglio, e cioè: taglio a strisce, taglio raso a buche e taglio a fratte.

Usi e Tradizioni –
Picea abies è un’essenza di grande impiego forestale e tecnico. Il suo legno di ottima qualità, bianco-giallastro, tenero, viene utilizzato soprattutto nel settore edilizio ma, grazie alle sue eccezionali proprietà di risonanza, viene impiegato in liuteria per la costruzione di tavole e casse armoniche per strumenti musicali. Per quest’ultimo utilizzo si utilizza un particolare tipo di abete rosso, spesso designato, commercialmente e in liuteria, come “abete maschio”, il cui legno presenta delle anomalie di accrescimento degli anelli annuali (maschiature); da secoli viene ricercato infatti dai liutai e costruttori per realizzare la tavola armonica di svariati strumenti musicali a corda, tra i quali strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli…) nonché clavicembali, pianoforti, chitarre classiche. La distribuzione geografica di questo albero è limitata a poche zone europee; è presente solo in alcuni distretti alpini della Germania, è assente in Austria ed, di recente, è stata scoperta anche in Valle di Ledro, sul monte Tremalzo. Numerosi strumenti musicali, anche di illustri liutai dei secoli scorsi, pare che siano stati realizzati con il legname di risonanza della Val di Fiemme e della foresta di Paneveggio in provincia di Trento, nonché della Val Canale e del Tarvisiano in provincia di Udine.
Lo stesso Antonio Stradivari (Cremona, 1644 – 18 dicembre 1737) il più famoso liutaio italiano, per realizzare i suoi stupefacenti violini, si riforniva presso la Magnifica Comunità di Fiemme. Questo legno viene attualmente utilizzato da famose case costruttrici di pianoforti da concerto, quali, ad esempio, Bechstein, Blüthner, Fazioli.
Inoltre, l’abete rosso è una delle piante più longeve esistenti al mondo. Un esemplare clonale, scoperto in Svezia nel 2004, e datato al carbonio, avrebbe ben 9550 anni, risultando così l’organismo vivente clonale più anziano del pianeta. Questo esemplare è stato battezzato Old Tjikko.
L’abete fornisce la principale materia prima per la produzione di cellulosa e detiene una quota elevata di legno per industria e cippato per la produzione di pannelli. Grazie alle grandi quantità di cippato proveniente dal bosco o dall’industria, è diffuso il suo impiego a scopo energetico. Trucioli e segatura vengono anche commercializzati come combustibili sotto forma di brikett o pellet.
Dalla resina di quest’albero si ricava la trementina che è impiegata nell’industria di vernici e in cosmetica.

Modalità di Preparazione –
Dal Picea abies si estrae un olio essenziale. Vengono raccolti, a tal fine, i ramoscelli fogliari di diametro non superiore ai 1,3 cm, per assicurare che l’olio essenziale abbia quella caratteristica nota agrumata e fresca che manca negli olii dominati dal legno o dalla resina. Infatti ciò che distingue gli olii da resina (o da legno) da quelli da foglia è proprio la presenza di alcuni composti ossigenati che portano alla caratteristica nota fresca da aghi di pino. Gli olii da resina (le trementine) sono invece dominate da idrocarburi monoterpenici che appiattiscono il profilo aromatico. Le sue caratteristiche chimiche sono molto varie: il beta-pinene va dal 5 al 32%, e l’alfa-pinene da 14 a 21%. Il canfene oscilla dal 7 al 27%, e il limonene dal 10 al 16%. Presente anche l’acetato di bornile ma in quantità ridotte (3-5%). Si tratta di un liquido da incolore a giallo pallido, con nota molto brillante e pulita di pino e un carattere legnoso che ricorda gli iononi. Potente nota finale, dolce, resinosa e con del legno. Bisogna comunque evitare l’utilizzo se ossidato in quanto può causare sensibilizzazione cutanea.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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