Come potare il ciliegio

Come potare il ciliegio

Il ciliegio (Prunus avium L.) è una specie appartenente alla famiglia delle Rosacee, originario dell’Europa ed è un albero che, con le sue molteplicità varietà coltivate, a differenza di altri dello stesso genere, non ama particolarmente le operazioni di potatura. Infatti gli interventi sui rami aggressivi o drastici determinano una difficoltà a cicatrizzare da parte della pianta che si manifesta con l’emissione di un liquido gelatinoso che scorre poi sulle diverse parti dell’albero.
Gli interventi di potatura devono pertanto essere limitati per dare, nei primi anni di vita, la forma esteticamente ma agronomicamente più utile alle operazioni colturali. Sull’albero adulto invece va operata con i tagli limitati e necessari per garantire una maggiore produttività ed una migliore qualità dei frutti. La vera arte della potatura del ciliegio consiste nel comprendere la tendenza morfologica della pianta, assecondandola ed operando solo interventi limitati. In questa scheda vediamo quindi come potare il ciliegio, considerando il concetto che il ciliegio potrebbe anche non essere potato affatto, se la pianta si sviluppa secondo una forma equilibrata.
Possiamo pertanto distinguere due tipologie di potatura; quella di formazione e quella di produzione.

 

Potatura di formazione: la potatura di formazione, o di allevamento, va praticata nei primi due anni di vita dell’albero. In questo periodo si opera per dare alla pianta la forma desiderata. Gli interventi di potatura di formazione vanno effettuati tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Soprattutto nelle piante giovanissime la potatura va effettuata nel periodo con temperature più miti per agevolare la cicatrizzazione delle ferite. La potatura di formazione si attua fino al quarto anno di vita dell’albero, in quanto la fruttificazione vera e propria di produzione inizia a partire dal quinto anno. I tagli vanno effettuati utilizzando utensili puliti e disinfettati per far si che la pianta non venga contaminata o aggredita da muffe che potrebbero far marcire i rami; durante le operazioni di taglio, queste vanno fatte con angolatura obliqua e togliendo i rami interni che andrebbero a far arieggiare poco la pianta e quelli che non garantirebbero una ordinata impalcatura.
Potatura di produzione: questa potatura si effettua dal quinto anno in poi e serve a regolamentare la capacità produttiva della pianta e ad eliminare rami danneggiati o rinsecchiti. Si può effettuare anche in inverno (tra gennaio e febbraio), praticando la cosiddetta potatura secca. Questa operazione si effettua con dei tagli di ritorno, cioè con l’accorciamento dei rami che sembrano mostrare segni di scarsa produzione. In aree particolarmente fredde è meglio evitare di intervenire in inverno e, comunque bisogna escludere le giornate con il gelo. La potatura di produzione si può effettuare al limite anche in estate ma in questo caso bisogna evitare assolutamente la stagione vegetativa e i periodi che coincidono con lo sviluppo dei germogli, con la fioritura e con la fruttificazione.
Riepilogando quindi, la potatura mira a: contenere lo sviluppo vegetativo (soprattutto nella specie P. avium selvatica che tende a crescere troppo verso l’alto), soprattutto con la potatura verde; rinnovare le formazioni fruttifere che hanno già prodotto e portare luce nella chioma.
Un ultima raccomandazione; siccome il ciliegio è molto ricercato dall’industria mobiliera, sia in tronchi che in travi (mobili e sedie di stile), questa utilizzazione esige degli alberi di bella conformazione. In questo caso siccome, soprattutto la parte del tronco ha il maggiore utilizzo, la potatura deve tendere, in questo caso, a dare una maggiore altezza di impalcatura privilegiando come legno commerciale le varietà botaniche, coltivate a tale scopo.




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