Come produrre il miele di rododendro biologico

Come produrre il miele di rododendro biologico

Per la produzione di questo particolare miele bisogna partire dall’habitat caratteristico dove vive la pianta del Rododendro. Questa pianta arbustiva cresce in terreni soleggiati, ad altezze variabili tra gli 800 e i 1.300 metri. La fioritura di questa specie di piante si ha tra la metà di giugno e la fine di luglio. Per capire quindi come produrre il miele di rododendro biologico bisogna fare alcune considerazioni di base. Intanto solo recentemente il miele Rododendro è diventato una produzione abbastanza comune, perché solo negli ultimi tempi si sono resi disponibili mezzi e strade con cui sostenere una non facile transumanza, soprattutto quando ci riferiamo alle quote più alte. Il miele di Rododendro viene prodotto in Italia praticamente in tutte le regioni dell’arco alpino: si va dalla Valle d’Aosta, passando per il Piemonte, la Lombardia, il Trentino-Alto Adige, per arrivare, anche se in minor misura in Friuli-Venezia Giulia. Una delle complicazioni alla produzione, in quantitativi stabili, di questo miele è dovuta alle instabili condizioni meteorologiche; la produzione essendo molto legata a queste limitazioni risulta, di anno in anno, molto irregolare. Per questo motivo il miele di rododendro può definirsi un prodotto di nicchia. Per le sue caratteristiche quasi sempre la produzione del miele di rododendro non è sufficiente a soddisfare la richiesta.

 

Il motivo di tale richiesta è perché questo miele viene sicuramente molto apprezzato per le caratteristiche organolettiche, ma anche perché raccolto in zone incontaminate di alta montagna, dove anche se non è certificato in biologico è quasi sicuramente privo di residui di prodotti di sintesi. Le principali caratteristiche organolettiche del miele di rododendro sono: si presenta allo stato liquido da incolore a giallo paglierino chiaro; allo stato cristallizzato da bianco a beige chiaro; l’odore è molto debole, etereo; il sapore normalmente dolce, fine, poco persistente. Un’ulteriore difficoltà a produrre il miele di rododendro in purezza monofloreale è legato al fatto che non viene fatto su coltivazioni intensive ma su habitat naturali dove la pianta do rododendro è ovviamente in associazione ad altre specie tipiche dei luoghi. Per questo motivo spesso non troverete, in questo miele, le caratteristiche organolettiche sopra descritte. Spesso infatti i mieli definiti abitualmente di rododendro presentano un aroma più intenso, dovuto alla presenza di altre specie. Sono comuni mieli di rododendro con un aroma floreale/fruttato dovuto alla presenza di lampone o con odore pungente dovuto alla presenza del timo.
Per ovviare pertanto a tale problema bisogna pensare di incrementare, con piantagioni artificiali, la densità di presenza del rododendro in queste arie per ottenere un miele con una maggiore percentuale monofloreale. Bisogna però stare attenti alle tossine che può contenere questo miele (graianatossine, rodotossine), capaci di provocare quello che viene definito avvelenamento da rododendro o intossicazione da miele pazzo. Gli effetti tossici si riscontrano anche sulle stesse api che possono morire avvelenate. In Italia il problema può essere dato da ornamentali di rododendro coltivati nei giardini e visitati dalle api, oppure bisogna fare attenzione a partite di miele che viene dalla Turchia. Le tossine sono molto concentrate nel miele di “Rhododendron ponticum” e “Rhododendron flavum”, che crescono infatti nelle regioni montagnose della Turchia. Purtroppo, in maniera incauta, le intossicazioni dovute a questi mieli non sono infrequenti. In particolare uomini che sfidano la sua tossicità per sfruttare le sue rinomate proprietà di “viagra naturale”. Si tratta di sintomi della durata di 24 ore che possono essere causati da poche cucchiaiate di miele. Per fortuna nelle specie di Rhododendron spontanee in Italia, tali sostanze sono state riscontrate solo nelle foglie, velenose sia per esseri umani che per il bestiame, mentre il nettare, e di conseguenza il miele, non presentano tracce di sostanze pericolose per l’uomo.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *