Boletus satanas

Boletus satanas

Il Porcino malefico (Boletus satanas Lenz, 1831) è un fungo tossico appartenente alla famiglia delle Boletaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Agaricomycetes, Ordine Boletales, Famiglia Boletaceae e quindi al Genere Boletus ed alla Specie B. satanas.

Etimologia –
Il termine Boletus ha una etimologia controversa: secondo alcuni deriverebbe dal greco βωλήτης bolétes, con cui i Greci chiamavano una sorta di fungo (da βωλος bólos col significato di gleba, zolla, cespuglio, perché crescenti fra le zolle o luoghi cespugliosi); per altri invece il significato di βωλος sarebbe da estendere a palla, poiché il cappello della maggior parte dei funghi è globoso; per altri autori ancora deriverebbe da Bolites nome con il quale i romani indicavano i migliori funghi eduli, anche se in origine riferito ai soli ovuli (Amanita cesarea), ma ben presto utilizzato per chiamare così anche i porcini. L’epiteto specifico satanas deriva invece dal tardo latino ecclesiastico Satan o Satanas che proviene dall’ebraico śāṭāne avversario, nemico tramite il greco Σατᾶν/Σατανᾶς Satan/Satanas: tentatore, per i suoi colori attraenti che invitano a cibarsi della sua carne tossica.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Boletus satanas cresce generalmente sui suoli calcarei, sotto latifoglie (in particolare Quercus); il periodo di crescita va dalla primavera all’estate e, in condizioni climatiche opportune, fino prima metà dell’autunno.

Descrizione –
Il Boletus satanas è caratterizzato da un cappello di 10-30 (40) cm di diametro, carnoso, emisferico all’inizio e poi convesso-appiattito, di colore biancastro, bianco-verdastro o bianco-grigiastro, glabro e liscio, con piccole screpolature al centro; questo se manipolato diventa bruno-bluastro. I pori sono piccoli, rotondi, di colore rosso-sangue o rosso-arancione verso il margine, viranti nel verdastro alla pressione. I tubuli sono invece giallognoli o giallo-verdastri, corti che al tocco virano nel blu. Il gambo è ovale di 5-15 × 4-10 cm, sodo, tozzo, generalmente più corto del diametro del cappello, obeso poi allungato, allargato alla base, giallo nella parte superiore, da rosso porpora a rosso-viola nella zona centrale, giallo-rossastro alla base, percorso nei 2∕3 superiori da un fine reticolo concolore al fondo, imbluente al tocco. La carne è soda, compatta, biancastra, che al taglio assume una tinta rossiccia che dapprima vira nel viola oppure nel blu tenue, successivamente al grigio; ha un odore sgradevole ed alla lunga nauseante, cadaverico; il sapore è inizialmente gradevole e dolciastro di “noce” e dopo alquanto sgradevole. Le spore sono bruno-olivastre in massa, lisce, ellissoidali-fusiformi, 11-15 × 5-7 µm.

Coltivazione –
Il Boletus satanas è un fungo che per la sua tossicità non riveste alcun interesse per la coltivazione.

Usi e Tradizioni –
Il Porcino malefico viene chiamato così per il rischio di confusione con l’edule Boletus edulis. È un fungo molto velenoso che provoca vomiti persistenti. È responsabile di sindrome gastrointestinale a breve latenza che si manifesta poche ore dopo il consumo, eccezionalmente durante il pasto stesso. Dal Boletus satanas è stata estratta una potente glico-proteina tossica, la Bolesatina, un inibitore della sintesi proteica a livello ribosomale (meccanismo: nucleoside trifosfato fosfatasi), idrolizzando il GTP nonché l’ATP.

Modalità di Preparazione –
Il Porcino malefico non deve essere assolutamente mangiato nemmeno dietro asportazione della cuticola o dopo cottura, per evitare gravi conseguenze.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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