Pyrus pyraster

Pyrus pyraster

Il perastro o pero selvatico (Pyrus pyraster (L.) Burgsd.) è una specie arborea della famiglia delle Rosacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Pyrus ed alla Specie P. pyraster.

Etimologia –
Il termine Pyrus proviene dal greco πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuoco: per via della forma conica dei suoi frutti. L’epiteto specifico è il dispregiativo di pyrus pero: perastro, pero selvatico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’areale di origine del Pyrus pyraster va dall’Europa Centro-Occidentale al Caucaso mentre non si trova nel Nord Europa; questa specie fiorisce ed emette contemporaneamente le foglie da aprile a giugno.

Descrizione –
Il Pyrus pyraster allo stato naturale può crescere come un semplice arbusto di 3-4 m ma può crescere e raggiungere lo stadio di un albero che può anche raggiungere i 20 m. Ha rami a maturità spinosi all’apice con foglie decidue, di forma ovata e con margini seghettati. I fiori sono con petali bianchi e stami uguali alla lunghezza degli stili. I frutti che hanno forma di piccole campane di diametro tra 1 e 4 cm, color giallo-verdastro e qualche volta con sfumature rosse, maturano a tarda estate. La polpa è dura ed astringente all’inizio ma diviene sufficientemente dolce a piena maturazione.

Coltivazione –
Il perastro viene coltivato e predilige climi temperati e freschi ma non gradisce i freddi intensi, la siccità e le temperature elevate. Preferisce suoli sciolti, profondi e drenati, ricchi di sostanza organica e non asfittici, con ristagno idrico e d eccesso di calcare.

Usi e Tradizioni –
Il Pyrus pyraster, insieme a Pyrus caucasica (syn. P. communis subsp. caucasica) è il progenitore della comune pera coltivata in Europa (Pyrus communis subsp. communis). Tuttavia è spesso difficile distinguere il perastro dal pero comune. Secondo alcuni autori però, Pyrus pyraster e Pyrus amygdaliformis sarebbero due varietà botaniche di Pyrus communis, per cui neanche il Pero selvatico sarebbe indigeno. Il perastro è una specie che ha grande variabilità botanica, come la forma e la pelosità delle foglie, delle dimensioni e del colore dei frutti.
Il consumo di Pero selvatico si perde nella notte dei tempi; resti di semi sono stati ritrovati negli insediamenti palafitticoli. Per i Romani questi frutti erano troppo duri, per cui furono soprattutto loro ad operare selezioni ottenendo una quarantina di varietà più grandi e polpose. Il Pero selvatico può raggiungere anche i 150 anni.

Modalità di Preparazione –
Il Pero selvatico viene consumato quando raggiunge la piena maturità come frutto o viene utilizzato per preparare confetture o sciroppi. Viene utilizzato in alcune ricette tipiche che si perdono nelle tradizioni dei secoli.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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