Citrus × bergamia

Citrus × bergamia

Il bergamotto (Citrus × bergamia, Risso & Poit.) è una specie arborea della famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantæ, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae, Sottofamiglia Aurantioideae, Tribù Citreae e quindi al Genere Citrus ed alla Specie C. × bergamia.

Etimologia –
Il termine citrus deriva dal nome latino del cedro e del limone, a sua volta derivato dal greco κέδρος kédros cedro e κίτρον kítron limone e poi attribuito a tutte le piante del genere citrus. L’epiteto specifico bergamia, secondo alcuni proviene dal turco beg armudi, che significa: pero del signore (scritto anche begarmundi); secondo altri dal nome della città di Berga in Spagna.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’origine esatta del bergamotto non è nota anche se alcune sue caratteristiche fanno pensare ad una derivazione attraverso mutazione genetica di precedenti specie agrumarie, quali il limone, l’arancia amara o la limetta. La stessa collocazione sistematica è alquanto controversa; secondo alcuni botanici è una specie a se stante, secondo altri una sottospecie dell’arancio amaro.

Descrizione –
Il Citrus × bergamia è un albero tra i tre e i quattro metri di altezza con fiori bianchi e molto profumati. Le foglie, come quelle dell’arancio, sono lucide e coriacee e persistenti. Emissione delle foglie e fioritura si hanno tra fine inverno ed inizio primavera. I frutti hanno colorazione giallo intensa con buccia liscia e sottile e schiacciato ai poli.

Coltivazione –
Il bergamotto coltivato in Italia è circoscritto ad un areale limitato al solo circondario di Reggio, nell’estrema punta della Calabria, in un’area collinare a ridosso della costa marina. La superficie oggi coltivata a bergamotto è di circa 1.500 ettari, con una produzione media di 100.000 kg di essenza. La produzione di bergamotto nella provincia di Reggio rappresenta buona parte della produzione mondiale.
Per la tecnica di coltivazione puoi consultare la scheda seguente.

Usi e Tradizioni –
Secondo alcune leggende il bergamotto proverrebbe dalle isole Canarie, dalle quali sarebbe stato importato ad opera di Cristoforo Colombo; secondo altri autori la provenienza sarebbe cinese o dalla città di Berga in Spagna.
La prima piantagione intensiva in Calabria di alberi di bergamotto risale al 1750. Originariamente l’essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale e fatta assorbire da spugne naturali. Si deve arrivare al 1844 per il primo vero e proprio processo industriale di estrazione dell’olio essenziale di bergamotto.
Del bergamotto si utilizzano i frutti, l’olio essenziale, il succo e la polpa.
Il suo uso alimentare risale al 1536, come risulta dal “menu di magro” offerto all’imperatore Carlo V, dal cardinale Lorenzo Campeggi.
Il frutto non si trova in vendita al dettaglio ma viene utilizzato solo per la trasformazione in essenza; il suo succo è molto amaro per la presenza di naringina e sembra essere attivo, grazie al contenuto in polifenoli, nell’abbassare il tasso di colesterolo, in particolare l’effetto sarebbe da imputare alla presenza di due flavonoidi statin-like (con attività simile a quella delle statine), denominati brutieridina e melitidina.
Il bergamotto ha un alto contenuto di acido citrico (pari a 66 g/l) che negli anni passati ha permesso l’utilizzo del succo come fonte di acido citrico naturale.
Per quanto riguarda l’olio essenziale di bergamotto, questo è esportato in tutto il mondo per le sue proprietà come essenza per l’industria profumiera.
In tempi recenti il bergamotto, tramite gli psoraleni contenuti nell’estratto del suo olio sono stati usati negli acceleratori d’abbronzatura e nei filtri solari, con danni a carico del DNA della cute con fitofotodermatosi, scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV. Si tratta di sostanze sono note come cancerogene dal 1959 ma bandite dai filtri solari dopo il 1995, prima negli USA e poi in altri Paesi.
Un uso importante dell’olio essenziale di bergamotto si ha in aromaterapia in quanto il suo odore è persistente e penetrante annullando altri profumi.
Viene anche utilizzato come ottimo pulente di colle sintetiche, grasso e catrame.

Modalità di Preparazione –
Il Citrus × bergamia viene utilizzato, oltre che per gli oli essenziali, per ottenere delle spremute come si fa con gli altri agrumi; si può tagliare a spicchi per farne delle insalate o, come per il limone, usare la sua buccia per aromatizzare il tè.
La scorza di bergamotto può essere messa in salamoia e poi unita al succo, può essere utilizzata per aromatizzare primi e secondi piatti, ma anche dolci. Dal bergamotto si ricavano anche caramelle e scorze candite.
Dal bergamotto si produco anche bevande gassate ed estratti di base per altri succhi di agrumi o anche come digestivo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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