Parco Nazionale dell’Etna

Parco Nazionale dell’Etna

Il Parco dell’Etna, è stato il primo parco siciliano. È stato istituito con Decreto del Presidente della Regione del 17 marzo del 1987. Si tratta di un’area estesa circa 59.000 ettari con l’obiettivo di proteggere un ambiente naturale unico, da cui è possibile ammirare lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano attivo più alto d’Europa, e di promuovere lo sviluppo ecosostenibile delle popolazioni e delle comunità locali.
Attorno al grande vulcano si estende un ambiente unico e impareggiabile, ricco di suoni, profumi e colori. Il territorio del Parco dell’Etna, che si estende dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei, è stato diviso in quattro zone a diverso grado di protezione: zone A, B, C e D.
Nell’area di “riserva integrale” (zona “A”), la natura è conservata nella sua integrità, limitando al minimo l’intervento dell’uomo; nell’area di riserva generale (zona “B”), si coniuga la tutela con lo sviluppo delle attività economiche tradizionali: è caratterizzata da piccoli appezzamenti agricoli ed è contrassegnata da splendidi esempi di antiche case contadine, esempi molto significativi di architettura rurale; nell’area di “protezione a sviluppo controllato” (pre-Parco) costituita dalle zone “C” e “D”, che si presenta notevolmente antropizzata, si persegue uno sviluppo economico compatibile con il rispetto del paesaggio e dell’ambiente.

 


L’idea di istituire il Parco dell’Etna nasce intorno agli anni sessanta tra gli stessi abitanti ed appassionati della montagna. Passo molto tempo prima che l’idea divenisse realtà; si arriva così all’anno 1981 quando la Regione Siciliana istituì tre Parchi Regionali e fra questi quello dell’Etna con la legge n. 98 del maggio 1981, anche se bisogna arrivare al marzo del 1987 per la reale costituzione del Parco dell’Etna.
L’area, con esclusione della zona sommitale del vulcano, dove non vi è alcun tipo di vegetazione a causa delle colate laviche frequenti, è caratterizzata da una vegetazione autoctona di assoluto interesse. Scendendo già intorno ai 2500 metri possiamo incontrare la saponaria (Saponaria sicula), l’astragalo siciliano (Astracantha sicula), il tanaceto (Tanacetum siculum), il cerastio (Cerastium tomentosum), il senecio (Senecio squalidus), la camomilla dell’Etna (Anthemis aetnensis), il caglio dell’Etna (Galium aetnicum), la romice (Rumex scutatus) e qualche muschio e lichene. Scendendo ancora, intorno ai 2000 metri si possono incontrare, su alcuni versanti, il pino loricato, la betulla dell’Etna e il faggio ed ancora più in basso anche castagno e ulivo. Caratteristica è poi la ginestra dell’Etna che con i suoi fiori gialli crea, nel periodo della fioritura, un cromatismo, che insieme al nero della lava vulcanica, è unico al mondo.
Scendendo più a valle l’azione antropica ha modellato questo paesaggio; nella zona collinare delle falde si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l’Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante ovest del vulcano, tra i 600 e gli 850 metri, troviamo i pistacchi di Bronte e Adrano e le fragole di Maletto. Si tratta di prodotti tipici ed unici per via delle condizioni climatiche e pedologiche dell’area che hanno generato una variabilità agricola e colturale unica nel suo genere. Altre produzioni agricole tipiche sono quelle delle pere di vario tipo e delle pesche, tra cui spicca fra tutte la “tabacchiera dell’Etna”, la Ciliegia rossa dell’Etna (nei Comuni di Milo, Sant’Alfio, Mascali e Giarre), le noci/noccioline di più alta quota (nei Comuni di Sant’Alfio, Milo, Piedimonte Etneo.
Purtroppo la indiscriminata azione antropica ha causato la scomparsa di animali quali: lupi, cinghiali, daini e caprioli. Nonostante ciò sul vulcano vivono ancora l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e varie specie di topo, pipistrello e serpente.
Tra i luoghi invece di interesse geologico ricordiamo la Grotta dei tre livelli: che è la più lunga grotta di scorrimento esistente sull’Etna e tra le più estese al mondo e i dicchi della Valle del Bove che costituiscono quanto resta del vulcano estinto detto Trifoglietto.
Ricadono nel territorio del Parco venti comuni (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Sant’Alfio, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea), con una popolazione di circa 250.000 abitanti.

Guido Bissanti




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