Saissetia oleae

Saissetia oleae

La cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae Olivier, 1791) è un insetto fitomizo appartenente alla famiglia Coccidae.

Sistematica –
dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Coccoidea, Famiglia Coccidae e quindi al Genere Saissetia ed alla Specie S. oleae.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Saissetia oleae è un Coccide molto probabilmente di origine sudafricana ma oggi diffuso oramai nelle aree a clima mite e temperato; tuttavia è presente anche in zone più fredde dove vive e si riproduce soprattutto negli ambienti serricoli.

Morfologia –
La Saissetia oleae è un insetto che si caratterizza per l’elevata polifagia e prolificità. La femmina depone mediamente 1000 uova e da matura ha un corpo molto convesso di colore nerastro e di dimensioni variabili da 2 a 6 mm di lunghezza, con un caratteristico rilievo sul dorso ad H trasversa o a croce di Lorena. Il maschio è particolarmente raro in quanto questa specie si riproduce per partenogenesi telitoca.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Saissetia oleae è considerata, insieme alla mosca e alla tignola, uno dei tre principali fitofagi dell’olivo. Questa specie, nonostante sia molto frequente sull’olivo, è polifaga ed attacca anche gli agrumi ed altre piante ornamentali arbustive, quali: l’oleandro, il pittosporo, l’evonimo, ecc..
La cocciniglia mezzo grano di pepe compie una o due generazioni l’anno in funzione dello stadio con cui iberna, del clima, della specie e delle condizioni vegetative delle piante ospiti; normalmente sverna come neanide di 2a e 3a età e più raramente anche come femmina immatura o in ovideposizione; dalle femmine svernanti, nei climi più caldi ad inverno mite, possono formarsi le neanidi anche prima della fine dell’inverno.
Le neanidi che hanno superato l’inverno danno origine alle femmine mature a partire dai primi di maggio. Queste si riproducono per partenogenesi, deponendo un numero variabile di uova, che può oscillare da 150 a 2500, sotto il proprio corpo che progressivamente si ritrae e indurisce fino a divenire un guscio semisferico. La ovideposizione raggiunge il massimo nel periodo di giugno nelle regioni meridionali e intorno alla metà di luglio in quelle centrali.
Le neanidi nascono dopo circa 2-3 settimane; queste dopo poche ore di attività, si fissano sulle pagina inferiore delle foglie, in quanto non gradiscono l’insolazione diretta; le neanidi di II e III età, con l’approssimarsi della maturità sessuale, migrano sui rametti. Il periodo di massima schiusura delle uova si ha tra la seconda metà di luglio e la prima decade di agosto. Le neanidi che nascono nel periodo tra luglio ed agosto compiono una o due mute e svernano al II o al III stadio; quelle nate in precedenza raggiungono l’età adulta e svernano come tali o si riproducono entro l’anno avviando nella tarda estate una seconda generazione.
Per il controllo di questo insetto puoi consultare la presente scheda.

Ruolo Ecologico –
La Saissetia oleae è causa di danni diretti e indiretti. Quelli diretti sono legati alla sottrazione di linfa e all’emissione di sostanze salivari nei tessuti vegetali, che causano defogliamento (filloptosi), indebolimento della pianta e diminuzione della produzione. Quelli indiretti sono dovuti alla produzione di escrementi zuccherini (melata) che imbratta le foglie, favorisce la nutrizione degli adulti di Bactrocera oleae e lo sviluppo di funghi saprofiti (fumaggini) che creano un micelio crostoso e opaco che ostacola l’attività fotosintetica della pianta e ne deturpa e ne deprezza la produzione.
I danni maggiori si riscontrano soprattutto negli oliveti trascurati o sottoposti ad eccessivi apporti di concimi azotati.
La proliferazione della cocciniglia mezzo grano è favorita soprattutto da stagioni con andamento invernale mite ed estati calde, concimazioni azotate elevate, impianti con elevata densità e potature ridotte che non favoriscono la penetrazioni dei raggi solari all’interno della chioma.
A livello ecologico questo insetto è tenuto a bada da parecchi nemici naturali. Ricordiamo i predatori: Chilocorus bipustulatus ed Exocomus quadripustulatus (Coleoptera: Coccinellidae); Eublemma scitula (Lepidoptera: Noctuidae); Chrysoperla carnea e Mallada prasina (Neuroptera: Chrysopidae); i parassitoidi: Metaphycus sp. e Scutellista cyanea (Hymenoptera: Encyrtidae) e gli entomopatogeni: Verticillium lecanii (Ascomycotina: Moniliales).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.




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